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Giu 28

Pensioni d'oro e tetto alle tasse in Costituzione: presentate le due proposte di legge di Fratelli d'Italia

“Sfidiamo il Parlamento, la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica, al quale pure abbiamo chiesto un incontro: basta privilegi per chi, avendo avuto responsabilità, gode di pensioni d’oro che, in base ad una sentenza della stessa Consulta, non possono essere gravate di tagli nella parte eccedente i 90mila euro”.

Lo dice Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, nel corso della conferenza stampa a Montecitorio con Ignazio La Russa e Guido Crosetto, per l’annuncio di una proposta di legge in materia di trattamenti pensionistici. La proposta stabilisce che i trattamenti pensionistici che eccedono di almeno dieci volte il minimo sono corrisposti, per la parte che eccede il minimo moltiplicato per dieci, “solo in base a quanto effettivamente versato e maturato secondo la determinazione basata sul metodo contributivo”. I risparmi conseguiti, sono quindi “riassegnati al bilancio dello Stato e destinati a misure di perequazione delle pensioni minime e di invalidità”.

“Vogliamo toccare i privilegi infami di alcuni – ha aggiunto Meloni – per aiutare la povera gente”. L’ex ministro della Gioventù ha specificato che la “sfida” investe il Parlamento, “che è troppo silenzioso in materia”, la Corte Costituzionale, “per cui è superfluo ricordare che sono tutti pensionati d’oro” e lo stesso Giorgio Napolitano, al quale “abbiamo chiesto un appuntamento” ancora senza esito ma la cui “moral suasion può essere importante per darci una mano” in questa battaglia che “è espressione anche di un preciso impegno assunto sulla base del programma di Fratelli d’Italia e su cui chiediamo attenzione da parte della maggioranza e del governo”.

E Guido Crosetto, nel presentare la proposta di legge di Fratelli d’Italia per fissare un tetto alla tassazione in Costituzione, con una riforma dell’art. 53 della Carta ha sottolineato che “a far da contraltare al pareggio di bilancio deve esserci un tetto alla possibilità di tassare i cittadini. I tedeschi hanno deciso di fissarlo annualmente. Noi, visto che siamo in Italia, pensiamo che debba essere stabilito in Costituzione che la tassazione non può andare oltre il 40% del Pil. Deve essere il massimo della tassazione possibile a determinare il massimo di spesa pubblica” e non le esigenze della spesa pubblica a far variare la tassazione.

Scarica le due proposte di legge:

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3 comments

  1. laura

    Chi ha stabilito che una pensione superiore a 10 volte la minima e’ un privilegio? Lei, Crosetto e chi altri? Secondo me e’ un privilegio la pensione, anche minima, erogata a chi non ha versato i contributi e non ha pagato nemmeno le tasse. Cara Signorina Meloni, la pensione e’ RETRIBUZIONE DIFFERITA e deve essere considerata come ogni altra forma di retribuzione. La Corte Costituzionale ha semplicemente detto questo e mi spiace farle notare che non occorre essere costituzionalisti per capire che non si puo’ considerare il pensionato in modo diverso da chi e’ al lavoro, proprio perche’ la pensione di chi ha lavorato e pagato non e’ un regalo, ma frutto della contribuzione obbligatoria.Chi percepisce una pensione da LAVORO DEL SETTORE PRIVATO medio alta, avendo avuto grosse responsabilita’ quando era in servizio, non puo’ essere trattato diversamente da chi prende uno stipendio dello stesso ammontare. E, se non le dispiace, i contributi versati sono individuali (erano parte della retribuzione) e non si possono RUBARE per pagare pensioni a chi non ha versato o versato troppo poco. L’assistenza non si fa con l’ESPRORPIO,ma con la fiscalita’ generale. Capito, Signorina???Si preoccupi dei falsi invalidi, dei truffatori che riscuotono le pensioni dei morti e non di tutelare chi ha evaso tasse e contributi. Altra cosa sono i vitalizi e le pensioni ottenute con contributi figurativi (cioe’ fasulli) di cui, voi politici sapete qualcosa. Fare d’ogni erba un fascio e’ sbagliato e inaccettabile. Proposte demagogiche e populiste offendono il buon senso prima ancora che il diritto.

  2. Ferdy

    ottimo intervento di Laura, condivido, e mi dispiace che questo populismo venga da una ex-partito di destra, forse alla ricerca di consensi oltre quel misero 1,8 pct che forse sarà invalicabile, detto questo da ex elettore di AN.
    Scovate i falsi invalidi, percettori di pensioni basse solo perchè hanno evaso contributi e tasse per tutta la vita, il settore privato
    principalmente quadri e managers hanno pagato obbligatoriamente
    alti contributi ed alte tasse proporzioali al reddito e continuano a pagare Irpef Stato-Regioni-Comuni progressive e forse anche fondi sanitari privati senza incidere su assistenza sanitaria nazionale….
    L’assistenza sociale è a carico della fiscalità generale in un paese democratico ed in uno Stato di Diritto.
    Dedicatevi a politiche economiche per creare lavoro nei settori Agricoltura-Turismo-Cultura nei settori che nonsono in competizione con paesi come Cina etc….. visto che ci definiamo sempre il paese più bello di Europa, ma io direi il paese dei Furbi ed Evasori.

  3. Giuseppe

    Concordo pienamente con quanto suenunciato ed esprimo anche la mia profonda delusione per una fazione politica che pure riscuoteva la mia stima e che oggi vedo purtroppo promuovere un provvedimento che può definirsi come minimo vergognoso.
    Agire retroattivamente in materia di pensioni, come in qualsiasi altra di natura patrimoniale, sa molto di “rapina” ai danni del cittadino. Questi infatti, dopo aver versato contributi obbligatori per tutta la vita lavorativa, avendo avuto accesso ad una pensione stabilita dallo Stato a seguito di trattative sindacali intercorse in precedenti riforme pensionistiche, si vedrebbe oggi fraudolentemente cambiare le carte in tavola in nome di un demagogico principio di equità che, guarda caso, non si riesce ad applicare neanche “ex nunc” alla cosiddetta casta.
    Aver lavorato con mansioni di coordinamento, aver guadagnato adeguatamente ed aver avuto accesso in base alle norme vigenti ad una pensione decorosa non può e non deve essere considerata una discriminante da utilizzare per ripianare inadeguatezze in materia sociale che la politica ha spesso contribuito a creare. Il provvedimento proposto oltre che violare un “diritto acquisito”, espressione ormai entrata in disuso ma che opportunamente richiamava alla cosiddetta “certezza del diritto”, rappresenterebbe l’ennesimo disincentivo per chi ancora oggi ha voglia di impegnarsi e di progredire professionalmente, nonché una inaccettabile rottura del “patto sociale” che sino ad oggi si instaurava tra lavoratore-contribuente e Stato erogatore di pensione.
    Non mi sembra che siano questi i sistemi migliori per rilanciare il Paese.

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