Lug 22

Meloni a «Quotidiano Nazionale»: «L’investitura di un leader? Solo con le primarie»

ott1La Meloni boccia Parisi: «Gioco con chi è alternativo a Renzi»

L’intervista di Antonella Coppari.

«Gioco solo con chi è alternativo a Renzi». Di qua i buoni oppositori, di là i cattivi: Giorgia Meloni traccia una linea netta. Parte dal suolo di Arezzo, dove domani farà da madrina al comitato ‘no grazie’ che urlerà il suo ciaone pubblico al referendum assieme ad amministratori locali e un gruppetto di vip-doc (da Salvini a Toti passando per Mauro e Maroni, assolutamente contrari all’attuale premier). E poi arriva nella Capitale passando per Milano, dove Stefano Parisi si è iscritto al lungo elenco dei partecipanti alla gara per federare il centrodestra: «L’idea di diventare leader dalle pagine di un giornale non funziona. Ogni contributo è benvenuto, ma prima di tutto bisogna trovare i valori che ci legano e sulla base di questi individuare un sistema per scegliere il miglior portabandiera di una coalizione antirenziana».

Pensa alle primarie? «Le ho sempre sostenute. Una formula di selezione è la cosa migliore che possiamo fare per cementare la coalizione».

La campagna referendaria può servire da collante? «Assolutamente sì. Soprattutto se abbiamo il coraggio di entrare nel merito per dire che questa riforma è un’occasione per il Paese, perché si poteva introdurre l’elezione diretta del premier, l’abolizione del Senato o inserire, come noi chiediamo da tempo, un tetto alle tasse in Costituzione e così via. Progetti concreti: questi usciranno dalla manifestazione aretina alla quale ho invitato tutti quelli che non giocano su due tavoli, dirigenti nazionali e, soprattutto, sindaci, presidenti di regione, amministratori locali».

Teme che pezzi di Forza Italia si sfilino dalla partita? «No. Sono tutti impegnati nella campagna referendaria. Temo però il dopo: quelli che dicono che Renzi dovrebbe rimanere in partita anche se vincesse il No».

Parisi dice: qualunque sia l’esito, il governo non deve cadere. «Io non ho dubbi: se Renzi perde, deve andare a casa. Noi dobbiamo andare al voto. Non c’è un altro governo, non ci sono larghe intese, non c’è unità nazionale. In democrazia ci sono le elezioni. Questo per me è il discrimine».

Anche se manca una legge elettorale omogenea per Camera e Senato? «Io ritengo che sia infame, da parte di Renzi, utilizzare questo argomento per vincere il referendum. E un ricatto. Se vuole essere un capo di governo degno di questo nome deve risolvere il problema a monte per lasciare la gente libera di decidere secondo coscienza. Deve cioè fare subito una legge elettorale con una clausola che spiega: ‘Se non passa la legge costituzionale, entra in vigore questo sistema. Sono sicura che tutti i partiti sarebbero pronti a dargli una mano’».

Pure Fratelli d’Italia? «A me l’attuale dibattito sulla legge elettorale non interessa. Ma se mi si chiede di votare un paracadute di quel tipo metto a disposizione tutta l’esperienza che ho».

 

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