Giu 21

Meloni a «Il Messaggero»: «A Roma FI ha favorito Renzi. Basta con gli inciuci, se facciamo la destra possiamo vincere»

latina«II centrodestra va ricostruito partendo da scelte chiare. Gli inciuci non pagano come dimostra il caso Parisi e tanto meno l’intelligenza col nemico come è accaduto a Roma». Giorgia Meloni, come al solito, quando parla di politica è abituata alla chiarezza. E il giorno dopo il trionfo di Virginia Raggi a Roma è convinta delle scelte fatte forse più di prima.

Come riparte la destra a Roma e in Italia? «È una lettura superficiale sostenere che uniti vinciamo. Alfano dice che serve un centrodestra moderato, io penso che la differenza che passa tra un centrodestra moderato e quello che tende al compromesso è la stessa che passa tra la mia candidatura e quella di Alfio Marchini. In Italia la destra ha vinto in parecchi posti ma, sarà un caso, mai dove c’era anche Ncd. Dunque, il dato che emerge è che non è vero che la gente voglia che ci siano tutti tutti tranne i due liocorni. Vogliono un centrodestra riconoscibile che sappia essere anche popolare, come invece il Pd non sa essere. E abbiamo molti esempi in questo senso: a Novara ha vinto un sindaco che al primo turno era sostenuto solo da Fratelli d’Italia e Lega, a Terracina il sindaco di Fdl che era stato sfiduciato da Forza Italia».

A Roma non ha funzionato, però, perché? «Intanto, sebbene fossimo praticamente soli, non mi pare che gli elettori di destra si siano fatti spaventare o influenzare e infatti non hanno votato Forza Italia. In alcuni casi si sono fatti demotivare. La divisione a destra ha fatto pensare che fosse meglio votare direttamente Raggi, perché divisi non saremmo passati comunque».

La Lega però quando va da sola non vince. «Le elezioni amministrative sono molto legate al territorio, la Lega indietreggia in alcuni territori e avanza in altri. Fratelli d’Italia in media si assesta sul 6%, ma si va da Roma dove abbiamo in totale quasi i voti del Pd a posti dove prendiamo l’1%».

Cosa pensa del fatto che una fetta consistente dei suoi elettori ha votato Cinque stelle al ballottaggio? «Lo considero normale, sul piano politologico è impossibile per loro perdere qualunque ballottaggio, perché essendo apparentemente poco collocati ideologicamente, in un sistema come quello italiano, bipolare nelle idee, per ognuno è meglio votare Cinque stelle pur di danneggiare l’avversario storico. Io stessa all’inizio della campagna elettorale avevo detto che per me sarebbe stato più difficile votare Giachetti rispetto a Raggi».

E alla fine l’ha fatto? Ha votato Raggi? «Alla fine non ho votato nessuno dei due, ma sapevo che una parte dei miei elettori l’avrebbe fatto. Non mi sono sentita di dare indicazioni elettorali perché ho grandi punti interrogativi sul programma dei Cinque stelle».

Visto che hanno preso una parte dei suoi voti, si aspetta che apriranno su alcuni temi che vi contraddistinguono? «Ho l’impressione che Raggi sia fondamentalmente di sinistra, del resto ha detto di aver votato sempre Pd prima di cominciare a fare politica. Parla di legalità in tema di corruzione, ma sul problema dell’illegalità diffusa, del mancato rispetto delle regole, delle zone franche, i centri sociali, i campi rom si sovrappone completamente a Giachetti. Su tutti questi temi non ha detto una parola di fermezza, quindi staremo a vedere. Non ho pregiudizi, in ogni caso. Io mi sono candidata perché non ne posso più di vedere Roma così , ma, in Consiglio comunale, farò un’opposizione dura ad un sindaco che fa le cose sbagliate. Se fa le cose giuste non ho problemi a votarle anche se so bene, per esserci passata, che non è questo l’atteggiamento che i Cinque stelle hanno con gli altri partiti».

I numeri dicono che la destra unita poteva arrivare al ballottaggio, Alessandra Mussolini ha ammesso di aver cercato di ostacolarla. «Si sapeva, lei non è nota per la sua scaltrezza e l’ha detto esplicitamente ma era un fatto noto. Il problema è che l’unica spiegazione razionale per quello che hanno fatto è la volontà di aiutare il presidente del Consiglio. Se Renzi non fosse arrivato al ballottaggio a Roma , forse avremmo creato il clima giusto anche per aiutare Parisi a Milano e lanciare la corsa per il No al referendum. Dobbiamo chiarirci: se vuoi fare il centrodestra non fai anche il fiancheggiatore del centrosinistra. Io dico sempre che le elezioni fortunatamente a un certo punto arrivano e chiariscono. E infatti ora è chiaro cosa funziona e cosa non funziona. È meno chiaro chi vuole vincere e chi vuole perdere. Quando finalmente ce lo saremo detto non escludo nessuna scelta, anche un’opzione di coerenza».

In generale come vede le elezioni appena concluse? «In sintesi: Renzi perde e perde male, visto che di 20 capoluoghi in cui il Pd governava ne sono rimasti 8. I Cinque stelle hanno interpretato la voglia di cambiamento e di rompere gli schemi e il centrodestra è riuscito ad affermarsi in 11 capoluoghi. In teoria è in partita, se vuole giocare».

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2 comments

    • Vito on 21 giugno 2016 at 16:13
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    Complimenti come sempre ottima intervista. Non mollare solo tu potrai essere il futuro dela destra. bisogna rivedere un pò meglio il movimento Fratelli d’italia a livello locale. a Roma ed da qualche parte funziona bene, ma in molte città non va. Bisogna riorganizzarsi sia livell locale che anche Nazionale. Certo che riuscirai a farlo. In bocca al lupo per tutto ed auguri per la bimba.

    • Sabrina on 22 giugno 2016 at 09:59
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    Giorgia, tu e Matteo S. siete in gambissima ♡
    però mollate Berlusconi per favore, vive di inciuci e tatticismi… non è un vero alleato.

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