Lug 07

Marchionne è incompatibile con la nostra idea di Italia. Berlusconi smentisca

Leggo sulla stampa che Silvio Berlusconi, di fronte a giornalisti ed editori, avrebbe fatto il nome di Sergio Marchionne quale candidato premier del centrodestra. Mi aspetto da Silvio Berlusconi una smentita, perché immaginare come premier italiano uno che paga le tasse in Svizzera, ha portato la sede legale della azienda che dirige, la Fiat, in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna, pur avendo la presunzione di vendere macchine “italiane”, significa aver perso il lume della ragione.

Significa non avere rispetto dei milioni di italiani che fanno i salti mortali per produrre e lavorare qui, che qui pagano le tasse e che non sono scappati dopo aver preso miliardi di euro dallo Stato italiano. Dopo Calenda, ministro del governo Renzi, e Mario Draghi, presidente della BCE, un altro nome incompatibile con la nostra idea d’Italia. Solo un patriota può aiutarci a uscire dalla palude. Marchionne non lo è. Berlusconi pare voler fare di tutto per dividere un centrodestra in grado di vincere.

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2 comments

    • Adolfo Sandri Poli on 7 luglio 2017 at 20:44
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    prescindendo dai non senso di Berlusconi oggi una grande impresa è obbligata a comportarsi così se vuole sopravvivere!
    Lei Onorevole Meloni è l’unica a poter rappresentare una Destra sana ed onesta ma siccome l’elettore comune è incapace di giudizio, cosa fare?Imponga le sue idee buone e sane, includendeo sistemi di diminuzione dei costi della politica togliendo gli eccessi ma condizionando i compensi alla presenza in parlamento e una drasica riduzione dei parlamentari e così via, si distingua dai visionari che avrà il meritato successo, io appartengo alla Sua area politica ma molte delle proposte di Renzi erano ottime come l’articolo 18 in un’Italia bloccata nella quale in un mondo globalizzato le balordaggini della Camusso hanno un effetto di facciata per fare fessi gli operai. Complimenti ero a Spoleto a Palazzo Leti Sansi…

    • Giovanni on 8 luglio 2017 at 10:09
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    Un partito non è un’azienda e non può essere guidato come un’azienda, il limite di Berlusconi in questi venti anni è stato proprio questo. Perfino il Partito Nazionale Fascista aveva un Gran Consiglio che quando le cose si misero male fece dimettere Mussolini. Berlusconi per venti anni si è comportato da satrapo persiano impedendo ogni volta la libera circolazione di un dibattito all’interno del PDL e abbiamo visto tutto come è andata a finire. Marchionne faccia l’amministratore delegato.

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