Mar 05

Meloni a Il Corriere del Veneto: “Alleanze coraggiose, dalle Regionali nascerà un centrodestra nuovo. Spero nella pace sul palco tra Zaia e Tosi”.

L’intervista di Alessio Antonini.

Il leghista Matteo Salvini con le bandiere di CasaPound nel cuore della tanto vituperata Roma ladrona e Giorgia Meloni, che parte dal Fronte della Gioventù e arriva alla presidenza di Fratelli d’Italia sempre attorniata dal Tricolore, nel cuore del Veneto indipendentista.

Meloni, ci aiuta a capire cosa sta succedendo? “Succede che stiamo tutti vivendo una situazione di totale insicurezza. In tutto il Paese. E in Veneto questi problemi si sentono molto come sa bene Graziano Stacchio, un uomo che è stato costretto a difendersi da solo da criminali armati di kalashnikov perché gli ultimi governi hanno dato risposte deliranti. E poi il Veneto è il simbolo dell’economia reale, degli imprenditori costretti a gesti estremi a causa di una burocrazia sempre più soffocante. Questa terra è il simbolo di tante, troppe, prese in giro da parte del governo”.

Il Veneto però ha sempre rivendicato questi temi spingendo sull’indipendenza. La visione di Fratelli d’Italia è invece piuttosto nazionalista. “Le spinte indipendentiste sono assolutamente legittime e giustificate dalla situazione attuale. Ma è un errore confondere lo Stato con la Nazione: lo Stato può essere pessimo, e in Italia lo è, ma la Nazione è la risposta. Se si sfalda la Nazione e finissimo per ridurci a entità territoriali più piccole saremo ancora più deboli nella battaglia contro il nostro grande avversario: l’Europa delle burocrazie e dei tecnocrati. E poi contro la criminalità l’unica risposta è rafforzare la Nazione”.

Per questo avete invitato Stacchio a Venezia? Non c’è il rischio che mitizzandolo si diffondano gli episodi come quello di Oderzo con scene da Far West e gente che scende in strada e spara per mettere in fuga i ladri? “Noi non siamo qua a istigare la gente a sparare, ma oggi non è che rischiamo il Far West, ci siamo già dentro. C’è gente che ha subito decine di rapine, lo stesso gioielliere Zancan era già stato rapinato più volte. E gli ultimi governi hanno raggiunto l’apice del delirio con gli svuotacarceri che mettono per strada i criminali. Ormai sembriamo il Paese delle banane e tutti si sentono legittimati a fare quello che vogliono. Anche ciò che è successo a Roma con i tifosi olandesi è frutto della mancata risposta dello Stato”.

A proposito, nessuno vuole associare ciò che è successo a Roma e ciò che potrebbe succedere a Venezia, ma i centri sociali hanno organizzato una contromanifestazione. Visto? “Ho letto. E non mi preoccupo. Faccio politica da più di vent’anni e non mi faccio intimidire da quattro figli di papà che tirano sassi, urlano slogan e giocano a fare i rivoluzionari con il passamontagna”.

Ma non c’è solo la protesta dei centri sociali, ci sono anche dei malumori all’interno del centrodestra: ieri Laroni, Baggio e Toscani hanno voluto prendere le distanze dalla svolta a destra della Lega.  “Chi sono questi signori?”. Tre consiglieri regionali. Il primo di Ncd, i secondi della Lega. Non proprio degli incappucciati che tirano pietre. “A me questa roba del fascismo e dell’antifascismo, nel 2015 mi fa sorridere. E poi, francamente, non capisco questa discussione vissto che è dal 1994 che la destra italiana collabora con la Lega. Piuttosto, quello che mi sembra innaturale è che alcuni ex del Pdl non scendano in piazza contro Renzi e che altri governino con lui con un inciucio. Comunque credo che queste prese di distanza siano legate più ai toni accesi della discussione in corso tra Tosi e Zaia che a un presunta svolta a destra di Salvini”.

E lei che ne pensa di questo strappo interno alla Lega? “Non è elegante entrare nelle dinamiche di altri partiti, dico solo che Tosi è un ottimo amministratore e un ottimo politico, quindi spero che la situazione si ricomponga. Sarebbe veramente drammatico se per tensioni interne si finisse per regalare il Veneto ad Alessandra Moretti per permettere agli amici di Renzi di massacrare ulteriormente questa terra. Spero che la manifestazione di sabato sia l’occasinoe per Zaia e Tosi di stringersi la mano”.

Lei propende per una alleanza che coinvolga tutto il centrodestra? “Intanto io non voglio morire renziana. Per questo voglio un’alternativa alla sinistra per tutti quelli che non si riconoscono in Renzi. Dopodiché credo che queste elezioni regionali siano un test. Alla fine ci saranno alleanze variabili di Regione in Regione e scopriremo che quelle fatte a tavolino con le pecette, cioè con la colla, sono destinate alla sconfitta, le soluzioni più coraggiose invece vinceranno. Di certo, con queste elezioni regionali metteremo una pietra tombale sul centrodestra che è stato”.

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