Mar 04

Meloni a La Stampa: “Amici leghisti, vengo a Venezia per aiutarvi a fare la pace”

L’intervista di Marco Bresolin.

Ci sono un milanese, un veronese e un trevigiano, tutti e tre leghisti, che hanno litigato. E allora arriva una ultra-nazionalista da Roma che dice: sapete che c’è, sabato vengo su a Venezia e vi faccio fare la pace io. Certo, i termini non sono proprio questi, ma il contenuto del messaggio si. Perché una settimana dopo la presa di Roma ad opera di Salvini, Giorgia Meloni sarà in Veneto per la sua manifestazione «Difendiamoci».

E la pasionaria di Fratelli d’Italia ha deciso di lanciare un invito agli «amici» leghisti: «Faccio un appello a Zaia e Tosi. Vi aspetto alla nostra manifestazione. Ci vediamo alle 14,30 alla Stazione Santa Lucia. Venite su, vi stringete la mano, fate la pace e si va avanti. Ovviamente se Salvini è d’accordo».

Perché non dovrebbe esserlo? «No, lo dico perché non voglio infilarmi in questioni interne a un altro partito. Però l’obiettivo comune è vincere e per farlo bisogna essere uniti».

Tra lei e Salvini c’è unità. Prima invece dialogava più con Tosi. «Con Salvini ci troviamo su molte battaglie. Abbiamo costituito il fronte anti-Renzi».

Quindi ha scaricato Tosi? «Macché! Flavio è un amico, stiamo facendo una battaglia comune per le primarie. Perché il centrodestra italiano non esiste più, è morto. E allora facciamogli il funerale e ricominciamo daccapo. Dobbiamo rifondarlo, dal basso».

Però Salvini continua a mettere veti sulle alleanze… «Mah… mi sembra più che altro un’operazione comunicativa. Perché la Lega dice no a Ncd, ma poi se andiamo a vedere governano insieme. Credo più che altro che il problema sia di Ncd, che da un messaggio schizofrenico. Vogliono stare nel centrodestra ma poi stanno al governo con Renzi. Eh no, così non va».

Salvini va a Roma e lei a Venezia. Perché proprio in Veneto? «Perché è simbolo di molte cose. È la regione di Stacchio, il benzinaio indagato per essersi difeso da un rapinatore. Ci sarà anche lui. È una regione che sta pagando caro il prezzo della crisi, basti vedere i dati sui suicidi. È la regione del Mose, simbolo della corruzione. Poi parleremo anche di immigrazione, di terrorismo…».

Ma in Veneto sosterrete Zaia? «Sulle regionali dobbiamo ancora fare un ragionamento complessivo. Vogliamo progetti seri e vincenti».

E se Tosi strappa e si candida contro Zaia, voi che fate? «Non credo accadrà».

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