Giu 13

Meloni a «Il Tempo»: «Senza Fratelli d’Italia il centrodestra non va da nessuna parte»

L’intervista di Antonio Rapisarda.

Giorgia Meloni, il centrodestra «muore» con lo strappo sul Tedescum ma «rinasce» con l’affermazione aIle Amministrative. Guarda caso, però, quando i leader non si sono parlati. Come se lo spiega? «La gente non vuole andare dove vanno i partiti. L’elettorato dice una cosa chiara: noi non vogliamo morire renziani. È un monito dal quale non si può scappare. E io non posso non notare che se fosse passato “l’Inciucellum”, ricordo che siamo l’unica forza a non averlo sostenuto, oggi il centrodestra sarebbe stato consegnato alla totale irrilevanza. Ognuno si prenda le proprie responsabilità».

Non morire renziani, d’accordo. La richiesta politica qual è allora? «Quello che i cittadini ci dicono è: guardate che, con la legge giusta e la ricetta giù sta, noi siamo più che attenti e disponibili verso una proposta politica che metta insieme i movimenti e che dia all’Italia un governo che sostenga l’interesse nazionale, la difesa dei nostri prodotti, dei nostri diritti, dei nostri confini, delle nostre famiglie…».

I 5 stelle hanno fatto flop. È il famoso “effetto Raggi”? «Non solo. Effetto Raggi, effetto Appendino, effetto inciucio con la legge elettorale, effetto “dico una cosa e ne faccio un’altra”, effetto inutilità di questi anni in Parlamento di un Movimento che con una pattuglia parlamentare invidiabile non ha portato a casa niente. Penso che alla fine i nodi stiano piano piano venendo al pettine».

Fratelli d’Italia sembra aver superato la prova del voto territoriale. Eppure il vostro dato continua a essere sottostimato. «Il dato dice che il centrodestra vince con una opzione nella quale Fdi ha un ruolo fondamentale: senza il nostro “oltre” 5% non si va da nessuna parte. Dice anche che dove noi presentiamo dei candidati sindaco nostri questi portano un valore aggiunto rispetto anche alle liste. E questo lo sostengono i cittadini nonostante i sondaggi sottostimino sempre Fdi».

Il risultato migliore per voi? «Il 10% di Pistoia – in una roccaforte rossa, con un ragazzo di 35 anni – mi entusiasma. Il dato de L’Aquila poi, una città simbolo del centrodestra, con una nostra proposta politica come forza trainante, ha una sua simbologia molto importante. È un po’ la metafora della ricostruzione del centrodestra che riparte proprio con una guida di Fdi».

Matteo Salvini ha lanciato un appello a Berlusconi sul maggioritario in nome dell’unità della coalizione. Come risponde lei? «Io sono sempre stata per il maggioritario. Mica ho trattato io per il proporzionale… Mi dicano quindi dove si firma. Noi abbiamo presentato una proposta di legge che parte dall’Italicum, che è maggioritaria – dove si abbassa leggermente la soglia per il premio di maggioranza e si applica quella soglia anche alle coalizioni – e che potrebbe consegnare al Paese una maggioranza omogenea e seria. Sono gli altri che hanno preferito andare avanti su altre proposte».

A proposito di ciò. Nelle scorse ore ha attaccato i “piccoli chimici”. Con chi ce l’ha? «Con tutti e quattro quelli che hanno inciuciato sull’Inciucellum. Ci stavano per consegnare una legge vergognosa, che avrebbe dato vita a un altro governo di inciucio, e quindi un altro governo servo dei tedeschi: ed era l’unica cosa tedesca che aveva quella legge».

Lei sostiene che con queste Amministrative gli italiani stanno chiedendo un governo di centrodestra. Il punto è se il centrodestra intende davvero raccogliere questa richiesta. «Questa è una bella domanda alla quale io dico si. È una domanda però che giro a Berlusconi: vuole rispondere agli italiani che chiedono un governo di centrodestra coeso, capace, che faccia gli interessi dei cittadini? Se intende rispondere a questa domanda deve venire con noi e chiedere elezioni in autunno tutti compatti».

Renzi ieri non ha commentato le elezioni e si è recato ad Amatrice. Non è che pensa davvero di sottrarvi Sergio Pirozzi? «Non credo. Sergio fa benissimo a parlare con tutti perché ha a cuore gli interessi dei suoi cittadini: e quindi con chiunque va li a dargli una mano, o a fare finta, lui intanto spera di portare a casa qualcosa e questo gli fa onore. Insomma, l’uomo è molto intelligente: non è uno che si fa comprare da Renzi. l’ex premier, invece, si nascondere sempre dietro i terremotati. Il che qualifica il suo livello: un personaggio che ha un cinismo imbarazzante, non so come faccia a guardarsi allo specchio».

Condividi

1 comment

    • Franco Cordiale on 14 giugno 2017 at 09:57
    • Rispondi

    Berlusconi aveva fondato all’inizio degli anni ’90 un partito chiamato Forza Italia. Oggi non si tratta di rilanciare chissà quale “nazionalismo”, incubo diurno e notturno delle terzomondiste da salotto come la Boldrini e compagni/e. Invece bisogna mettere al centro la parola ITALIA come concreto interesse nazionale: impresa, lavoro, immigrazione, sovranità politica, territoriale, militare, monetaria. E anche come politica scolastica che non crei alienazione oggi e disoccupazione domani a milioni di giovani. Una scuola che formi, che qualifichi, che selezioni dove e quando occorre. Che permetta all’economia italiana di ripartire, in un contesto “selvaggio” di economia da giungla mondialista, che minaccia, così procedendo, di ridurre la penisola peggio del terzo mondo stesso! Italia: significa anche diritto e dovere alla legalità e alla sicurezza: senza queste, tutte le altre condizioni vengono a mancare.
    Sarete davvero “fratelli” di una ITALIA come la vorremmo ?

Rispondi