Dic 07

Riconoscimento Unesco conferma che ‘made in Italy’ non ha eguali nel mondo

Da oggi l’arte del pizzaiolo napoletano è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO: è una vittoria dell’Italia, è l’ennesimo riconoscimento che il Made in Italy non ha eguali nel mondo. Fratelli d’Italia ha sostenuto fin dal primo momento questa candidatura e continuerà a lavorare per riconoscere in Italia la figura professionale del pizzaiolo.

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3 comments

    • Max Benintendi on 7 dicembre 2017 at 18:37
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    Ottimo! Ripartiamo dalla PIZZA a far crescere il MADE IN ITALY, ma ci vuole il consenso la coesione nonché la “spinta” dei più, DEI PATRIOTI e bisogna puntare in alto unendo il distretto della filiera meccanica, che qui in Emilia è forte coniugandola all’alimentare dove c’è tanta eccellenza da riscoprire sopratutto nelle PMI che vengono osteggiate tutti i giorni da un apparato burocratico farraginoso e lontano dalla realtà del mercato. Fare rete o squadra per affrontare con un migliorato rapporto di qualità i mercati esteri non guardando in faccia nessuno. Già la Francia dei sorrisi ironici ci ha fregato parte del petrolio accoppando Gheddafi con cui avevamo buoni rapporti di fornitura, e dalla quale ci siamo fatti trafugare i gioielli industriali che la trasmissione REPORT ha con ritardo messo in luce, subiamo la concorrenza dei tedeschi su qualità che non hanno più o quasi, e che a volte siamo noi a fornire, ovvero by-passare gli orpelli che un Europa filo Franco-tedesca ci frappone, andando a conquistare i mercati dell’Est che attorno alla Russia stanno crescendo. Guardate che siamo amati ed apprezzati in tanti paesi.

    • Franco Cordiale on 8 dicembre 2017 at 00:41
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    Non solo la pizza…tutto il resto che l’Italia sa produrre a livelli eccellenti. Tutto ciò che l’Italia ha saputo esportare e vorrebbe continuare a farlo. L’Italia é stata ancora di più centro di lingua e di cultura, ma viene aggredita dall’interno: da un progetto che sta, ogni giorno che passa, distruggendola ed annichilendola.
    E’ la attuale SCUOLA DI MASSA che maschera dietro un pretestuoso ed apparente “socialismo” pedagogico (scuola detta inclusiva) lo svuotamento di ogni sapere, affidato all’anarchia caotica di “progetti” e di “educazioni” al cui interno la figura docente viene ridimensionata a ruolo di “collaboratore” e di sorvegliante. La destra non ha ancora compreso come sia questo il canale di PLAGIO verso le nuove generazioni, rese programmaticamente ALIENE verso la nostra cultura e tradizione innanzitutto, ma verso ogni disciplina di studio in quanto tale. Aliene dal ricercare una propria vocazione…abbandonate all’imbrancamento dietro ciarlatani ed imbonitori di ogni specie.

    • Gianni on 12 dicembre 2017 at 09:02
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    Una importante decisione presa dall’Unesco a cui speriamo ne seguano altre

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