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Nov 12

Tor Sapienza: pericolose le politiche del Governo sull’immigrazione. Stanno creando una guerra tra poveri

Quanto sta avvenendo a Tor Sapienza a Roma dimostra quanto siano fallimentari e potenzialmente pericolose le politiche sull’immigrazione del Governo e delle Istituzioni locali.

Si sta creando una guerra tra poveri e questo è intollerabile. Solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine è stato evitato il peggio. A loro il mio ringraziamento.

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1 comment

    • Pam on 14 novembre 2014 at 07:59
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    Le scene di guerriglia urbana lasciano l’amaro in bocca; soprattutto sono rimasta colpita dal breve fotogramma in cui si vede un ragazzo di colore, intento a lanciare una sedia dalla finestra. Dal momento che le Forze dell’Ordine sono riuscite a riportare la calma, non era forse il caso di attenderne l’arrivo?. La distruzione di oggetti posti ad arredo delle unità abitative non è forse un’offesa per quanti si prodigano nell’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo?
    Sollevo i quesiti, perché in un’intervista trasmessa proprio ieri dal TG2, una volontaria ha parlato di “ragazzi in fuga dalla guerra dei paesi d’origine e proiettati nella guerriglia urbana”. Con tutto il rispetto, trovo che questa esternazione sia figlia di una forte “miopia sociale”. Assodato che siamo tutti contrari alla violenza privata, dobbiamo cominciare a riflettere sul fatto che l’Italia presenta sacche importanti di povertà; la malnutrizione, tra gli anziani che dispongono di pensioni vergognosamente basse, è una realtà, un dato di fatto. Emergency, proprio per offrire gratuitamente prestazioni mediche a quanti non possono permettersi cure specialistiche, ha attivato sportelli anche in Italia. Le file davanti ai centri Caritas sono alquanto eloquenti, unitamente alle indagini che parlano di “crisi nel piatto”, dal momento che la penuria di mezzi ha costretto molte famiglie a rivedere la composizione del carello della spesa.
    Parlare, quindi, di guerra tra poveri è giusto; gli amministratori locali hanno buona parte della responsabilità perché i sussidi sociali, sebbene sottoposti negli ultimi anni a una ferrea “dieta dimagrante”, devono essere equamente distribuiti; la miseria, il disagio, la disoccupazione sono un problema globale e come tale dovrebbe essere trattato, senza farsi condizionare, a priori, dall’etnia e da politiche dell’accoglienza tronfie e poco pragmatiche.

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