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Mar 12

L'Italicum è come il Porcellum: una porcata

Questa mattina ho letto due diverse dichiarazioni, una del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – che in riferimento a questa legge elettorale dice «stiamo cambiando l’Italia» – e l’altra di un altro autorevole esponente del Partito Democratico, Francesco Boccia, che sosteneva in buona sostanza la tesi secondo la quale questa legge elettorale sarebbe una riproposizione tal quale della precedente. Chi ha ragione tra i due ? Io vorrei provare a fare questo ragionamento con voi, colleghi. Quali erano gli elementi per i quali noi abbiamo definito un Porcellum l’attuale sistema elettorale e per i quali l’intero arco costituzionale in questi anni ha dichiarato, nei dibattiti televisivi e non solamente, che questa legge elettorale andasse cambiata? Fondamentalmente le questioni che si ponevano e che pone anche la Corte costituzionale, che poi ci ha costretto ad accelerare sulla modifica della legge elettorale, erano tre. La prima: il rischio di una maggioranza difforme tra i due rami del Parlamento, cioè il rischio che, in ragione del fatto che c’era un calcolo diverso sul premio di maggioranza tra Camera e Senato, si determinasse una maggioranza di un tipo alla Camera e una maggioranza di un altro tipo al Senato e questo impedisse a qualunque Governo di poter vedere garantita la governabilità. Lo abbiamo visto in questi anni, era chiaramente un elemento da correggere.

Che cosa accade con questa proposta di legge elettorale che stiamo approvando? Accade che, di fatto, alla fine, per cercare di mettere tutto insieme, si è fatto un bizzarro accordo per il quale questa legge elettorale che noi stiamo votando entrerà in vigore unicamente per l’elezione dei deputati e non anche per l’eventuale elezione dei senatori – partendo dal presupposto che si dovrebbe modificare il Senato, modifica che, come sappiamo, essendo di carattere costituzionale, richiede un discreto tempo – e quindi il rischio che noi andiamo oggi votando è quello di avere una legge elettorale che ci consente di eleggere, con un determinato meccanismo i deputati, cioè i membri di questa Camera, ma per quello che riguarda l’elezione del Senato eventuale, vedremo vigere il sistema che è uscito dalla Corte costituzionale.

Quindi, domanda: abbiamo risolto e stiamo risolvendo il problema che, nel caso di votazioni, si determinino maggioranze diverse tra Camera e Senato? Risposta: no, non cambia assolutamente niente; se possibile, la condizione che stiamo determinando è peggiore.  Secondo problema legato al Porcellum, motivo per cui la legge precedente era considerata una porcata e che è il tema forse principale che pone la Corte costituzionale: il rischio di determinare una eccessiva discrasia, una eccessiva differenza tra il numero dei voti che un partito poteva prendere con il Porcellum e il numero dei parlamentari che andava ad eleggere.

La Corte dice nella sua sentenza testualmente, Presidente, cito: «Il meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza è tale da determinare un’alterazione del circuito democratico definito dalla Costituzione basato sul principio fondamentale di eguaglianza del voto».  Che cosa dice la Corte? Dice: tu non puoi privilegiare così tanto la governabilità da comprimere la rappresentatività, non puoi costruire un sistema per il quale un partito elegga molti più parlamentari di quelli che eleggerebbe con un sistema puramente proporzionale. Per cui la Corte chiedeva una soglia minima per la definizione del premio di maggioranza cosicché non ci fosse questa eccessiva distanza. Come corregge questa legge elettorale questo problema ? Pone una soglia minima per l’attribuzione del premio di maggioranza, ma alza le soglie per l’attribuzione dei seggi ai vari partiti, di fatto, costruendo un sistema che potrebbe determinare una distanza ancora maggiore tra i voti che un partito prende e i parlamentari che può eleggere.  Faccio un esempio concreto: diciamo che abbiamo una coalizione composta di quattro partiti, diciamo che all’interno di quei quattro partiti c’è un partito che prende il 20 per cento e ci sono gli altri tre partiti che prendono il 4 per cento; diciamo che la coalizione complessivamente raggiunge la soglia minima per avere il premio di maggioranza, quindi arriva al 53 per cento dei seggi, ma il partito che elegge dei rappresentanti è uno soltanto all’interno della coalizione, quello che ha preso il 20 per cento. Quindi, per paradosso, noi potremmo domani avere un sistema nel quale un partito che prende il 20 per cento dei consensi elegge il 55 per cento dei parlamentari, che, se mi consentite, è ancora peggio del sistema che vigeva precedentemente. Ora, non è che lo dico per dire che bisognava abbassare la soglia perché i partiti potessero eleggere i loro rappresentanti; lo dico perché noi, come Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, abbiamo depositato un altro genere di emendamento, cioè un emendamento con il quale chiedevamo che i voti che non vengono conteggiati per l’elezione di parlamentari, cioè i voti di quei partiti che rimangono all’interno della coalizione sotto la soglia necessaria per eleggere i propri parlamentari, non servissero neanche per il premio di maggioranza. Perché qui, vedete colleghi, si viola chiaramente un articolo della nostra Costituzione che è quello che dice che la sovranità appartiene al popolo, dal quale, se volete, deriva anche il principio, che noi difendiamo sempre quando si va a votare, che è quello della volontà dell’elettore. Se io voto per un partito, non voglio votare per un altro, se io voglio eleggere i parlamentari di un partito, non è giusto che il mio voto non venga utilizzato per eleggere parlamentari di quel partito, ma venga utilizzato per eleggere i parlamentari di un altro partito. Qui si capisce da che cosa è determinata questa campagna così furibonda che sia Renzi sia Berlusconi hanno fatto contro i cosiddetti partiti piccoli, che io non chiamo partiti piccoli, ma chiamo partiti non allineati. Perché quando hai il 4-4,5 per cento dei consensi, signori, segnalo sommessamente, hai circa 2-2,5 milioni di voti, e se quei 2 milioni e mezzo di italiani non contano niente, certificati da un’elezione, segnalo sommessamente a Matteo Renzi che ancora meno conta il milione e 800 mila italiani presunti che lo avrebbero votato alle primarie e che ci sbatte in faccia ogni giorno. Per cui, io non credo che si possa trattare di partiti piccoli, credo che si debba trattare di partiti non allineati e che la dimostrazione che i voti di questi partiti non sono così inutili lo dimostra il fatto che si fa una legge elettorale per cercare di fregarsi i loro voti, banalmente, per cui bisogna fare la campagna contro tutti gli altri e costruire una legge elettorale che consente, con i voti degli altri, di eleggere i parlamentari nostri. Questo è incostituzionale, antidemocratico e francamente anche un po’ fastidioso e intollerabile.  La terza questione, che è quella per la quale ieri ci siamo un po’ accapigliati in quest’Aula, è forse quella che gli italiani conoscono meglio: perché noi chiamiamo l’attuale sistema elettorale una porcata ? Noi chiamiamo l’attuale sistema elettorale una porcata soprattutto per il fatto che nell’attuale sistema elettorale ci sono le famose liste bloccate, cioè un Parlamento di nominati, che vengono nominati grazie a una legge elettorale che consente ai partiti politici, ai segretari di partiti di mettersi seduti e scrivere: i rappresentanti del popolo italiano sono Tizio, Caio e Sempronio, perché? Perché l’ho deciso io.

Abbiamo tentato sommessamente di far notare, colleghi, in queste ore che il Parlamento non è esattamente di proprietà dei partiti politici. I partiti politici sono lo strumento attraverso il quale gli italiani partecipano alla vita politica della nazione, ma tutti gli italiani devono poter partecipare, non solamente quelli che sono bravi a leccare i piedi al capo, non solamente quelli che fanno parte di un cerchio magico o di una corte, non solamente quelli che qualcuno decide dall’alto di calarci sui territori, come se davvero gli italiani potessero essere rappresentati da gente che gli italiani non sanno neanche da dove arriva. Ma ci siamo dimenticati di quelli che sono di Roma e vengono candidati in Piemonte e via discorrendo, completamente avulsi dai contesti del territorio nel quale vengono imposti?

Questa è la democrazia? Io penso che non sia questa la democrazia. Presidente, purtroppo – l’ho detto ieri, per cui non intendo ripetermi più di tanto –, non è che qui si sono bocciati solamente gli emendamenti sulle preferenze, che Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale aveva presentato e che sono stati presentati da altri partiti e addirittura gli emendamenti che prevedevano la doppia preferenza, quindi anche con la presenza di genere, recuperando il tema anche della parità di genere e di tale necessità; sono stati bocciati tutti quegli emendamenti che cercavano di mettere un freno o risolvere il problema delle liste bloccate. Ciò perché poi qui, ieri, ho sentito dire che non si poteva votare per le preferenze perché si era per i collegi uninominale, che non si poteva votare per le preferenze perché si era per le primarie. Sono stati bocciati tutti gli emendamenti che cercavano di fare in modo che gli italiani potessero avere banalmente un po’ di voce in capitolo sui propri rappresentanti, che non sono rappresentanti dei partiti, ma sono rappresentanti degli italiani.

Dico e concludo, Presidente, che sono stati bocciati anche gli emendamenti sulle primarie. Abbiamo sentito dire: non vi preoccupate, tanto noi faremo le primarie. Scusate, ma qual è la differenza tra la preferenze e le primarie, giacché le primarie sempre un voto di preferenza sono ? Ve la dico io qual è la differenza: la differenza è che, nel momento in cui si vota contro gli emendamenti sulle primarie, cioè che introducono delle primarie normate per legge, l’unica differenza è che le primarie sono una farsa, sono un modo per far finta di scegliere i parlamentari, per farlo con regole che i partiti decidono da soli e sulle quali possono barare. Questa è la verità e gli italiani lo devono sapere.

Presidente, concludo, dicendo che, tra Matteo Renzi, che dice di cambiare il mondo ma poi ci riconsegna una legge elettorale come quella che abbiamo avuto in questi anni e Francesco Boccia, che ha almeno l’onestà intellettuale di dire che effettivamente questa legge è identica alla precedente e forse è anche peggiore, forse abbia ragione Francesco Boccia.

Spero che gli italiani si rendano conto della differenza che esiste tra quei partiti che in Parlamento fanno il loro lavoro, rappresentando i loro diritti, e quei partiti che pensano che gli italiani siano stupidi e che vadano utilizzati per l’interesse delle segreterie di partito.

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