Ago 07

Meloni a La Stampa: «Surreale, il premier invece della crisi si occupa della legge elettorale»

L’intervista di Antonio Pitoni.

Giorgia Meloni la definisce «una situazione surreale». Nel giorno della doccia fredda dell’Istat sull’arretramento del Pil, la leader di Fratelli d’Italia proprio non riesce a crederci. «È sorprendente che, invece di occuparsi dell’emergenza economica, il premier trovi il tempo di parlare di legge elettorale. Mi chiedo da cosa nasca tutta questa fretta».

E si è data una risposta? «Ovviamente si. Renzi sta cercando di chiudere il prima possibile la partita sull’Italicum, che blinda la casta più dell’odiato Porcellum, perché ha capito che la situazione economica gli sta sfuggendo di mano. Per questo sta pensando di far saltare il banco dando la colpa a qualcuno per tornare al voto».

Insomma, la sua bocciatura è totale…«Preso atto che il premier ha deciso di occuparsi di legge elettorale anziché risolvere il problema degli immigrati, porsi la questione di come allargare la platea dei beneficiari degli 80 euro, affrontare il nodo del debito pubblico che si sta mangiando tutti i sacrifici degli italiani o rimediare alla figura barbina con la retromarcia sui pensionamenti dei professori classe ’96, il nostro giudizio non può che essere negativo. Questa legge elettorale ha un unico scopo: non far contare nulla gli italiani, specie dopo questa ridicola riforma costituzionale del Senato».

Come sì intrecciano le due partite? «Generando un quadro generale surreale. Ad una Camera di nominati, stando all’attuale versione dell’Italicum, si va ad aggiungere un Senato di cooptati. Manca solo che venga ripristinato lo ius primae noctis. Contemporaneamente si blinda l’elezione del Capo dello Stato e si aumentano le firme per proporre referendum e leggi di iniziativa popolare».

Il nodo, quindi, restano le preferenze anche se la blindatura potrebbe restringersi solo ai capolista? «Se cosi fosse, si lascerebbe ai partiti la discrezionalità di decidere chi sarà nominato e chi, invece, dovrà sudarsi l’elezione. In questo modo avremmo deputati di serie A e di serie B».

Le soglie di sbarramento potrebbero essere ritoccate al ribasso…«Quella delle soglie è una battaglia che non ci appassiona. La vera anomalia è un’altra: se un partito non supera lo sbarramento e non ottiene eletti i suoi voti vengono conteggiati comunque ai fini del premio di maggioranza. È inaccettabile che chi vota per un partito possa ritrovarsi a votarne un altro».

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