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Mar 25

Ecco il “Manifesto per un’Europa dei popoli”: 7 punti per costruire l’Europa delle Nazioni

Sabato 25 marzo 2017, nel giorno del 60esimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, al centro congressi “Angelicum” della Capitale abbiamo denunciato l’inganno dell’attuale Unione Europea e abbiamo presentato il nostro “Manifesto per un’Europa dei popoli”: 7 punti molto chiari su temi come l’euro, la difesa del nostro interesse nazionale, dei nostri confini, dei nostri prodotti, del “Made In” e della nostra identità.

Gli italiani potranno sottoscrivere questo manifesto sul sito ufficiale di Fratelli d’Italia (http://www.fratelli-italia.it/firmamanifesto/). Siamo pronti a confrontarci su queste priorità con gli altri partiti e con chi vorrà darci una mano.

IL MANIFESTO PER UN’EUROPA DEI POPOLI – Una Confederazione di Nazioni libere e sovrane

1. Noi crediamo nell’Europa delle Nazioni, nell’unione dei liberi popoli europei. Per questo consideriamo questa Unione Europea di banchieri, tecnocrati e faccendieri un’esperienza fallita. Ora vogliamo un nuovo patto, una Confederazione di Stati Nazione liberi e sovrani che cooperano liberamente sulle grandi materie strategiche, dalla sicurezza all’immigrazione, dal mercato comune alla politica estera, ma senza la tirannia dei burocrati che vengono a imporre le loro regole ai cittadini degli Stati membri.

2. Noi proponiamo di modificare la Costituzione introducendo una “riserva di sovranità” che impedisca l’adesione a trattati e accordi internazionali che ledono il nostro interesse nazionale o mettono in discussione la sovranità popolare. Chiediamo che il popolo abbia il diritto di esprimersi per via referendaria sui trattati internazionali.

3. Noi crediamo che l’Euro sia una moneta sbagliata, che ha arricchito la Germania e impoverito gli altri Stati europei  e per questo destinata a implodere presto. Vogliamo giungere allo scioglimento concordato e ordinato dell’Eurozona, in accordo con gli altri Stati europei. Questo vuol dire riprenderci la nostra piena sovranità monetaria e il ripristino di una Banca centrale che risponda agli italiani.  

4. Noi ci opponiamo al “globalismo” senza regole sostenuto dal grande capitale e dalla grande finanza con la complicità della UE.  Vogliamo difendere la nostra produzione nazionale, incentivare il Made in Italy, tutelare le nostre eccellenze, contrastare le delocalizzazioni produttive e fiscali e ostacolare l’importazione di merci a basso prezzo prodotte in Stati che non rispettano le condizioni minime di tutela dei lavoratori e dell’ambiente.

5. Noi vogliamo difendere i confini dell’Italia e dell’Europa dall’immigrazione incontrollata, perché  per noi l’immigrazione non è un diritto, ma una opportunità che può essere concessa solo a determinate condizioni. Per questo vogliamo fermare immediatamente lo sbarco di clandestini sulle nostre coste attraverso un blocco navale europeo al largo delle coste libiche,  in accordo con le autorità locali che controllano il territorio, per impedire la partenza dei barconi e le conseguenti morti in mare. Centri di accoglienza e identificazione in territorio africano per valutare le richieste di asilo e politica di assistenza ai profughi privilegiando l’aiuto e il supporto in territorio libico, sul modello di quanto già previsto nell’accordo tra UE e Turchia.

6. Noi vogliamo affermare in ogni scelta il principio “Prima gli italiani”. Nel lavoro come nell’attribuzione di sussidi sociali o alloggi popolari, la preferenza nazionale, nei confronti di chi vive in Italia da più tempo e ha contribuito alla sua crescita, deve essere garantita.

7. Noi vogliamo difendere la nostra identità e le nostre radici greche, romane e cristiane dal processo di islamizzazione in corso e dall’ideologia mondialista che vorrebbe negare le appartenenze nazionali e l’esistenza stessa dei popoli europei.

Noi siamo L’Europa delle Nazioni.

 

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2 comments

  1. Nicolò Vergata

    Condivido tutto, virgole e punti compresi …!!!
    “chi non beve con me peste lo colga”…

  2. Franco Cordiale

    Non si può concepire un interesse generale (Europa) se si calpesta e svilisce un interesse nazionale. Come dire: conta il bene della famiglia…ma quello dei suoi componenti in quanto tali, no. Sarebbe logico ? Il guaio é che per “Europa” viene spacciato ben altro: piani ed interessi della cupola massonica che la controlla, che ci controlla, cominciando da una moneta unica imposta ai popoli e alle loro economie. Continuando con le “quote”, con gli embarghi pro Germania, con un’immigrazione senza speranza di integrazione, se non per pochi. E invece tanto business per chi ci specula sopra. Bisogna che i cittadini degli stati riprendano voce: é loro diritto, anzi, loro DOVERE !

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