Ott 02

Fratelli d'Italia non darà la fiducia al governo Letta: non saremo complici di questo inganno

L’intervento integrale in Aula sulla fiducia al governo Letta.

“Abbiamo assistito con amarezza agli ultimi giorni di teatrino della politica italiana. Con amarezza, ma purtroppo non con stupore. Eppure, non ci consola il poter dire, oggi, “Ve l’avevamo detto”. Perché in cuor nostro non abbiamo mai tifato contro questo governo, come mai potremmo tifare contro l’interesse dell’Italia e degli italiani. Abbiamo piuttosto cercato più volte di ammonire questa bizzarra maggioranza sulla impossibilità di un governo siffatto di dare risposte credibili per i bisogni della Nazione.

Certo, questo è un Governo come quello che lo precede, che gode di particolare considerazione presso alcuni circoli finanziari e presso alcune consorterie europee, ma questo non è necessariamente confortante per il popolo italiano. Sarebbe stato meglio se il governo Monti e il governo Letta avessero avuto la fama di essere governi che difendono l’interesse nazionale e non governi filo tedeschi, filo Bruxelles, quando non addirittura filo Bilderberg. Perché mentre il governo Letta si affanna a cercare il plauso dell’Unione Europea, mentre il governo Letta si affanna a cercare il plauso particolarmente della Germania, la Merkel se ne frega del plauso dell’Italia e si preoccupa di difendere gli interessi del popolo tedesco. Infatti viene votata a stragrande maggioranza e rieletta. E lo dico perché spero che almeno questa volta, presidente Letta, aspetterà di raccogliere la fiducia di entrambi i rami del Parlamento prima di recarsi in Germania a omaggiare la Merkel, differentemente da quello che è accaduto l’ultima volta quando era già a Berlino ancor prima di prendere la fiducia di una delle due Camere del Parlamento che dovrebbe rappresentare con il suo governo. In questi mesi di opposizione, che noi non abbiamo mai condotto in maniera distruttiva, al suo Governo ci siamo sentiti dire spesso che eravamo oltranzisti, irresponsabili, nemici del bene comune. E io continuo a farmi una domanda: ma gli amici del bene comune quali sono? Sono quelli che hanno dato vita al fallimentare governo Monti e che poi stanno dando vita e sostengono l’attuale governo? Lo vogliamo ricordare il paradosso per cui tutto quello che questa maggioranza ha fatto negli ultimi cinque mesi è stato mettere una pezza a quello che la stessa identica maggioranza aveva votato con il governo Monti? L’IMU, la Tares, gli esodati. Fate e disfate tutto da soli. E’ questa la responsabilità? Fare e disfare tutto da soli mentre l’Italia va a rotoli come una moderna Penelope? Se questa è la responsabilità, non ci interessa essere responsabili.

E per carità, finiamola anche con questa farsa della Governabilità. Perché non è governabilità mettere delle persone sedute su una poltrona che di risposte ai problemi della Nazione non possono darne. La governabilità è un’altra cosa. La governabilità è costruire le condizioni perché ci sia un governo capace di decidere e di dare all’Italia le risposte coraggiose delle quali l’Italia ha bisogno. La governabilità significa costruire i presupposti perché ci siano delle maggioranze parlamentari coese a loro volta sorrette da maggioranze popolari. Questa è la governabilità, non gli inciuci, i compromessi, i giochi di palazzo. E volete dire davvero che in queste condizioni state governando? Ma avete governato nell’ultima settimana? Perché a noi pare che non si sia governato nell’ultima settimana. Non si governa perché c’è fisicamente un governo, si governa se si riescono a dare delle risposte. Vede presidente Letta, non mi convince neanche il suo parallelo in tema di stabilità, perché quando lei fa riferimento ai primi governi della storia repubblicana, se davvero il metro di giudizio per valutare un governo fosse la permanenza di chi lo guida, dovrei segnalare sommessamente che prima dell’avvento della Repubblica c’è stato un governo ancora più stabile ma non mi pare che se ne abbia un giudizio positivo. Ma allora di che stiamo parlando? Penso che il grande tema sia che, è come se in questa Aula e in generale nella politica italiana, non ci fossero più visioni, idee, slanci a sostenere le scelte che si fanno. È tutta tattica. Anche oggi vediamo tante diverse posizioni nei vari partiti politici. Ma è sempre tattica, è un gioco di posizionamento. Non c’è più la capacità di difendere un sistema di valori sulla base del quale fondare le proprie scelte.

Pd e PdL scelgono di provare a sopravvivere loro, se necessario facendolo sulla pelle degli italiani. Questo è il tema. È stato il tema di questi ultimi cinque mesi: una campagna elettorale strisciante, il cui prezzo lo pagano gli italiani, perché i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non un solo provvedimento capace davvero di frenare l’emorragia italiana, ma solo rinvii, molti rinvii, per tutto quello che non è ordinaria amministrazione e un po’ di buona comunicazione ben sostenuta dagli editoriali degli “amici del thè delle cinque”. Poco altro. Un governo che si è occupato soprattutto di parlare dei problemi dei partiti che ne compongono la maggioranza e dei loro dirigenti. Sulla pelle del popolo italiano.

Vogliamo parlare davvero dei risultati? Noi vediamo i risultati che leggiamo sui giornali. In questi cinque mesi è aumentata l’iva, è aumentata la benzina, la tassazione a livelli record, la disoccupazione è a livelli record, però abbiamo sostituito l’Imu  con la service tax, come se una tassa che si chiama con un nome in inglese costasse di meno di una tassa che si chiama con un nome in italiano. E le risposte che abbiamo dato sono queste. Noi per coprire la sospensione della rata dell’Imu, abbiamo pensato bene di ricorrere ad un baratto vergognoso con le società del gioco d’azzardo, che oltretutto rifiutano la trattativa. Questo abbiamo visto. Abbiamo visto ministri in cerca d’autore che ci proponevano soluzioni geniali come quella di sostituire nei documenti le parole padre e madre con genitore 1 e genitore 2.

Abbiamo visto la nostra spesa pubblica continuare a crescere, abbiamo sfondato il tetto del 3% nel rapporto deficit/pil, non abbiamo tagliato la spesa pubblica neanche su quei privilegi intollerabili, incomprensibili, ingiustificabili, e vado citando sempre le pensioni d’oro, ormai sono un disco ma pare qui si sia abbastanza sordi.  In compenso, abbiamo visto un’Italia che perde Telecom e il governo lo scopre dai giornali. E ci dice: “Beh, è il mercato bellezza”.

Abbiamo visto una politica estera totalmente asservita agli interessi internazionali, spesso non solo politici. Così, alla vergogna di due Marò ancora indebitamente tenuti in piena violazione del diritto internazionale in India – e per carità di Patria non dirò che cosa penso delle dichiarazioni del ministro Bonino in merito – abbiamo dovuto aggiungere la vergogna di una pericolosissima bambina kazaka consegnata ad un dittatore. O la vergogna di una Italia che durante la crisi siriana finisce al G20 allo stesso tempo nella lista delle Nazioni favorevoli all’intervento e nella lista delle Nazioni contrarie. Tanto perché avremmo recuperato credibilità internazionale grazie a questi governi. Due anni, due governi, due fallimenti.

E l’unica cosa che si doveva fare, e cioè la modifica della legge elettorale, non è stata mai neanche calendarizzata. Cosi oggi la scelta che noi abbiamo è tra tornare a votare un governo che non  può garantire stabilità e che priva gli italiani di scegliersi i parlamentari, oppure tenere in vita questo governo fecondato artificialmente nel laboratorio del Quirinale che di risposte agli italiani non può darne e non ne darà. Però ce lo vogliamo dire che lo sappiamo tutti che le larghe intese non possono darle queste risposte. Lo dico a noi, a voi, al presidente Napolitano perché errare è umano ma perseverare…

E lo vogliamo dire agli italiani che ci ascoltano che ci vuole un pomeriggio, forse due, per approvare intanto una modifica della legge elettorale che abolisca le liste bloccate e che introduca un premio unico al Senato? Cioè che consenta agli italiani nel momento in cui si dovesse andare a votare di avere immediatamente il giorno dopo una maggioranza, un governo e parlamentari scelti e non nominati. Lo vogliamo dire che la verità è che non la volete fare la modifica della legge elettorale perché questo vi tiene in piedi questi inciuci da ormai due anni. Non la volete fare perché non vi conviene, non ci venite a raccontare che la volete fare. Perché non è vero.

Non daremo la fiducia a questo governo, che come pochi mesi fa, si presenta in quest’aula senza dire niente, senza raccontare dei provvedimenti che vuole portare avanti e di come intende coprirli. Senza indicare una strada. E guardiamo con tristezza a quello che sta accadendo in pezzi della maggioranza, segnatamente nel “Pdl barra Forza Italia”. E non si offendano i tanti amici che pure stimiamo, ma quello che abbiamo visto accadere in queste ore scolpisce nelle mura di questo Palazzo quella massima di Ennio Flaiano, secondo la quale: “La situazione politica italiana è grave, ma non è seria”. Perché come dovremmo altrimenti giudicare le dimissioni in massa dei parlamentari, poi chiuse in un cassetto del quale presumibilmente si è gettata la chiave? Alle dimissioni irrevocabili dei ministri, talmente irrevocabili che sono durate addirittura 48 ore prima di essere revocate? E poi il sì e il no, il sì e il no alla fiducia.

Lo dico con rispetto: rispettiamo questo travaglio, perché ci siamo passati prima di voi. Solo che noi da tempo, abbiamo scelto di non essere né  falchi, né colombe. Ma uomini e donne con una dose accettabile di serietà e un bel lavoro da fare. Per questo abbiamo deciso di lavorare già da qualche mese per rifondare il centrodestra. Un centrodestra meritocratico, partecipato, capace di tenere una posizione fino in fondo e di difendere nel quotidiano i valori che dice di rappresentare.

E anche per questo che non sosterremo e non voteremo  la fiducia a questo governo, perché ancora oggi abbiamo assistito a una operazione di equilibrismo, tipica di chi si pone unicamente il problema di tirare a campare. Ma noi non ci rendiamo complici di questo inganno, chiamateci pure “irresponsabili” se volete ma non ce ne frega niente di quanto sta lo spread, di che dice Olli Rehn o quei banditi delle agenzie di rating. Noi facciamo politica per consegnare a chi viene dopo di noi un’Italia migliore di quella nella quale viviamo. E voi non lo state facendo”.

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10 comments

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  1. Mi dispiace dirlo ma Voi anche se avete grandi sogni e nobili sentimenti su l’Italia, la destra e il centro destra in Italia hanno fallito miseramente come la sinistra. Occorre fondare un nuova Italia sulle parole di Mazzini: Dio e Popolo, Pensiero… Azione e tanta educazione politica e morale… . Con affetto Francesco Fabiano

  2. lei e una vera politica sono estraniero 18 ani en italia o imparato a conoscere i politici del italia la grande magioria solo pensa a suoi interesi personali e di partito!!lei e la unica che lotta por el popolo continue cosi !!gli italiani honesti vedran en lei una futura salvatrice del italia !!vada avanti non se ferme !viva la italia

    • Franco on 2 ottobre 2013 at 21:37
    • Rispondi

    On. Giorgia Meloni

    Oggi 02.10.2013 ho potuto seguire in diretta la Sua relazione alla Camera dei Deputati, mi congratulo vivamente con Lei e con i suoi collaboratori.
    Spero, che tutto questo entusiasmo in crescendo, non sia mai un
    un sogno con un brutto risveglio, ma la volontà di dare una vera svolta alla politica con principi a me cari, non solo delle belle parole ma nei fatti concreti per il bene di questo paese.
    Mi raccomando non costruiamo nelle belle parole, come l’ex Fini, ma con i fatti veri a brevissimo termine perché il compito si chiama per il bene degli Italiani.
    Buon lavoro vostro simpatizzante.
    Franco

    • Mister T on 2 ottobre 2013 at 22:53
    • Rispondi

    Intervento accorato e emozionante. vorrei tanto che aveste un peso politico maggiore…ma non disperate, il momento verrà. la crisi può solo peggiorare e, se Letta può mentire, non può infilare nei nostri portafogli i soldi che vengono a mancarvi. ora gli alibi sono finiti…berlusconi è fuori gioco e la sinistra + gli alfaniani saranno costretti a prendersi la responsabilità di quel che fa. e allora, davanti al fallimento totale che ne seguirà, avrete l’occasione di raddoppiare come minimo i vostri consensi.

    un’unica correzione però, un appunto mi permetto di farglielo: la spesa pubblica si taglia in crescita, non in recessione…si documenti sulle teorie keynesiane e vedrà che proprio in quelle stava il successo dell’italia del dopoguerra e proprio dal loro abbandono e dall’adozione di quelle neoliberiste pro-finanza e anti-stato è scaturito il disastro economico (che fra poco diventerà sociale) europeo e italiano d’oggi.

    voi non siete anti-stato, non arrivate a diventarlo invocando tagli (se non appunto quelli su pensioni d’oro) alla spesa che porterebbero alla chiusura di ospedali e scuole come già successo. tenete a presente queste cose e avrete successo fra poco.

    l’occasione sta per arrivare.

      • Maurizio on 6 ottobre 2013 at 12:41
      • Rispondi

      MisterT Lei fa un po’ di confusione. Il problema non é la contrapposizione tra teorie keynesiane e neolibersite (neo???). Dice agli altri di documentarsi, ma anche a Lei fa difetto la conoscenza delle cose. In realtá le suddette teorie non sono sbagliate o giuste a prescindere. È la loro APPLICAZIONE che puó essere giusta o errata. Per dire: al tempo di Keynes le tasse erano meno del 10% del PIL e le imprese non ne pagavano quasi. Oggi un impresa in Italia paga se conti tutto più del 60% dell’utile in tasse e come % del reddito nazionale le imposte pagate direttamente dalle imprese sono un 17% (poi dovresti calcolare quelle indirette come quelle sull’energia…). Il motivo banale per cui Keynes parlava sempre in termini di espandere le spesa pubblica è che all’epoca la spesa pubblica era minima e le tasse pure, un quinto di quelle di oggi, cioè ridurre le tasse non si poteva per il semplice motivo che non c’erano quasi tasse.

      John M. Keynes non è l’alfiere della spesa pubblica né della mano pubblica né dell’economia di Stato, né un antirigorista o che.
      È un monetarista, nel senso che egli dava preminenza al ruolo della MONETA ed è l’alfiere della c.d. Economia della Domanda. Se fosse vivo ora in Europa, e pure negli USA, dove lo Stato incamera oltre il 50% del PIL Keynes non direbbe mai di supportare la domanda con la spesa pubblica: direbbe di tagliare le tasse.

      Il nostro problema, parlo di noi Destra, é che siamo culturalmente succubi delle PANZANE dei sinistri. La metto giù piatta: a sinistra non SANNO di cosa parlano, però parlano in continuazione e tengono tutti fermi per starli a sentire, perché se ti giri e te ne vai ignorandoli gridano al “colpo di stato” e alla “censura” oppure alla dittatura.

      Risultato di ciò una specie di maionese impazzita: abbiamo per decenni ascoltato le idiozie che da sinistra vengono dette di e su Keynes. Si sono persino autoconvinti delle idiozie che raccontano, infatti ogni tanto si legge che a sinistra devono rottamare il keynesismo.

      Ora che la sinistra rottami Keynes a me fa pure piacere, per come lo hanno trattato… anche se la parola corretta sarebbe “restituire”. Restituiscano Keynes ai liberali e la piantino di umiliarne il nome e il pensiero.
      Una delle tante mistificazioni della sinistra è di essersi “appropriata” di Keynes, che è stato l’ultimo economista che ha avuto dinanzi il problema della DEFLAZIONE, nelle medesime proporzioni sistemiche di come l’abbiamo noi oggi. Chiaro?

    • Ermanno Vernocchi on 3 ottobre 2013 at 08:33
    • Rispondi

    Grande intervento….. E come disse Chesterton: “Dovremo sguainare le spade per dimostrare che le foglie sono verdi in primavera” . Un intervento che ha l’impagabile pregio della chiarezza e della verità.

    • marco on 3 ottobre 2013 at 09:42
    • Rispondi

    On.le Meloni.
    Ho votato 5stelle di cui condivido le idee ma nutro perplessità sulle strategie comunicative.
    Ieri ho apprezzato il Suo intervento in parlamento ed abbracciato accoratemente le ragioni del Suo dissenso. Ritengo imprescindibile la presenza in questo Paese di una destra moderna, moderata…e che parli alla gente, col Suo viso pulito e vivace, di problemi veri indicandone le soluzioni. Plaudo alla fine del berlusconismo e dei suoi sodali. La esorto ad assumere tutte le iniziative affinchè il suo Movimento diventi il faro della destra italiana senza dispersione, ma vietando l’ingresso al codazzo di saltinbanchi targati pdl.
    Faccio il tifo per Lei

      • Maurizio on 6 ottobre 2013 at 12:57
      • Rispondi

      Il Suo partito lo sta preparando Alfano. Non Le basta?
      Non si capisce perché i FdI dovrebbero diventare un doppione e pure sbiadito. No no.

      Quei “saltinbanchi” come li apostrofa Lei sono gli ultimi legali rappresentanti di quella massa di quelli – come me – che (cito) nutrono visceralmente una avversione insuperabile nei confronti della sinistra (a cui imputiamo ogni tipo di nefandezza, dai golpe giudiziari ai danni degli avversari all’instaurazione dello stato di polizia burocratico e fiscale, dalla dittatura del politicamente corretto alla pretesa di rappresentare la casta dei migliori in assoluto).
      Questo blocco moderato, così come è successo con Fini e con tutti coloro che negli ultimi vent’anni hanno cercato di precedere ed imitare l’ex leader di Alleanza Nazionale, non seguirà mai chi é considerato un traditore.
      Non un traditore della persona di Berlusconi, il quale oggi c’è e che domani potrebbe anche non esserci. Parlo del tradimento dell’idea di un Paese dove nessuna sinistra possa pretendere che i moderati debbano sottostare agli ordini ed al servizio della casta dei presunti migliori! Meglio morti che servi!
      Se Lei vorrá accodarsi sará il benvenuto… altrimenti lavoreremo ANCHE per Lei, senza aspettarci minimamente il suo grazie. Peró non invochi cambiamenti.
      Oggi quelli che hanno le Sue idee stanno al Governo coi sinistri e preparano la prossima stangata fiscale.
      Se li goda, che durerá poco.

        • Maurizio on 6 ottobre 2013 at 13:05
        • Rispondi

        Mi correggo: non “lavoreremo” perché io parlo solo per me. Intendevo solo dire che spero che i FdI lavoreranno in quella direzione di “irresponsabile” chiarezza, di “irresponsabile” rigore ideale, di “irresponsabile” amore per l’Italia… nel qual caso ecc ecc.

    • gianfranco di tinco on 4 ottobre 2013 at 15:56
    • Rispondi

    è stato l’unico intervento in aula degno di coraggio,e stima,ci sono tanti suoi concetti ke potrebbero diventare tranquillamente delle massime geniali anche per il coraggio con cui sono state espresse…spero tanto che non continuino a censurarla come hanno fatto col suo intervento in aula,è stato davv indecente,e mi so incazzato di brutto….continua cosi Giorgina….

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