Nov 11

Legge di stabilità: sulle pensioni d'oro Brunetta sbaglia

Apprendo con stupore che Renato Brunetta si è dichiarato fermamente contrario alla reintroduzione del contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, definito dal capogruppo del PdL come  una “brutalità” e  “una forma di esproprio”. Ma voglio dire all’amico Brunetta che il suo fervore nasce da presupposti sbagliati. Non è vero, infatti, che “la rendita pensionistica è figlia dei contributi versati dal singolo nel corso della sua intera carriera lavorativa”.

Questo sarà vero per le giovani generazioni, per chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996 e al quale sarà applicato il “sistema contributivo”. Ma per chi è andato in pensione con il più generoso sistema retributivo, il proprio assegno non è legato ai contributi versati, ma solo al livello delle ultime retribuzioni.

Questo meccanismo del vecchio sistema pensionistico ha creato la follia delle pensioni d’oro e la vergogna di una Nazione, forse unico caso al mondo e nella storia, che ha stabilito per legge di togliere ai figli per concedere ai padri più del dovuto.

E proprio in nome della giustizia tra le generazioni, Fratelli d’Italia non si accontenta del contributo di solidarietà e pretende, con la proposta di legge che domani approda in Commissione Lavoro di Montecitorio, la revoca delle pensioni d’oro non figlie di effettivi contributi versati.

La nostra proposta è semplice: per tutte le pensioni che eccedono 10 volte la pensione minima, per la parte eccedente il tetto si procede al calcolo dei contributi versati. I pensionati comuni, quelli che non prendono una pensione superiore a 5000 euro al mese, non saranno toccati da questo provvedimento. Ma per gli altri, per i super pensionati, se l’assegno pensionistico non corrisponde ai contributi versati, se è figlio di leggi generose o furbizie o sotterfugi, allora la parte eccedente la soglia di 10 volte la pensione minima viene revocata e destinata alle pensioni sociali e di invalidità. Nessun esproprio. Ad ognuno il suo.

Chiarito l’equivoco, sono certa che Brunetta, grande sostenitore del merito e acerrimo nemico dei privilegi e delle rendite di posizione, sarà con il suo gruppo al nostro fianco in questa battaglia di civiltà e di giustizia.

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5 comments

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    • Angelo RASI on 11 novembre 2013 at 21:38
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    Iniziativa sacrosanta. Speriamo vada a buon fine. Vorrei che venisse reso pubblico chi è contrario o voterà contrario in modo che gli elettori ne traggano le conseguenze. Angelo

    • FB/Ferdy on 12 novembre 2013 at 13:37
    • Rispondi

    perchè per tutte le pensioni che eccedono i 5000 euro,
    lo stabilisce lei ? allora pretenda che anche le pensioni
    basse vengano calcolate con metodo contributivo,
    come lei dice, credo che presupposti per ricorsi ce ne siano
    se non si riesce a calcolare tutte le pensioni anche di 500 euro
    elargite con integrazione al minimo.
    La solidarietà su pensioni (impropriamente chiamate cosi)
    assistenziali e di invalidità la si conduce con la fiscalità generale
    Aumenti le aliquote IRPEF se ha il coraggio??
    e vada a scovare gli evasori dal dopo guerra in poi…..
    anzichè sbraitare contiuamente in Tv e sui Media….
    Si dia la mano al suo amico Renzi……..
    sempre ex elettore AN, e ne ho altri con me………

    • Daniel on 13 novembre 2013 at 11:38
    • Rispondi

    On. Meloni, la sua proposta mi pare molto sensata. Il paradossale e il grottesco, infatti, risiede nel fatto che quelle pensioni già in essere, non è vero che si stiano pagando con i soldi che quei lavoratori, un tempo, versarono come contributi! Tutti sappiamo perfettamente che non è così!
    L’INPS non tiene affatto in una cassetta di sicurezza personale e distinta per ogni assistito i versamenti che questo nel corso della sua vita lavorativa ha versato! Le pensioni in essere si stanno invece pagando con i contributi di chi attualmente lavora! Ora, lavorare sapendo che, con la riforma Fornero, non solo sono state ritoccate le aliquote verso nil basso, non solo si dovrà lavorare per più anni (e ogni anno, per un lavoratore, conta per due: un anno di contributi da versare in più, un anno di pensione che si percepirà in meno!), ma si andrà pure in pensione con il calcolo contributivo: onestamente, sapere che i miei contributi di lavoratore vadano a pagare una pensione calcolata anni fa, e con il retributivo, mi parrebbe davvero troppo! Anche perché c’è un mondo reale nel quale le persone continuano ad incontrarsi! Ed incontrare un collega che prende 2.000 euro di pensione, solo perché andatoci, in pensione, qualche ann fa, mentre magari io, si eno, forse, arriverò ai 1.200 euro… …non è che si accetti con tanta facilità! Ma nemmeno per una mera questione di principio: è proprio perché quando andiamo al supermercato, a fare la spesa, non è che i prezzi siano diversificati a seconda di come e quando si andò in pensione!
    Quando poi si parla di diritti acquisiti, forse si dovrebbe discrnere meglio a cosa si riferirebbero: che uno pensionato abbia diritto alla pensione, non ci piove! Ma forse, qualche considerazione su quel delta tra pensione calcolata col retributivo piuttosto che col contributivo, lo si potrebbe andare a fare. Anzi: lo si DEVE andare a fare!
    Anche perché vorrei vivere in uno Stato a-confenssionale, per cui, quando “certe cose” diventano un po’ come i dogmi, gli assiomi della Chiesa, non mi piacciono più: sarà pure vero che ci sono dei diritti acquisiti, ma se la gente che oggi lavora non dovesse lavorare più, non è che si aprirebbero le nubi e le pensioni, in ragione di quel “diritto acquisito”, calerebbe dal cielo come la manna per Mosè!
    Anche la proprietà privata è in bel diritto ben tutelato, nel nostro Paese: ma quando prevale l’interesse collettivo, anche questa, deve fare un passo indietro.
    Detto ciò, le scrivo per sottoporle una mia idea circa le pensioni. Sarebbe la seguente: la possibilità di cedere i propri contributi previdenziali a qualcuno, magari, inizialmente, rendere la cosa possibile tra coniugi.
    Perché?
    Per il semplice fatto che, specie con la riforma delle pensioni Fornero, cumulare anni di contribuzioni sufficienti è sempre più difficile.
    Ora, senza chiedere niente a nessuno, credo che molte famiglie potrebbero trovarsi nella condizione per cui nessuno dei due coniugi lavori, ciò specie per quelle famiglie monoreddito nel quale “il monoreddito” dovesse aver perso il lavoro. In queste situazioni potrebbero verificarsi casi nei quali riesca a trovare lavoro l’altro coniuge, magari perché più giovane, e quello che prima non lavorava: cosa avviene, però? Avviene che questo coniuge comincia a versare contributi previdenziali su una nuova “utenza”! E avviene che, verosimilmente, specie ove si dovesse trattare di lavoro PT a TD, questo altro coniuge, a cumulare versamenti per averci una pensione, non ci arriverà mai! Però, potrebbero esserci dei casi nei quali, cumulando i redditi tra i due coniugi, invece ci si arrivi, ad un cumulo di contributi che, se fosse tutto ascritto ad uno dei due, darebbe diritto ad UNA pensione! Sempre rispettando il parametro circa l’età anagrafiche richiesta.
    Faccio un esempio di massima: per andare in pensione occorrono 65 anni di età e 43 di contributi. Tizio viene licenziato a 60 anni, con 38 anni di contributi. Non riesce a ricollocarsi se non saltuariamente, riuscendo a versare tre mesi di contributi l’anno… …è chiaro che a dette condizioni, alla pensione di anzianità non ci arriverebbe mai!
    Ma mettiamo caso che la moglie ne avesse lei, uno, due, tre anni di contributi, o che la moglie riuscisse lei, magari anche perché più giovane, a trovare un lavoro più stabile e a versarli lei, quei 5 anni di contributi mancanti: perché, in quella famiglia, vantante 43 anni di contributi versati in totale, quando “Tizio” compirà il 65esimo anni di età, non dovrebbe rientrare nemmeno UNA pensione?
    Le sembra proprio così giusto? Così equo?
    A ben guardare, non si starebbe chiedendo proprio nulla a nessuno!
    Possiamo donarci le case, possiamo scambiarci l’assistenza, possiamo persino donare un organo del nostro corpo: perché i contributi previdenziali, ad esempio tra moglie e marito, invece no?

    • flavio on 13 novembre 2013 at 11:50
    • Rispondi

    Sono pienamente d’accordo.
    Io classe 1953 devo lavorare 47 anni per andare in pensione a causa di questa lobby dei pensionati over 3000 che non vogliono partecipare ai sacrifici.
    noi derubati della vita, loro garantiti, è questa l’equità che vuole la costituzione? vergogna.

    • giuseppe de carolis on 13 novembre 2013 at 15:53
    • Rispondi

    Onorevole Giorgia Meloni, Buon giorno
    Le scrivo questo per esprimerLe tutta la mia solidarietà, nonché Stima per ciò che ieri ha detto durante la trasmissione televisiva in cui era ospite in particolare sulle PENSIONI D’ORO.
    Io credo che ci siano tante cose da fare in ITALIA e le prime sono rimuovere categoricamente tutte quelle norme che danno dei privilegi a chi non li merita. Mi spiego meglio. Come da Lei detto se uno ha versato è giusto che ora abbia Tutto ma se così non fosse ALLORA………..
    Grazie mi sento molto rappresentato da una Persona che la pensa come LEI
    Buon Lavoro

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