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Nov 20

L’apparato non mi vuole? La base sì Ecco perché correrò alle primarie

L’intervista rilasciata a Pubblico a firma di Stefania Podda

E alla fine disse sì. Un sì meditato, persino tormentato. Perché nonostante mastichi politica da quando era una ragazzina e abbia bruciato le tappe di un paese a misura di vecchi e padri più o meno nobili – sino a diventare il più giovane ministro della storia repubblicana – , Giorgia Meloni non ama granché l’esposizione della primissima fila.
Sino a questo momento. Perché ieri ha annunciato via Twitter la sua candidatura alle primarie del centrodestra, con tanto di foto di lei che mette la sofferta firma in calce al documento. Una candidatura che si aggiunge ad altre dieci in quella che si preannuncia come una sfida piuttosto affollata. In ordine sparso, ci sono Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Micaela Biancofiore, Alessandro Cattaneo, Giancarlo Galan, Giampiero Samorì, Alessandra Mussolini, Guido Crosetto, Vittorio Sgarbi e Alfonso Luigi Marra. Resta in ballo Giulio Tremonti che ancora non scioglie la riserva, ma che ci sta pensando. Quanto alla Meloni, ci ha pensato parecchio in queste settimane che hanno visto implodere il Pdl.

Meloni, il salto è di quelli che fan paura. Se vincerà le primarie, e se dovesse vincere le politiche, sarebbe lei il prossimo premier. A 35 anni. Ci ha pensato bene?

(Sospira e ride) “E ci ho pensato sì. Sapesse quanto. Guardi che io ho il senso della misura. Perché crede che abbia aspettato tanto prima di questo salto come lo chiama lei?”.

Già, perché? Il suo nome circola da settimane, anzi da mesi, come una sorta di exit strategy dalla crisi di credibilità del Pdl. Ma lei sinora ha nicchiato. Che cosa la tratteneva?

“Appunto il senso della misura. Perché qui c’è in ballo la guida del paese, non altro. Io non do mica per certa la nostra sconfitta alle politiche come sotto sotto fanno gli altri. Io corro per vincere. Le primarie e le elezioni”.

Non avrà l’appoggio degli ex colonnelli di An, però. Gasparri e La Russa blindano Alfano e non hanno gradito che lei abbia deciso di ballare da sola. Le vostre strade si dividono.

(Allarga le braccia tra lo sconsolato e il divertito, fa una discreta pausa di riflessione e scandisce bene la risposta) “Mettiamola così. Sono molto dispiaciuta, ma io non ho fatto vent’anni di politica solo per finire a gestire una sconfitta già messa in preventivo. Perché di questo parliamo. Vogliono far convergere i consensi su Alfano? Legittimo, ma a che ci serve far vincere ad Alfano le primarie col 90 per cento e poi perdere le politiche con il 14 per cento dei voti? Perché questo succederebbe. Ci salviamo solo se mettiamo in moto energie, idee, se ci confrontiamo davvero, se dimostriamo di essere un partito vivo”.

E’ comunque uno strappo. Peserà sulle sue possibilità di vittoria?

“Mah, io so solo che alla chiusura dell’apparato nei miei confronti ha risposto un’incredibile apertura della base. Sono state le mille richieste e pressioni che mi sono arrivate, a convincermi che era giunto il momento di metterci la faccia”.

Metterà la faccia anche nel dire no a Monti visto che l’ha sempre subìto più che scelto?

“Guardi che io dico in pubblico, e a gran voce pure, le cose che altri sussurrano nei corridoi. Io penso che qualunque governo politico che avesse avuto quella maggioranza, e soprattutto quella solidarietà istituzionale, avrebbe fatto meglio del governo Monti. I tecnici ci hanno dato una politica economica fallimentare, zero crescita, e quanto all’equità, quella ce l’abbiamo messa noi in parlamento. Questo per dire con molta chiarezza che a me non basta che Alfano dica si a Monti a patto che non ci sia la sinistra. Vorrei ben vedere. Anche se ci fossero Fini, Casini e Montezemolo, il mio resta un no. E questo lo dico anche a chi, con una faccia dice no a Monti, e con l’altra lavora ad una legge elettorale che sta spianando la strada ad un suo ritorno. Se c’è una conquista che non dobbiamo perdere, è il bipolarismo. Qui invece stanno cercando di riportarci dritti nella Prima Repubblica”.

Farà una battaglia generazionale come il suo coetaneo Renzi?

“C’è almeno un 20 per cento di elettori del Pdl delusi e arrabbiati, io parlo a loro. Ma che ci sia un asset generazionale è fuor di dubbio. Ma scusi, le sembra normale che questo paese possa essere guidato solo da ultrasettantenni? Cioè da una generazione che, insieme a quelle immediatamente successive, è la responsabile di questo sfascio? Per il resto, a differenza di quelle del centrosinistra, alle nostre primarie voteranno anche i sedicenni. Di questo sono orgogliosa”.

Ma alla fine riuscirete a farle davvero queste primarie?

“Bella domanda. C’è un problema di organizzazione, è vero, ma non si torna indietro”.

Anche senza la benedizione di Berlusconi?

“Non penso che Berlusconi non voglia le primarie. E comunque lo ripeto: ormai non si torna indietro. Ci giochiamo la nostra sopravvivenza”.

 

Scarica il pdf dell’intervista a Pubblico

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7 comments

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  1. Claudio Sperlonga

    Mi auguro che le primarie del PDL non siano blindate ai soliti noti! Forza Giorgia!

  2. Gabriele Zahami

    Premetto che a prescindere dell’esito delle primarie, continuerò con piacere a stimare e sostenere l’On. Meloni per gli stessi motivi che contrassegnano l’operato politico del personaggio in questione: coraggio, impegno e lealtà !
    …Novembre, Dicembre 2011, finisce il tempo della Democrazia basata su partiti VOTATI dal Popolo, Meloni non è più Ministro e con questo si accese il dispiacere di molti tra i quali anche il mio. È proprio in quel periodo, in quel momento che ebbe inizio l’intimo bisogno di riavere indietro la sovranità, la democrazia e la libertà di scelta di soggetti politici che rappresentassero in Parlamento i bisogni e la voce dei cittadini…anche la mia! Chi, se non Giorgia Meloni può oggi rappresentare e incarnare la voglia di cambiamento, di democrazia e senso dello Stato i delusi cittadini per questo periodo grigio italiano ?! Proprio Lei !!
    Fin da questo momento (secondo me) è una vittoria questa candidatura: perchè dalle parole si passa all’azione, perchè fin ora, Giorgia Meloni sposta il baricentro del partito PdL un po più a destra, perchè, a prescindere del risultato è questo un inizio per
    l’On. Meloni, di un nuovo periodo sempre più maturo e di responsabilità.
    Giorgia Meloni, ho iniziato a sostenerla quando non fu più Ministro, ancor più ora che il traguardo è così bello e intrepido !!
    Gabriele Zahami

  3. Gabriele Zahami

    Vincere #contantocoraggio by @GabrieleZahami

  4. giuseppe Caputo

    come si fa a fare campagna per le primarie per te?

  5. Vito

    Grande Giorgia. Avanti così i militanti credono in te. Avrai sempre il nostro appoggio. E ti seguiremo a prescindere dall’esito delle primarie. Ma sono sicuro che andranno bene. In bocca al lupo. Sempre con te

  6. Pietro

    Per un nuovo inizio e per un centro destra sempre più forte….

  7. Pasquale Natali

    Forza Giorgia se ti servo io sono disposto a ridiscendere in campo,tu sei una persona pulita.
    Hai fatto bene a precisare ,senza discussioni,solo chiarezza.

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