Apr 01

Vertenza Almaviva: 280 persone rimarranno senza lavoro grazie alla Giunta Marino e al Governo Renzi

Da oggi in poi, ai cittadini romani ‎che chiameranno lo 060606, il numero di riferimento per tutte le informazioni sui servizi del Comune di Roma, non risponderanno più i 280 lavoratori della sede di Almaviva Contact di Roma.

Per colpa dell’Amministrazione  di centrosinistra guidata dal sindaco Marino, che nel bando di affidamento del servizio non ha previsto la clausola sociale, il rispetto del CCNL delle telecomunicazioni sul costo del lavoro e il divieto esplicito di delocalizzazione all’estero, tante persone rimarranno senza lavoro nonostante abbiano sempre garantito un servizio di qualità.

Per impedire tutto questo, non è stato fatto nulla nemmeno dal Governo Renzi, che ha abbandonato al suo destino quelle imprese virtuose, come ad esempio Almaviva Contact, impegnate a difendere i livelli occupazionali in Italia nonostante la concorrenza sleale e le gare al massimo ribasso.

Se l’Esecutivo e il ministro allo Sviluppo economico Guidi tengono davvero alla credibilità del sistema economico nazionale, facciano subito propria la proposta di Fratelli d’Italia: sostenere anche con incentivi economici e riconoscimenti tutte quelle aziende che non vogliono delocalizzare e che si battono ogni giorno per difendere i lavoratori e la loro dignità.

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2 comments

  1. ogni amministrazione pubblica che affida servizi esterni,deve farlo solo attraverso regolari appalti e solamente con aziende italiane,anche perchè è lo stato che detta le regole,attraverso le proprie leggi,per il costo del lavoro.Se delocalizza all’estero,vuol dire che esso stesso ritiene le proprie leggi troppo onerose e quindi ingiuste.Ma questo è sempre stato il paese dalle mille contraddizioni e non cambieremo mai,perche siamo un popolo di pirla.

    • Marco Gesualdo on 2 aprile 2015 at 12:02
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    Buongiorno, la società Almaviva, che da circa 7 anni fornisce al Comune di Milano il servizio “Infoline 020202” e impiega stabilmente circa 200 persone con contratto a tempo indeterminato, denuncia l’impossibilità di formulare una offerta a base d’asta.
    “I parametri economici indicati dal Comune e le condizioni di fornitura – spiega la società – sono assolutamente incompatibili con i costi minimi del lavoro previsti dal contratto nazionale”.
    Grazie al sindaco Pisapia, sempre attento e sensibile nei confronti dei cittadini Milanesi, 200 persone, dopo aver maturato una invidiabile esperienza sul campo, saranno costrette a rimanere a casa.

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