Ott 30

Renzi deve trattare il caso delle acciaierie di Terni direttamente con la Commissione Ue non con la Thyssen-Krupp

Il Governo italiano tratti il caso delle acciaierie di Terni direttamente con la Commissione europea che non sta mantenendo gli impegni presi, non con la Thyssen-Krupp.

Renzi dichiari irricevibile il piano del gruppo tedesco ed eserciti il suo ruolo di presidente di turno dell’Ue per dire all’Europa che l’Italia non è disposta a smembrare gli stabilimenti ed è pronta a intervenire, se necessario, con l’acquisizione pubblica di quote.

L’Italia, che fino a questo momento ha dimostrato tutta la sua debolezza nei confronti dell’Ue, inizi a far valere finalmente i propri interessi nazionali. Le acciaierie di Terni sono un’assoluta avanguardia del settore siderurgico e non è accettabile che ci siano 550 operai che rischiano il loro posto di lavoro perché chi comanda in Europa ha deciso di far pagare alla nostra Nazione la contrazione del mercato.

Dopo aver bocciato il piano di acquisizione delle acciaierie di Terni presentato dalla multinazionale finlandese, la Commissione europea aveva garantito che gli stabilimenti umbri sarebbero stati il perno per la costituzione del quarto competitore europeo del mercato siderurgico. L’impegno non è stato mantenuto e Renzi deve chiedere conto all’Europa senza perdere altro tempo.

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