Mar 31

L’immigrazione non è un diritto ma nasce da un accordo tra il cittadino straniero e lo Stato

Oggi la Presidente della Camera Boldrini afferma che “non possiamo, senza una insopportabile contraddizione, offrire servizi di lusso ai turisti, e poi trattare in modo a volte inaccettabile i migranti che giungono in Italia”. Si tratta di un’affermazione insensata perché come dovrebbe essere scontato per tutti non è possibile paragonare servizi turistici che vengono venduti da privati ad altri privati con l’accoglienza che lo Stato italiano fa con i soldi dei contribuenti a favore degli immigrati. Purtroppo questa affermazione grottesca è sintomatica di come una buona parte dell’establishment italiano abbia completamente perso la cognizione di che cosa sia l’immigrazione.

L’immigrazione non è un diritto, ma nasce da un accordo tra il cittadino straniero e lo Stato che decide di ospitarlo. In questo accordo da una parte vengono stabiliti tutti i diritti sui quali l’immigrato può contare e dall’altra vengono sanciti con chiarezza e fermezza quali sono i doveri. Ricordiamo alla Presidente Boldrini e a tutti quelli che come lei amano distorcere la realtà per fare bassa demagogia e propaganda che l’Italia offre ai cittadini stranieri che scelgono la nostra Nazione un’assistenza sanitaria invidiata in tutto il mondo, l’istruzione gratuita per i loro figli, l’accesso a tutte le garanzie che spettano ad un lavoratore italiano e a tutti i servizi sociali ai quali hanno diritto le famiglie italiane. A fronte di questo l’Italia chiede che i cittadini stranieri rispettino le nostre leggi e la nostra cultura e che abbiano diritto a soggiornare nella nostra Nazione solo con un regolare permesso di soggiorno e con un contratto di lavoro che certifichi una dignitosa possibilità di sostentamento.

Proprio per rendere effettivo questo accordo tra lo Stato italiano e l’immigrato, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ribadisce la necessità di mantenere inalterata l’attuale legge sull’immigrazione e di non toccare il reato di immigrazione clandestina, di non concedere nuovi ingressi finché i livelli di disoccupazione saranno cosi elevati e, per quanto riguarda i cittadini comunitari, di consentire la loro permanenza in Italia a patto che possano dimostrare di avere i necessari mezzi di sostentamento.

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