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Ago 05

Carceri: Decreto come corazzata Potëmkin

“Fratelli d’Italia voterà convintamente contro questo provvedimento, su cui il nostro giudizio è prossimo a quello che il ragionier Fantozzi diede della corazzata Potëmkin”.

È quanto ha dichiarato oggi alla Camera Giorgia Meloni, presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, in dichiarazione di voto sul dl su disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena.

“Questo è il terzo decreto cosiddetto svuota carceri che il Parlamento è chiamato a convertire in appena tre anni. Certo, l’Italia ha un problema di sovraffollamento carcerario e complessivo di giustizia. Sono 60 anni che abbiamo questa cosiddetta emergenza, e vale in tema di giustizia come di infrastrutture e previdenza. In Italia ci sono circa 66 mila detenuti, poco più di 100 ogni 100 mila abitanti, un rapporto più basso della media europea di 130 detenuti ogni 100.000 abitanti: ma il problema è che in Italia ci sono meno carceri della media europea. Un bambino di cinque anni troverebbe la soluzione: costruire più carceri. Il dato di partenza è sempre: ‘Qual è la capienza delle nostre carceri?’ E tutto il sistema si piega a questo ragionamento surreale. La vera domanda dovrebbe essere: ‘Qual è la congrua pena per reati come atti di terrorismo con ordigni esplosivi, crollo di costruzioni o altri disastri dolosi, maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli, incesto o furti in abitazione?’ Non sono reati che cito a caso, ma beneficiati in questo decreto”, ha aggiunto Meloni.

“Si è arrivati ad introdurre una misura che avrebbe impedito la custodia cautelare in carcere per il reato di stalking, cassata grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia. Come si può pretendere che gli italiani abbiano fiducia in uno Stato che fa pagare loro la sua incapacità di risolvere i problemi? Quando nel 2006 fu varato l’indulto del governo Prodi e furono rimessi in libertà circa 26mila detenuti, dopo un anno oltre 5.000 di quei detenuti erano tornati nelle patrie galere. E’ corretto dire che di quegli oltre 5.000 reati il mandante era lo Stato italiano, per la sua incapacità di risolvere in maniera strutturale il problema del sovraffollamento delle carceri? Noi pensiamo che sia corretto dirlo”, ha concluso Meloni.

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