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Ott 11

Meloni a Libero: «Marine Le Pen ha coraggio: il buonismo rovina l'Europa»

La leader di FdI Giorgia Meloni: «I partiti dicono troppe bugie e non risolvono il problema dell’immigrazione. Bruxelles non può imporci le leggi. Come diceva qualcuno, noi non possiamo permetterci il lusso di essere moderati. Dobbiamo sì sintetizzare tutte le identità, ma dire no alla melassa e al conformismo. Perché non è con la melassa che si risolvono i problemi della gente. E poi serve più verità».

L’intervista a Libero Quotidiano di Paolo Emilio Russo.

Marine Le Pen trascina il «suo» Front National sopra l’Ump, la destra «tradizionale» francese. E rischia, così, di cambiare la faccia dell’Europa, terremotarne l’equilibrio politico, imponendo una decisa svolta a destra. Per molti osservatori la Marine Le Pen italiana potrebbe essere lei, Giorgia Meloni. Distaccatasi per tempo dal Pdl, fondatrice di Fratelli d’Italia, preferisce scherzarci su: «Magari! Mannò…». Salvo poi snocciolare, una ad una, similitudini e differenze tra la destra francese e quella italiana che vorrebbe. Scoprendo che le prime sono molto più delle seconde.

Il Front National è stimato a quota 25%, un quarto degli elettori francesi. Cosa la colpisce? «La cifra, evidentemente. La si raggiunge soltanto convincendo elettori che, fino ad oggi, si erano rivolti altrove. II Fn ha il consenso di uomini e donne che fino a qualche tempo fa non l’avrebbero mai votato. Ha convinto».

Marine Le Pen ha svecchiato la sua formazione e la destra in genere: poco spazio per nostalgici e nazionalisti, ma posizioni forti, decise… «La lezione è che bisogna avere più coraggio, che si può e si deve sfidare il pensiero unico dominante, senza paura. Servono determinazione e chiarezza».

Sta dicendo che voi, prima col Pdl, oggi con Fdi, non siete stati sufficientemente chiari? «Io penso che, come diceva qualcuno, in questo tempo “non possiamo permetterci il lusso di essere moderati”. La gente è arrabbiata, altroché. Dobbiamo sì sintetizzare tutte le identità, ma dire no alla melassa e al conformismo. Perché non è con la melassa delle “larghe intese” che si risolvono i problemi della gente. E bisogna dire la verità».

In che senso, scusi: dite bugie? «No, ma i partiti politici in genere, tranne il mio, preferiscono tacere alcune verità, perché spesso la verità fa male e certo non aiuta a prendere voti».

Madame Le Pen ha raccontato un po’ di verità, le sue. Tipo che l’Europa ucciderà la Francia, che l’euro è il male assoluto… «Ci sono cose nel suo programma che non sottoscriverei mai».

Vogliono portare la Francia fuori dall’Europa, lei che ne dice? «Secondo me non esiste, l’Italia non può. La risposta ai limiti dell’Europa non può essere meno Europa, ma più Europa. A noi serve un’Europa forte della buona politica e dei popoli che contrasti l’Europa della finanza, delle banche, dei poteri forti invisibili».

Tolta di mezzo la contrapposizione all’Europa, la destra italiana ha un argomento in meno…«Guardi che l’Europa è un tema che va affrontato, anche se non in quel modo».

E come, invece? «Bisogna rivendicare il primato del diritto nazionale su quello europeo. Perché non ne possiamo più di essere guardati dall’alto in basso dall’Europa, quando ogni anno diamo 4 miliardi in più di quelli che ci tornano. In Europa non abbiamo tutti gli stessi diritti e non si capisce perché, per esempio, i tedeschi fanno gli europeisti, poi hanno la clausola di salvaguardia se il 10% dei parlamentari è contrario ad una norma europea, le bloccano…».

In Italia, invece, riceviamo il fax da Bruxelles e, al massimo, ratifichiamo. Si può fare qualcosa? “Fdi aveva chiesto, nel dibattito perla riforma della Costituzione, che vi si inserisse una clausola simile a quella tedesca».

E uno. Altri punti di vicinanza con la destra francese? «Sull’immigrazione, per esempio, l’Europa sta sbagliando tutto. Al di là della passerella fatta a Lampedusa da José Manuel Barroso, le istituzioni europee si stanno comportando come se quello dell’immigrazione fosse davvero solo un nostro problema. Intanto in Spagna sparano al confine, in Francia chiudono le frontiere, in Austria pure…».

Ma la destra italiana discute da almeno un ventennio di immigrazione: la Bossi-Fini, per esempio… «Sono temi che non si affrontano col folclore. In Italia si oscilla pericolosamente tra buonismo e razzismo biologico…».

Che fanno entrambi danno. «Come la demagogia pericolosa che vedo in questi giorni. Di fronte alla tragedia di Lampedusa, al dramma di disperati che si consegnano ad assassini perché pensano di trovare una vita migliore in Italia, non si può rispondere dicendo “allora cambiamo la Bossi-Fini” e apriamo le frontiere».

E come si risponde, scusi? «Con la verità. Dicendo che l’Italia oggi non è in grado di garantire a chi arriva la “vita migliore” che si aspettano. Che i clandestini finiranno nella rete della criminalità organizzata o a fare i lavavetri… Bisogna avere coraggio di dirlo e di investire sulla cooperazione e sugli accordi con i Paesi di origine».

E tenere la Bossi-Fini. «Smettiamola con le ipocrisie e parliamo di dati. Quando c’era il centrodestra al governo ci sono stati meno sbarchi e meno vite perdute».

Il Front National è «patriottico», Fdi pure. «Il tema del patriottismo, specie quello economico, è di stringente attualità anche da noi. Telecom, Alitalia, Finmeccanica… Abbiamo avuto una politica che, in nome del mercato, ha portato l’Italia a rinunciare ai suoi asset strategici. Ci rendiamo conto che Telecom è finita agli spagnoli che stanno peggio di noi e che magari hanno preso i soldi per l’operazione dal fondo Salva stati che noi abbiamo alimentato? E il premier Enrico Letta non è riuscito a dire altro che “è il mercato” che decide».

Un’altra”verità” che vuole dire? «Si, che non è possibile che ci sia chi in Italia, oggi, ha una pensione da 10 mila euro al mese per la quale non ha versato i contributi. Questo alimenta lo scontro tra generazioni, tra gli iper garantiti e i non garantiti. Bisogna abbattere la caste, siano esse fisiche o culturali».

Fdl può diventare il “nostro” Front National? «La nostra sfida è costruire un nostro modello, non scimmiottarne un altro. Con Officina Italia stiamo prendendo il meglio di culture politiche diverse, cercando di sintentizzarle. Lavoriamo partendo dai contenuti, consci che serve coraggio. Potrebbe nascerne una esperienza unica. E chissà…».

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9 comments

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  1. mauro

    come sempre Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia fanno vedere che nel nostro paese esistono ancora persone capaci di essere umili ( visto il tipo di lavoro che fanno ) ed oneste ma anche arrabbiate nel modo giusto per cercare di portarci fuori dal caos facendo capire agli altri paesi europei che noi SIAMO ITALIANI e per alcune decisioni non dobbiamo imparare da nessuno

    1. Antonino

      La Meloni sempre più “in gamba” e convincente…

  2. annalinda

    In Francia Marine Le Pen trionfa e in Italia nessuno ha il coraggio di credere nella DESTRA. Marina dove sei? Ma forse possiamo fare affidamento sulla nostra Giorgia? Perché non ti fai avanti?
    http://lamianotiziadelgiorno.blogspot.it/2013/10/in-francia-marine-le-pen-trionfa-e-in.html

  3. Valerio

    Ho smesso di leggere quando sono arrivato al mantra piddino del “più Europa”.
    L’Italia ha un problema economico e si chiama EURO. Quella moneta patacca che ci ha rifilato quel “furbone” di Prrrodi… Ha rovinato l’Italia ma ha fatto una bella carriera. Intanto le fabbriche italiane si spostano all’estero dove la manodopera costa di meno perché hanno una moneta meno pesante.
    Poi se a FDI va bene il “più Europa” (quindi meno Italia… Perché se da una parte aumenti…), sono certo che gioirete la prossima volta che un finlandese metterà piede nel Parlamento a dirci quali tasse mettere.

  4. Giulio Carnevale

    C’E’BISOGNO DI FORGIARE UNA CLASSE POLITICA CHE ABBIA IL CORAGGIO (LE PALLE) DI DIRE LE COSE COME STANNO, NON è CON IL BUONISMO CHE SI RISOLVONO I PROBLEMI. BARVA GIORGIA

  5. Maurizio

    Peró sull’Europa la Sua posizione è sbagliata (se non sbagliata almeno autoillusoria). Punto primo: A volte si pensa e si sente che “questa” Europa sia la sorella gemella ma storpia dell’Europa di Kohl, Spinelli, Mitterand … Mitterand… a parte che parliamo di cattolici e socialisti… con la Destra non c’entrano granchè, ma come si suol dire l’errore è nel manico: voi europeisti siete come i socialisti che non volevano accettare né vedere che disastro era il socialismo reale. Come gli europeisti di oggi anche quelli negavano che il socialismo sovietico avesse a che vedere con il socialismo “da sooogno” che immaginavano loro. No, caxxo, il socialismo reale che c’era é c’é (mettiamoci dentro tutti dai bolscevichi fino a maoisti, cambogiani, nordcoreani) é la SOLA FORMA DI SOCIALISMO reale che la Storia ha conosciuto ed era un abominio. Questa Europa é lo stesso. Quella di Spinelli di Kohl e Mitterand (Mitterand….) FORSE é meglio, ma SICURAMENTE non esiste se non nell’immaginazione di quei pochi che credono ad un Europa “da sooogno”. PUNTO. Salviamo per una volta il principio di realtá e aggiungiamo che un posto dove si parlano 27 lingue, i sono 27 codici civili, 27 codici penali e dove i Valloni e i Fiamminighi si odiano, Polacchi e Tedeschi si disprezzano, i Romeni non li vuole nessuno, Catalani e Castigiani e Baschi si sono ammazzati fino a ieri, italiani e tedeschi e francesi mal si sopportano tra di essi, ecc ecc ecc NON SI PUÓ pensarlo una unica grande nazione sotto un’unica bandiera. Andiamo su, ma chi si vuole prendere in giro?! Punto secondo: a volte si sente dire che la colpa é nostra, che NOI ITALIANI CAZZONI (ribattezzati italioti, parenti cretini dei greci, ai quali almeno non vengono imputate colpe particolari… perché purtroppo so greci poverini… ) siamo stati i fessi che non “hanno saputo approfittare del dividendo europeo”. Questa é un’altra mega-balla! La riprova sta nella sorte di Spagna, Irlanda, Olanda dove tutto andava benone fino a che il nodo non é venuto al pettine. Il nodo… ecco il nodi: il nodo della questione é che QUESTA EUROPA (l’unica forma storica che conosciamo) È NATA COSÌ PERCHÈ IN ALTRO MODO NON SAREBBE MAI NATA. Cioè é nata APPUNTO per CONSOLIDARE E PERPETRARE ben definite disparitá a livello macro- e microeconomico con il solo scopo di trasferire risorse dalle varie periferie al “centro”. In particolare il CENTRO non é un luogo definito, ma é piú che altro un insieme di luoghi aventi medesime catatteristiche, tra le quali la piú importante é di avere stretti contatti i centri finanziari inglesi e tedeschi. Quindi Austria, Slovacchia, Belgio, Lussemburgo… lí le cose vanno meglio di altri posti “periferici” o comunque non afferenti a quei centri di potere. Questa Europa non va bene, vogliamo piú Europa o un’altra Europa…. tutto sbagliato!!! tutto sbagliato!!!! È l’EUROPA che non va bene. Punto. Il resto é prendersi in giro.

  6. G. Carlo Valle

    E pensare che Le Pen padre per fondare il Front National era venuto a lezione da Giorgio Almirante che gli aveva pure dato il simbolo (fiamma tricolore). Forse siamo rimasti fermi qualche giro.

  7. Cosimo

    I due problemi principali dell’Italia:
    1) La crisi economica
    2) L’immigrazione clandestina, con aumento del degrado e della microcriminalità visibile a tutti – tranne a quelli accecati ideologicamente.

    Un partito della destra moderna, scevro da ogni proto-fascismo, che non dica no a priori all’Europa ma cerchi un ruolo più forte dell’Italia in Europa, ha delle potenzialità elettorali enormi.

    Forza Giorgia Meloni e amici politici!
    Sottoscrivo tra l’altro la sua dichiarazione sull’Europa:

    “La risposta ai limiti dell’Europa non può essere meno Europa, ma più Europa. A noi serve un’Europa forte della buona politica e dei popoli che contrasti l’Europa della finanza, delle banche, dei poteri forti invisibili”.

  8. teddy

    On.Meloni, ammiro il Suo coraggio in questo tempo in cui ogni politico non dice quello che pensa, ma quello che fa piu'”audience”, quasi che il nostro paese fosse un grande talk show.

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