Gen 17

Il mio editoriale su «Il Giornale»: «Se Re Giorgio è più intoccabile di Maometto»

In questi giorni che seguono il terribile attacco dei terroristi islamici (chiamiamo le cose con il loro nome, senza paura) a Parigi, lo slogan Je suis Charlie risuona in tutto il mondo occidentale. In molti, ovviamente in Francia ma anche in Italia e in tutta Europa, hanno fatto la coda mercoledì per accaparrarsi una copia di Charlie Hebdo. Tutto esaurito grazie a chi ha voluto così manifestare la propria vicinanza al giornale e ai tanti che, senza averlo mai sfogliato in vita propria, poche ore dopo l’attentato erano già diventati «charlieologi».

Per i più quel Je suis Charlie è la solidarietà nei confronti delle vittime di un attentato vile e la rivendicazione di una generica libertà di cui l’Occidente è geloso custode; per altri è sposare integralmente una linea di pensiero, la libertà di espressione spinta fino alle estreme conseguenze, ovvero fino a considerare lecito persino il diritto alla blasfemia. Su questa seconda linea si muovono gli stessi autori superstiti di Charlie Hebdo, tanto da spingere persino un campione di tolleranza come Papa Francesco a qualche decisa puntualizzazione.

Ci sarebbe da aprire un dibattito serio e approfondito sulla nostra idea di libertà, sui suoi limiti e sul rispetto della libertà altrui: questioni dirimenti perché chiamano in causa l’identità stessa del cosiddetto Occidente. La laicità dello Stato e la separazione tra la sfera religiosa e il potere pubblico implicano necessariamente una democrazia senza valori e totalmente piegata al relativismo culturale, di cui lo stesso giornale francese è irriducibile alfiere?

Si può rispondere al fondamentalismo, ma anche al rischio di una islamizzazione d’Europa per via demografica, recidendo le radici e i simboli della nostra cultura? Sarebbe stato bello, e soprattutto utile, parlare di questo. Purtroppo invece assistiamo al solito folle paradosso decadente, tutto europeo e purtroppo tutto italiano, nel quale c’è chi rivendica il diritto alla blasfemia ma nel contempo vuole mantenere anacronistici reati di opinione e addirittura se ne inventa di nuovi per difendere i dogmi del «politicamente corretto».

Sono quelli che tolgono i presepi e i crocifissi dalle scuole per non offendere gli altri, quelli che fanno integrazione chiudendo al pubblico le piscine un pomeriggio a settimana per riservarle alle donne musulmane. Sono gli stessi cantori della libertà a targhe alterne che plaudono alla folle decisione dei partiti «repubblicani» francesi di escludere dal corteo di domenica scorsa Marine Le Pen, «rea» di essere l’unica ad essersi sempre coerentemente battuta contro l’islamizzazione e certi fallimentari modelli di integrazione della gauche. Gli stessi che vorrebbero impedire a Magdi Allam di scrivere tacciandolo di islamofobia, che vorrebbero mettere la museruola al direttore del Giornale Sallusti per diffamazione, che vorrebbero in galera Francesco Storace per vilipendio al Capo dello Stato, che ti punirebbero con la legge Mancino per aver criticato Mare Nostrum e che, dulcís in fundo, stanno proponendo di far diventare reato anche la critica alle adozioni o alle nozze gay.

Magari un domani sarebbero capaci di inventarsi persino la «cooperanti-fobia» per punire quei tanti italiani che non riescono ad accettare che lo Stato finanzi i terroristi a suon di milioni per salvare due ragazze totalmente inesperte, che vanno allo sbaraglio in zone di guerra, non si sa bene a fare cosa e a favore di chi e che si improvvisano cooperatori internazionali.

Allora, cari libertari a senso unico, facciamo così: cominciate con l’eliminare i reati di opinione in Italia e poi discutiamo di blasfemia. Fino a quel momento continuerò a considerare più grave bestemmiare Dio che parlare male di Napolitano.

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9 comments

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    • riccardo scarpa on 17 gennaio 2015 at 11:14
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    Pungente e traboccante di buon senso, quello che sembra mancare agli esponenti del potere pubblico italiano. Grazie Giorgia.

  1. buon di verissimo che noi italiani ci buttiamo a capofitto quando il gioco è dalla nostra parte mentre all’ opposto neghiamo, con giri di parole , l’evidenza. Poi avrei un quesito, ma è possibile che abbiano rintracciato un terrorista perchè aveva perso i documenti nella vettura usata per l’ attentato? in francia ci sono le citee cioè rioni caldi dove partono persone per la siria lo yemen stanno via tre mesi tornano, sanno perfettamente che vanno addestrarsi da terroristi, ma sembra che nessuno lo sa o fa finta comunque non ne parlano. anche il papa, secondo me,dicendo che chi offende la madre merita un cazzotto …..ma se il cazzotto lo do io vado in prigione direttamente.un saluto a tutti

    • duccio ferrando on 17 gennaio 2015 at 12:17
    • Rispondi

    molto chiara ,come al solito ! spero che abbia sempre il suo spazio tra le voci della società e della politica .

  2. a finalmente qualcuno che evidenzia le ipocrisie dei ben pensanti che come al solito sono di sinistra.a proposito,ma hai sentito le cazzate che ha detto la sgrena?mamma mia,è riuscita ad inventarsi una polemica sulla differenza di trattamento,secondo la sua mente bacata,tra ostaggi maschi e ostaggi femmine.il bello è che gli mandano in onda anche l’intervista,capisci,gli danno spazio.che gente di m…

    • gian sartirano on 17 gennaio 2015 at 13:18
    • Rispondi

    Brava Meloni, carina ma anche intelligente. Condivido in pieno la tua analisi e anch’io ero arrivato alle stesse conclusioni. Bisogna difendere la nostra identità e i nostri valori, senza necessariamente arrivare alla blasfemia nei confronti di un’altra religione che, di per se stessa, non è ne’ migliore ne’ peggiore della nostra. Quindi, fatti concreti: stop ai clandestini, sì all’immigrazione regolare – si al potenziamento della cooperazione con i paesi invia di sviluppo, quella seria, non quella delle due ochette – si all’integrazione alle nostre norme – no compiacenza verso leggi e costumi che non ci appartengono – Potenziamento delle forze dell’ordine, vigilanza sulle moschee, certezza della pena, espulsione per gli stranieri che compiono reati in Italia – espulsione dei clandestini.

  3. Sono d’accordo conte, Giorgia; anche se non si ammazza qualcuno perché è uno scemo che scherza su di una religione che, oltretutto, al momento è al top della mania omicida; inoltre, io sono per la libertà di professione del credo che ritengo mio. Anche se non riesco a capire quale sia la ragione per cui una persona preferisce Maometto.

    • Sonny Nauta on 18 gennaio 2015 at 02:19
    • Rispondi

    Parlare male di Napolitano è un dovere, parlare male di Dio è parlar male del nulla, Mia nonna diceva: “il niente casca in terra e non si vede”. Non si può difendere o uccidere per il niente, Dio non esiste ma la stupidità umana sì, e tu ne sei la dimostrazione lampante!

    • Hubert on 18 gennaio 2015 at 20:51
    • Rispondi

    Il presidente della republica deve essere eletto dal popolo!!!
    ….. Vivere in un paese che condanna ideologie diverse dal moralismo benpensante dei lorsignori demoligarchici…. Basta !!!fiero dei vessilli che porto dentro di me e di chi ha fatto e perso la guerra per salvare il suo popolo….Italia agli italiani
    Sostegno a Giorgia Meloni
    Hubert

  4. La democrazia, se mancano valori condivisi e la forza per difenderli, si presta a lasciar passare la prepotenza di gruppi minoritari ma aggressivi, nel silenzio di una maggioranza inerte e blasé. Ora siamo in un regime di post-democrazia e per non sprofondare dobbiamo ricominciare dalla base a sostenere valori positivi. Il fatto che Charlie sia stato sentito come un gruppo di eroi è segno che piacciono ancora un po’ troppo gli anti-eroi soltanto, ma se abbiamo solo degli anti-eroi siamo sempre più deboli, sempre più facile preda di tiranni più o meno nascosti.

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