Set 09

Germania “sanguisuga” in surplus grazie all’euro. Si arricchisce impoverendoci

ott1L’editoriale pubblicato da Libero.

C’era una volta la “locomotiva tedesca”. Oggi abbiamo la “sanguisuga tedesca”, perché da quasi 15 anni, grazie alla gabbia dell’euro, la Germania si arricchisce sottraendo ricchezza al resto d’Europa. Nel 2016 la Germania realizzerà un surplus record delle partite correnti attorno ai 310 miliardi di dollari, equivalente all’8,9% del PIL tedesco. È dal 2002 che la Germania ha un saldo positivo delle partite correnti ed è dal 2007 che lo fa violando le regole europee che stabiliscono che uno Stato membro non possa generare un surplus superiore al 6% nella media dei 3 anni.

Il motivo di questa regola è semplice: se uno Stato membro esporta costantemente più di quanto importa vuol dire che si sta arricchendo impoverendo gli altri. È quello che fa la Germania. Perché è più brava? Forse, ma soprattutto grazie alla moneta unica europea. Prima dell’introduzione dell’euro la Germania aveva un saldo negativo delle partite correnti. Non è una coincidenza. Finché c’erano le monete nazionali, gli scambi tra gli Stati membri erano mitigati dal tasso di cambio delle valute. Questo meccanismo di regolazione naturale è venuto meno con l’euro: la Germania non ha più il problema di un Marco troppo forte per le sue esportazioni e l’Italia non ha più il vantaggio di una Lira che possa rendere più competitivi i propri prodotti.

Certo, se la UE funzionasse, se l’Italia avesse un Governo serio che facesse sentire la sua voce, se la Merkel pensasse anche al bene del Continente e non solo agli interessi dei tedeschi, se la politica avesse più peso e la grande finanza meno, se, se, se, allora la moneta unica potrebbe anche funzionare. Ma allo stato attuale non funziona. Ce lo certificano i dati Eurostat sull’andamento del PIL, ce lo dicono i dati sugli scambi commerciali, i nostri tassi di disoccupazione, le famiglie sempre più povere e i nostri anziani sempre più in difficoltà.

Cos’altro dobbiamo aspettare? Liberiamoci dalla zavorra dell’euro e vediamo come se la cavano i tedeschi a competere con le imprese italiane ad armi pari.

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3 comments

    • Amedeo on 9 settembre 2016 at 21:08
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    Buongiorno, la tua disamina non è completa, bisogna convincersi che la polica sviluppata dai politici italiani non ècompetitiva con quella tedesca. Il PIL italiano non pareggia i costi. I costi e gli utili si pareggiano con più ricavi o con meno spese. Occorre comunicare dal costo della politica e dalla ammistrazione dello stato, eliminare i ladroni. Mi sto annoiando perciò la pianto qui.

    • reply on 10 settembre 2016 at 08:32
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    Scordiamoci il sentimento di solidarietà dell’essere umano del nord europa. Lo standard di vita cui godono non verrà mai condiviso con gli altri popoli e i capi di governo si prodigheranno per mantenere lo status quo coscienti che sbagliando di una sola virgola usciranno malconci tanto è la reazione dei loro sudditi al pensiero di dover fare qualche rinuncia.

    • Giorgio Precchia on 11 settembre 2016 at 13:31
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    Mi sembra tutto molto ragionevole; vorrei però aggiungere che la nostra economia sarebbe più competitiva, anche con l’euro, se il Paese fosse meglio governato e se non fosse così corrotto e concusso. Certo con una moneta nazionale da poter governare a piacimento i difetti di fondo possono essere nascosti o in qualche modo neutralizzati. Ma perché non vogliamo provare ad essere più virtuosi?! Già questa è un’utopia…
    E allora ha ragione la Meloni: dobbiamo ritornare, con qualche artificio che ci renda il passaggio indolore, ad una qualsivoglia moneta nazionale e continuare con il nostro solito italico andazzo… che non sarà molto ortodosso, ma che ha sempre funzionato e ci ha, ad un certo punto, reso quasi ricchi!
    Consentitemi una riflessione maliziosa: proprio il nazionale carattere incline alla corruzione è forse la causa dell’attuale situazione di sottomissione al volere dei poteri forti europei e non… Chi può tirarci fuori da questa orribile situazione??!

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