Set 11

Siria: Da Governo e maggioranza solita ambiguità, Ue bocciata anche come mediatore

Siamo stupiti dalla decisione della maggioranza di bocciare la mozione di Fratelli d’Italia che impegnava il governo Letta a perseguire ogni strada possibile per evitare il conflitto in Siria al quale in ogni caso l’Italia non deve partecipare in alcun modo e a sostenere la proposta russa, che rappresenta l’unica in campo capace di impedire l’utilizzo delle armi chimiche da parte del regime siriano e di scongiurare lo scoppio di una guerra. Governo e maggioranza hanno preferito, dunque, mantenere la solita ambiguità lasciando aperto lo spiraglio per un intervento armato.

Quello che ci lascia, inoltre, davvero basiti è la totale incapacità dell’Unione Europea di determinare una posizione autonoma e di avere una qualsiasi utilità a livello internazionale. L’Ue si ritrova scavalcata dalla Russia persino nell’esercizio di una prerogativa, ovvero la capacità di trovare mediazioni utili a scongiurare conflitti apparentemente inevitabili, che Bruxelles rivendica sistematicamente come propria senza però averne mai dato alcuna prova concreta. A nessuna delle menti illuminate che guidano l’Unione europea, a partire dall’Alto rappresentante della politica estera Ashton, è venuta in mente una soluzione politica che era sotto gli occhi di tutti. E oggi ci ritroviamo in una situazione nella quale non esiste nessuna proposta europea sul tavolo e l’unica possibile soluzione in campo è quella russa.

Ma è stato il governo italiano delle ‘confuse intese’ a rimediare una figura peggiore di quella dell’Ue. L’esecutivo Letta ha tenuto una posizione talmente incomprensibile e contraddittoria tra i suoi membri tale da far inserire l’Italia in occasione del G20 sia nella lista delle Nazioni contrarie che in quelle favorevoli all’intervento armato. Una figura patetica che segue quelle rimediate dal governo Monti prima e dal governo Letta poi in ambito internazionale: sbeffeggiati dall’India che da 18 mesi detiene ingiustamente due nostri marò, trattati come maggiordomi dal Kazakistan e insultati dal Brasile sul caso di Cesare Battisti.

Il popolo italiano e i popoli europei non meritano questo trattamento e hanno il diritto di essere governati da una classe politica autorevole e capace di prendere decisioni chiare e coraggiose sul piano internazionale.

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