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Feb 25

L'intervento integrale della dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Renzi

Giorgia Meloni

Per prima cosa voglio porgere le scuse di Fratelli d’Italia per il disturbo arrecato al presidente del Consiglio e ai ministri, perché purtroppo questa nostra democrazia non è ancora abbastanza evoluta da consentire di dare la fiducia al nuovo Governo direttamente dalla sede nazionale del Partito Democratico.

Non abbiamo ancora, come Italia, raggiunto il fulgido esempio delle repubbliche socialiste sovietiche o della repubblica popolare cinese, e quindi abbiamo dovuto disturbare lor signori per venire a far ratificare dal Parlamento quanto deciso dalla sapientissima direzione del partito.  E poiché questo stanco rito deve essere celebrato, anche noi procediamo con la dichiarazione di voto.

Fratelli d’Italia non darà la fiducia al Governo Renzi, per le stesse identiche ragioni per le quali non l’ha data al Governo Letta e per le quali eravamo contrari ancora prima al Governo Monti. Siamo fermamente convinti che la guida della Nazione, debba essere diretta emanazione della volontà popolare.

Voi vi nasconderete dietro l’affermazione che noi siamo una repubblica parlamentare – come a dire: è nostro diritto spartirci la torta e chi se ne frega degli italiani che sono cittadini solamente quando devono pagare le tasse – ma noi continueremo a gridare all’Italia e al mondo che, come viene sancito in quella Costituzione che esaltate a “corrente alternata”, la sovranità appartiene al popolo e che quindi non saremo mai complici di chi intendere sottomettere la nostra libertà all’interesse di chicchessia.

Vede, presidente Renzi, nello scorso fine settimana 250 mila persone hanno partecipato alle primarie di Fratelli d’Italia nonostante la solita cortina fumogena che cade sulle nostre iniziative. Vuol dire che la gente vuole partecipare. Vuol dire che la gente vuole dire la sua.

E allora la nostra non è semplicemente una posizione ideale – è anche una posizione ideale – ma è anche soprattutto una posizione supportata da alcune certezze concrete.

Perché se un Governo non risponde al popolo, semplicemente non farà gli interessi del popolo, ma farà gli interessi di chi ne ha consentito la nascita e ne garantisce la sopravvivenza. È la storia di questi ultimi due anni.

Nel 2011, l’ultimo Governo espressione della volontà popolare è stato esautorato e sostituito attraverso manovre abbastanza torbide di Palazzo con un Governo che era più gradito alla nomenclatura straniera.

E quel governo, il Governo Monti, ha perseguito fedelmente gli interessi dei suoi sponsor: la BCE, la finanza internazionale e le cancellerie europee. Non a caso, il più grande fan di Monti è stata Angela Merkel, entusiasta di vedere il Governo italiano lavorare per fare gli interessi della Germania, per di più con il plauso sentito delle nostre Istituzioni e dei nostri media.

Il Governo Letta ha fatto, se possibile, anche peggio. Perché ha mantenuto lo stesso servilismo nei confronti di Bruxelles, però ha anche aggiunto un suo tratto personale: ha esteso la sua subalternità agli interessi di tutte le lobby, non solamente quelle finanziarie. Una specie di “par condicio dei poteri forti”.

E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i 17 miliardi di sconto fiscale contenuti nella legge di stabilità a favore delle banche, il condono vergognoso di miliardi di euro alle società delle slot machine, le leggi fatte ad hoc contro le sigarette elettroniche per favorire le lobby del tabacco. O basterebbe ricordare, su tutto, la vergogna di quell’alto tradimento nei confronti del popolo italiano rappresentato dal decreto su Banca d’Italia, quando cioè la nostra banca centrale è stata svenduta e gli italiani sono stati privati di quel residuo di sovranità monetaria di cui disponevano.

Senza parlare della debolezza che questi Governi hanno avuto sul piano internazionale. Guardi, presidente Renzi, glielo voglio dire sinceramente: sono contenta che lei intenda andare a Tunisi con il ministro Mogherini ma penso che sarebbe molto più sensato se lei prendesse un bell’aereo e andasse a New Dehli. Facesse cioè quello che questi Governi non sono stati in grado di fare per due anni, consentendo che due militari italiani venissero trattenuti in una Nazione straniera in piena violazione del diritto internazionale. È tanto chiedere rispetto per i nostri militari e per due uomini in divisa che rappresentano lo Stato italiano? Perché finora non lo abbiamo visto quel rispetto e lo vorremmo vedere.

Oggi, quella stessa fallimentare maggioranza si ripresenta immutata, con ben 9 degli attuali ministri che già facevano parte della squadra di Letta – perché si sa, presidente Renzi, in tempo di crisi si rottama poco e si ricicla il possibile – e ci regala il sogno di un futuro completamente nuovo e di una nuova ripartenza.

Sembra un po’ questa operazione quel sistema di scatole cinesi che certe aziende usano per frodare i creditori e il fisco. Come quelle pizzerie che ogni anno attaccano il cartello  con scritto “nuova gestione”. L’oste è lo stesso, i camerieri sono gli stessi, si mangia male come sempre ma in compenso la società è nuova e quindi non risponde dei debiti della società precedente.

Perché va bene tutto, ma non è che gli italiani sono scemi. Il Pd è stato l’azionista di maggioranza del Governo Letta, è stato l’azionista di maggioranza del Governo Monti. E ha votato tutti quei provvedimenti. E li ha votati convintamente.

E sa cosa, presidente Renzi, c’era anche lei. Perché è stato il Pd a guida Renzi a votare contro la legge di Fratelli d’Italia per la revoca delle pensioni d’oro, è stato il Pd a guida Renzi a votare la vergogna di Bankitalia, è stato il Pd a guida Renzi a votare le marchette alle lobby amiche. C’era anche lei ed è evidente che non possiamo prendere per buono le sue rassicurazioni, anche perché abbiamo visto come è finita l’ultima volta che hai detto a qualcuno: “stai sereno”. Non so se lei si rende conto che, nei bar, l’ultime parole famose di Renzi sono qualcosa su cui si scherza: “Mai al governo con Alfano”, “Mai al governo senza il voto popolare”, “Letta, tranquillo, lavoriamo per rafforzarti”, “Quando andrò al governo metterò massimo 10 ministri”, ecc. ecc. ecc.

Quindi no, non staremo sereni. Perché lei con questa operazione dimostra di essere un tantino diverso dal sogno che aveva alimentato. E che avete coinvolto anche qualcuno di noi: il “giovane rottamatore” che doveva cambiare le regole del gioco, ha finito per rottamare solamente tutti quelli che si frapponevano tra lui e la poltrona di premier;  il messia che doveva traghettarci nella Terza Repubblica si è rivelato così spregiudicato da far impallidire i migliori mestieranti della prima repubblica.  Il “Mastro Lindo” che avrebbe ripulito l’Italia dalle liturgie della partitocrazia ci consegna un governo così spartitorio da far dichiarare trionfante a Massimiliano Cencelli, autore del più noto manuale, di dire sulla prima pagina de “Il Tempo” con una enorme intervista: “Ho vinto ancora una volta io”.

Né potremmo darle il nostro sostegno sulla base della sua relazione o della sua replica. Entrambe abbastanza deludenti, perché le commoventi storie che lei racconta purtroppo non riescono a nascondere l’assenza di idee chiare sul da farsi. Lei elenca tante priorità, però non ci dice come le vuole affrontare. E sulle poche proposte che ci fornisce, beh, mi corre l’obbligo di segnalarle che c’è un leggerissimo problema di copertura finanziaria, perché i provvedimenti che lei elenca costano qualche punto percentuale di PIL, ma lei si guarda bene dal dirci dove intende trovare le risorse. E quindi fa anche Lei come Letta: ci chiede oggi una fiducia in bianco. E noi non possiamo dare una fiducia in bianco.

Senza rancore e senza ipocrisie, noi non intendiamo sostenere un altro Governo etero diretto, un governo di sinistra che, tra l’altro, per far inghiottire al proprio elettorato le misure a favore delle lobby tenderà a radicalizzare le sue posizioni in materia etica e in materia sociale. Lo abbiamo già visto con il Governo Letta: da una parte si regalano miliardi alle banche e dall’altra per far digerire quei miliardi all’elettorato di sinistra si fanno provvedimenti come l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, gli indulti mascherati, i soldi trovati per l’accoglienza agli immigrati e tolti alle vittime della mafia. E tutto quello di cui abbiamo parlato in questi mesi.

Lo voglio dire questo anche agli altri partiti che si definiscono di centrodestra, perché sono provvedimenti che avete votato tutti quanti. Prima l’intero Pdl, poi il Ncd. Ora gli amici di Forza Italia si sono ricreduti e ci hanno raggiunto all’opposizione, e speriamo che stavolta la facciano davvero. Però anche questo governo nasce con il voto determinante dei colleghi del Nuovo Centrodestra, che evidentemente accettano di fare i fiancheggiatori del Pd pur di non andare alle elezioni e pur di non confrontarsi con il consenso.

Voglio chiedere a loro come facciano a sostenere un governo che sarà ancora più spostato a sinistra del precedente, con 8 ministri del Pd su 16, con il segretario del Pd a capo del governo, in cui dei tre tecnici uno è il capo delle cooperative rosse e l’altro il direttore della Fondazione di D’Alema.

Come pensate davvero di poter trovare delle convergenze sulle materie di politica economica e sulle materie del lavoro? Se dovessimo guardare a quello che è accaduto finora, ci basterebbe il tema dell’Imu, che infatti si paga ancora.

Fratelli d’Italia non ci sta e decide, ancora una volta, di rispettare la parola data ai propri elettori non votando la fiducia a un Governo nato nella direzione del Pd e perfezionato nelle stanze della Bce.

Eppure, Presidente Renzi, nel merito dei provvedimenti ci troverà più leali di altri. Se saranno buoni provvedimenti non avremo problemi a votarli, le daremo buone idee, come ha fatto oggi il collega Rampelli nel suo articolato intervento, e in cuor nostro tiferemo perché riesca a smentirci per l’Italia, per gli italiani e per quella generazione che lei rappresenta, che potrebbe non avere un’altra occasione. Sia ambizioso in modo smisurato per l’Italia e noi saremo validi interlocutori. Sia ambizioso in modo smisurato per se stesso e ci troverà sulle barricate.

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1 comment

  1. Calogero Trupiano

    Discorso eccellente, ineccepibile e di grande spessore politico;
    se la Meloni continua su questa strada di forte e garbata opposizione, percorrendola sempre con chiarezza e determinazione, come tra l’altro è nel suo stile, sarà sicuramente destinataria di tanti consensi elettorali, compreso il mio e della mia famiglia.
    Calogero Trupiano

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