Dic 03

Legia Varsavia-SS Lazio, Meloni: Vogliamo sapere quando il governo difenderà i diritti e la dignità degli italiani all'estero

L’intervento integrale in Aula del presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, sull’informativa urgente del Governo in merito alla vicenda del fermo di numerosi cittadini italiani in occasione della partita di calcio Legia Varsavia-Lazio, disputata a Varsavia il 28 novembre 2013.

“Grazie Presidente. Onorevoli colleghi, io penso che quanto accaduto la scorsa settimana a Varsavia sia semplicemente inaccettabile e che sia in qualche maniera un’altra preoccupante spia sul tema della credibilità dello Stato italiano fuori dai confini nazionali. Si può non seguire il calcio, si può non avere simpatia per gli ultras, ma una Nazione con uno straccio di dignità non può consentire che 140 cittadini italiani vengano privati della loro libertà senza difesa legale, senza processo, senza acqua, senza cibo.
I nostri organi di stampa hanno in questi giorni riportato notizie di ogni genere, si parla di intimidazioni, di soprusi, di violenza privata, di capi di imputazione pretestuosi, si parla di donne, di minori, addirittura di disabili, che vengono arrestati, tutti imprigionati in una sorta di retata preventiva senza che vi fosse alcuna distinzione tra i soggetti che eventualmente avevano commesso fatti criminosi e tutti gli altri.
Perché anche Fratelli d’Italia condanna ogni forma di violenza, ma tra le violenze che condanniamo c’è anche il sopruso, c’è anche la violenza di Stato, c’è anche l’abuso di potere. E varrebbe la pena ricordare che poi la stragrande maggioranza di questi italiani sono stati liberati e sono stati costretti a pagare multe, sanzioni, rigorosamente in contanti, auto dichiarandosi del reato di “schiamazzi”, sul quale inviterei sommessamente l’Aula a fare una valutazione.
Allora vede, questa retata preventiva, perché così è stata candidamente definita dal primo consigliere dell’Ambasciata italiana a Varsavia Luca Lepore, che ha anche detto che l’85% circa delle persone coinvolte erano totalmente estranee ai fatti, totalmente innocenti, è stata definita retata preventiva. Questa retata preventiva è stata disposta evidentemente per paura che ci fossero reazioni italiane allo scempio che era stato perpetrato dai tifosi polacchi solo un paio di settimane prima quando questi tifosi polacchi avevano messo a ferro e a fuoco la città.
Segnalo che Il Messaggero aveva titolato “Panico in centro”, segnalo che nell’articolo de Il Messaggero si parlava, e cito testualmente, di “decine di poliziotti, blindati ed elicotteri per cercare di sedare l’animo dei tifosi, che hanno provato ad entrare nel Colosseo. Le Forze dell’Ordine sono riuscite a respingerli ma il gruppo di tifosi, molti dei quali ubriachi, è fuggito per via di San Gregorio. Poi un altro tentativo di entrare al Palatino”. Tutto questo senza citare le altre centinai di tifosi che gettavano nel caos la metropolitana di Roma azionando più volte il freno di emergenza e malmenando qualunque italiano che tentasse di fermarli.
Io ho rispetto per la Nazione polacca ma nessuno di questi poco civili cittadini polacchi si trova oggi all’interno delle nostre galere, mentre segnalo sempre a quest’Aula che una ventina di tifosi italiani, mentre siamo qui a discutere, è ancora detenuta in un carcere polacco senza aver mai visto un proprio avvocato e senza essere stata sottoposta a regolare processo. Ora la cosa in sé è abbastanza vergognosa però c’è una cosa più inaccettabile del l’atteggiamento della polizia polacca, ed è l’atteggiamento del governo italiano. A monte mi piacerebbe sapere perché non vi fosse a seguire la trasferta nessun esponente delle forze dell’ordine italiane, come sempre accade in trasferte di questo tipo. Di solito, c’è sempre una rappresentanza della polizia italiana perché in caso di problemi la polizia italiana può fare da tramite, può impedire soprusi, può evitare degenerazioni. Chi si è preso la responsabilità di dire che in questo caso non serviva che ci fosse anche una rappresentanza delle nostre Forze dell’Ordine? È stato l’Osservatorio? È stato il Viminale? Lo chiedo al ministro degli Interni Alfano e lo chiedo al Governo perché su questo non c’è stata data alcuna risposta.
A valle non posso non notare come sia stata necessaria la richiesta di Fratelli d’Italia di informativa urgente del Governo per mettere fine all’assordante silenzio delle Istituzioni italiane. Silenzio del governo, silenzio del sindaco di Roma, silenzio del ministro degli Esteri. Il ministro degli Esteri ha pensato bene dopo 3 giorni che sono accaduti i fatti di renderci noto che aveva finalmente telefonato, bontà sua, al governo polacco. E non ci è chiaro ancora oggi su cosa stia facendo il governo per chiedere conto di un trattamento inaccettabile e per tutelare i diritti di questi cittadini italiani.
Noi vogliamo sapere quando i 22 tifosi ancora detenuti a Varsavia rientreranno in Italia, vogliamo sapere a che titolo vengono detenuti, e vogliamo che il presidente del Consiglio Letta che tra 2 giorni sarà a Varsavia per un incontro bilaterale con il primo ministro polacco chieda conto del trattamento che è stato riservato a questi cittadini italiani.
Perché vedete, credo che dietro questa vicenda si celi una questione più grande, e cioè la totale assenza di peso specifico dell’Italia all’estero, ormai sembra che gli Stati esteri facciano a gara ad impartirci l’umiliazione più grave. La Francia e il Brasile con la vicenda di Battisti, il Kazakistan che detta ordini ai nostri funzionari, l’ignominia del caso dei nostri marò, il caso della Gran Bretagna citato dal collega Molteni, adesso anche la Polonia.
Praticamente noi consentiamo a tutti di fare qualunque cosa quando si tratta di parlare con gli italiani. E allora vogliamo sapere, e chiudo, quando il governo italiano deciderà a mostrare un qualche interesse per la sorte dei suoi cittadini all’estero e quand’è che dimostrerà agli italiani e al mondo di sapere difendere i diritti e la dignità stessa della sua gente. Avete un occasione viceministro, provate a dimostrarlo”.

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