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Mar 25

Meloni a Il Tempo: “Fronte comune contro l'eurocasta”

Meloni, leader di FdI-An: “La vittoria della Le Pen ci darà altra linfa. Sbagliato parlare di populismo, anche in Italia l’area anti-euro trionferà. Basta con i paragoni da provinciali. L’Italia è diversa dalla Francia”.

L’intervista di Carlantonio Solimene.

“La vittoria del Front National è un segnale che arriverà presto anche in Italia e in Europa. È la rivolta del popolo contro la tecnocrazia e la burocrazia della Ue che ha prodotto solo macelleria sociale”. Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, saluta con favore l’affermazione di Marine Le Pen alle comunali transalpine. “Alle Europee questo segnale sarà ancora più forte – spiega – e mi aspetto uno grosso successo di FdI-An”.

Onorevole Meloni, per Marine Le Pen ‘la dicotomia destra-sinistra appartiene al passato. La nuova lotta è tra l’alto e il basso della società’. “Sono d’accordo, siamo in piena era post ideologica. In questo voto ha contato molto di più la componente di rabbia e ribellione. Ciò non vuol dire che si debba bollare il fenomeno della Le Pen come estremismo e populismo. Queste sono le tipiche accuse di chi vuole isolare i ‘non allineati’. Ma ormai la gente si informa, capisce e non si fa influenzare”.

Si riferisce al Napolitano che invita a ‘non attaccare e screditare l’unità europea’? “Il capo dello Stato parla di sogno europeo e di rischi di nuove guerre, e sono d’accordo con lui. Dissento, invece, quando lui individua la causa nei cosiddetti ‘populismi’. Per me, se oggi si rischiano nuovi conflitti, la colpa è di questa Unione europea sorda e incapace, che ha fatto macelleria sociale per avvantaggiare la finanza e le solite caste. Aggiungo, però, che da Napolitano non mi aspettavo nulla di diverso”.

In che senso? “Basta pensare ai ‘suoi’ governi. E analizzare la legge di stabilità licenziata da Letta, che destina 5 miliardi al cuneo fiscale e ben 17 allo sconto fiscale per le banche”.

Per i sondaggisti il fenomeno Le Pen non si ripeterà in Italia, perché ora Renzi è molto più forte di Hollande. “Non sono d’accordo. Preferisco far riferimento a quel sondaggio il quale dice che il 70% dei cittadini europei non è contento di questa Ue e ritiene che a causa sua le proprie condizioni di vita siano peggiorate. In Italia la percentuale è addirittura al 77%. E pensare che, anni fa, eravamo noi i più euroentusiasti. Lo ero anch’io, all’epoca della caduta del Muro di Berlino. Ma poi il sogno si è trasformato nell’incubo delle quote latte, del rigore, della finanza. E tutto è cambiato”.

Nessun effetto Renzi, quindi? “Presto la gente si accorgerà che il premier è identico ai suoi predecessori. Fa semplicemente il gioco delle tre carte: in Italia promette che ridiscuterà i trattati e alla Merkel garantisce che rispetterà gli impegni. Un vero presidente del Consiglio andrebbe in Europa a minacciare l’uscita dalla moneta unica. E l’atteggiamento dei burocrati di Bruxelles cambierebbe, perché loro hanno molto più bisogno dell’Italia di quanto l’Italia abbia bisogno dell’euro”.

Per Fini l’unica risposta al ‘populismo’ è far sì che l’Europa diventi una potenza politica, oltre che economica. “Che, a casa mia, vuole dire contrastare questa Europa”.

Voi, la Lega, Grillo. Questa vittoria della Le Pen non ha troppi padri in Italia? “Io non voglio costruire alcun parallelo. Ho solo l’ambizione di interpretare in Italia, con le caratteristiche del nostro Paese, lo stesso sentimento a cui il Front National ha dato voce in Francia. In quanto alla Lega, condividerà pure la battaglia anti euro, ma la Le Pen porta avanti un concetto di Patria che mi sembra molto lontano da quello del Carroccio”.

È plausibile un’alleanza dopo il voto per Strasburgo? “Se si ha la stessa idea di come va ricostruita l’Europa l’unità sarà nei fatti, non c’è bisogno degli appelli”.

Grillo, invece, ha già rispedito l’invito al mittente. “Lui vede tutti come possibil concorrenti, per questo spara in tutte le direzioni, spera di rafforzarsi. Ma non ha ancora chiarito cosa vuole fare da grande. Per sé e per gli italiani”.

Le piacerebbe essere la Le Pen italiana? “Basta con questo provincialismo. Ognuno deve saper interpretare i fenomeni della propria Nazione, non mi interessa se il Front National sia più avanti o più indietro rispetto a Fratelli d’Italia. Spero solo che in futuro non si parli della Le Pen italiana o dell’Obama italiano. Ma che sia un nostro leader a essere preso ad esempio all’estero”.

Scarica l’intervista in pdf Fronte comune contro l’eurocasta

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7 comments

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  1. edoardo montrasio

    Grazie Giorgia. Se Berlusconi ti avesse capito prima, non sarebbe ridotto come è. Ma forse è meglio che sia andata così. Il tuo coraggio sarà premiato. Mille auguri.

  2. edoardo montrasio

    Il mio pensiero va al prof. Alberto Bagnai che da anni si impegna a divulgare il suo pensiero, condiviso da illustri economisti, circa le cause che hanno portato a questa crisi economica, dove la scelta dell’euro come moneta unica rappresenta sicuramente la causa più nefasta e determinante.
    Sono contento per lui, perchè quello che sta succedendo in Europa può essere considerato un primo risultato dei suoi sforzi divulgativi. Grazie professore.

  3. Vito

    Grande intervista, complimenti. Sempre chiara e precisa. Sei la migliore. Giorgia Meloni, sei te stessa, e fiera di esserlo, non servono paragoni o accostamenti alla Le Pen. Non hai bisogno di essere considerata la Le Pen italiana, sei la nostra Presidente e sei la Giorgia Meloni italiana, bellissima ed in gamba. Continua così, grazie di cuore per tutto. Sempre con te al fianco per il popolo sovrano senza paura

  4. filippo bonora

    Credo sia giusto che FDI contesti questa Europa,ma credo che dovremmo entrare più nel merito dei problemi ed indicare anche l’Europa che vorremmo,un’Europa dove le decisioni vengano prese da organismi eletti dal popolo non da persone che non sono state elette da nessuno.Solo se si riuscirà a creare un vero dibattito politico all’interno dell’Europa,dibattito in cui la gente possa partecipare e scegliere,potremo creare qualcosa che venga sentito come una vera Patria.
    Filippo Bonora

    1. edoardo montrasio

      Sig. Bonora, in linea teorica il suo ragionamento è perfetto. Solo che, ammesso di riuscirci, i tempi di realizzazione sarebbero talmente lunghi e lontani che saremo economicamente tutti morti. Tranne quei pochi a cui questa crisi calza benissimo, perchè con la moneta unica hanno garantiti i loro investimenti(parlo di alta finanza) dal rischio di svalutazioni.
      Meglio circoscrivere il problema all’interno della Nazione italiana, con una propria moneta e con la sovranità monetaria che consenta, nel piccolo ,di operare nell’interesse dell’economia italiana. Siamo la seconda industria europea e ce la possiamo fare. Occorrerebbe anche una banca di Stato senza fini di lucro (era un’idea di Tremonti) che sostituisse in parte un sistema bancario diventato usuraio.

  5. edoardo montrasio

    E’ sconsolante constatare che in campo economico, buona parte della categoria dei giornalisti è, se non ignorante, debole. Parla per luoghi comuni o per convenienze di parte, e quando autorevoli economisti li mettono in difficoltà, subito sviano il discorso. Succede anche in campo scientifico: quanto ci è costata la malattia dei polli, rivelatasi poi da noi inesistente, solo per una informazione superficiale allarmistica ed ignorante!

  6. Andrea Sanchez

    Sei una grande Giorgia,tieni duro che prima o poi ce la farai,noi siamo con te’.

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