Mar 21

Giorgia Meloni a «Il Messaggero»: «Su presidenze si parta da Senato che spetta al centrodestra di diritto»

Intervista di Marco Conti

Onorevole Meloni, il centrodestra tiene o c’è il rischio di andare in ordine sparso sui presidenti delle Camere? «Noi di Fdl lavoreremo sino alla fine affinché il centrodestra resti unito. Ci siamo visti e ci vedremo ancora io Salvini e Berlusconi proprio per uscire con una proposta unitaria».

Sinora non avete dato però impressione di grande sintonia «E noi non abbiamo apprezzato e lo abbiamo anche detto più volte. Dire che si vuole chiudere un accordo con i 5stelle o con il Pd è sbagliato. L’obiettivo del centrodestra deve essere quello di andare a verificare la propria proposta».

Sui presidenti delle Camere? «Certamente, ma non solo. Anche dopo sul governo. Sulle nostre proposte gli altri debbono esprimersi, altrimenti si genera solo confusione».

La scelta dei presidenti delle Camere contribuirà a stabilizzare la legislatura oppure si rischia di destabilizzarla ulteriormente? «Penso si debba seguire le prassi. Ovvero che la presidenza delle Camere spetta a chi ha vinto le elezioni e che i partiti tendono a farsi rappresentare da persone con un alto profilo istituzionale. Il centrodestra deve partire da ciò che gli spetta di diritto che è la presidenza del Senato e che la presidenza della Camera debba essere frutto di un dialogo con le altre forze politiche, ma non è detto che si debba dare una presidenza a M5S».

Perché la presidenza del Senato vi è dovuta? «Semplicemente perché abbiamo i numeri per eleggerci da soli il presidente. E non escludo affatto che il centrodestra debba lavorare per cercare di portare a casa tutte e due le presidenze».

Che ne pensa di quella sorta di veto nei confronti di Paolo Romani? «È nelle corde del M5S dire cose di questo tipo, ma penso occorra guardare alla storia delle persone. Tagliare le cose con l’accetta non sempre rende merito. Si è fatta molta dietrologia su queste affermazioni, ma penso che appartengano solo al patrimonio grillino».

A proposito di requisiti su misura, si è parlato nei giorni scorsi anche di Giulia Bongiorno – sua ex collega di partito – alla presidenza del Senato. Che ne pensa? «Quando qualcuno mi farà il nome di Giulia Bongiorno dirò cosa ne penso».

Cioè, vuol dire che deve averne il coraggio? «L’ho solo letto sui giornali».

Proporrete un nome o una rosa di nomi come possibili presidenti «Purché il centrodestra vada compatto va bene tutto. Importante è che si dia delle regole. Penso che sarebbe un errore se la Lega rivendicasse per sé una presidenza delle Camere se Salvini, e io ci credo davvero, farà il premier incaricato. A meno che non chieda la presidenza del Senato per se stesso. In questo caso sarebbe un rafforzativo per un futuro incarico. Se la Lega la chiede per Salvini, siamo d’accordo, ma se la chiede per altra figura penso sia difficile che un partito del 18% abbia la presidenza del Consiglio e quella del Senato».

Andate alla trattativa con M5S e Pd oppure c’è un interlocutore privilegiato? «Noi di Fdl non ne abbiamo. Dopodiché, riconosciamo che i 5S hanno un peso specifico maggiore in Parlamento».

Come potrebbe un partito del 32% non avere uno dei presidenti delle Camere? «Le presidenze vanno a chi ha vinto le elezioni, noi».

Vi manca un pezzo però per dire di aver vinto veramente «Colpa di una legge elettorale assurda, ma non è detto che le presidenze vadano a chi è andato un po’meglio».

Presidenti delle Camere e governo. C’è un nesso? «No, siamo in una Repubblica parlamentare e io penso che il centrodestra abbia il diritto di presentarsi con un suo premier in Parlamento con un programma particolarmente importante per il Paese, e cercare i voti che mancano facendo un appello ai parlamentari. Penso vada fatto questo tentativo prima di qualunque altro».

Però nel 2013 questo a Bersani non venne concesso dall’allora Capo dello Stato «Ma allora c’era un presidente della Repubblica particolarmente avvezzo a farsi i governi nel palazzo come diceva lui e confido che l’attuale sia più rispettoso della volontà popolare».

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7 comments

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  1. Quel patto “anti-inciucio” davanti all’altare della patria è stato un gesto da un lato nobile, dall’altro politicamente disastroso. Io spero, ma lo spero veramente, che il senso di responsabilità sia più alto di quanto visto negli ultimi 5 anni da parte di tutti, ovvero che ci si siede ai tavoli con i 5 stelle seriamente, ci si confronti, si scazzi per anni ma si possano trovare soluzioni per il Paese. Se lo volete lo potete fare. A me personalmente, ma è un parere mio, piacerebbe che fosse un governo Lega+FDI (22% circa) e M5S (32%). Sarebbe una maggioranza assoluta, e quel 22% peserebbe molto, a differenza del solo 18 della lega. Escludo FI perchè non riesco a immaginare Silvio che si siede con Di Maio e viceversa… Come diceva Giorgetti si potrebbe partire da alcuni punti e via via sdoganare gli altri, fin dove si riesce. Quando si saranno finite le convergenze si tornerà a votare. L’Italia ne gioverebbe. E tu e Matteo sarebbero una garanzia assoluta che non si vada incontro a porcate politically-correct. Vedremo. In bocca al lupo 🙂

    • Michele Somma on 22 marzo 2018 at 10:16
    • Rispondi

    Brava onorevole avanti così !!

    • Federico Puglia on 22 marzo 2018 at 21:10
    • Rispondi

    Gentile Giorgia, il principio è corretto ma, secondo il sottoscritto, è sbagliato l’approccio dei partner Berlusconi e Salvini. E’ corretto che spetti al Cantrodestra il secondo incarico dello Stato, dopo il Presidente della Repubblica ma, sbaglia Berlusconi farne una questione di principio. E’ corretto portare almeno tre nomi, con Romani come Candidato indicato dall’Alleanza ma, se si vuole un Candidato che esca prima del 4° turno, cioè condiviso almeno con una ulteriore Parte, è politica prevedere una o due alternative ad esso (non abbiamo il 40% + 1 dei voti). Sbagli a Salvini, invece, se da ruolo di rappresentanza della stessa coalizione in realtà punta ad un rapporto privilegiato con Di Maio (cosa che sento da Fonti giornalistiche). Insomma se insieme al Presidente del Senato, si vogliono porre le basi per un Governo nella chiarezza, si individuano 3 nomi per la Presidenza del Senato e almeno sei (come è stato fatto da FdI) irrinunciabili per un accordo nel futuro con M5S. Non si vuole fare questo? Bene, allora non si pianga poi per 5 anni di futura maggioranza tra M5S e (mezzo) PD, la parte non Renzi ufficiale e di transito appena gli si farà trasparire qualche Presidenza di Commissione e/o partecipazione significativa. La cosa di per se non deve essere fondamentale per un Partito puro e onesto come FdI: ma, diventa tragica per il destino dei 18 milioni di Italiani (GIA’ IN POVERTA’ E NON A RISCHIO, COME SOSTENUTO) e alla parte più povera tra i poveri, che sono i Disabili!

    • Riccardo Visintin on 23 marzo 2018 at 08:50
    • Rispondi

    Concordo con la posizione del Fdi espressa dalla Meloni, lamento solo una scarsa presenza sui media che riflettono le posizioni politiche: anche Fdi dovrebbe essere interpellato sui problemi attuali.

    Cordialita’

    RV

  2. Diritto ? Caxxo però….. quando si parla dei Politici, i DIRITTI sono garantiti, quando invece si devono garantire i DIRITTI al popolo, tutto cambia !!!! (populista in base all’art 4 della Costituzione. La Sovranità chi ce l’ha)

    • Raffaele on 23 marzo 2018 at 17:37
    • Rispondi

    Faccio i miei AUGURI per essere eletta Presidente del Senato. Se lo merita per la passione che dimostra.

    • Giovanni Allegra on 23 marzo 2018 at 22:53
    • Rispondi

    On.le Meloni,ma non vede come si sta comportando berlusconi,non perde occasione per sporcare ed inquinare,come se non ci fossero in forza italia persone migliori di questo romani,continuerà a sporcare ed inquinare il parlamento con i suoi amichetti massoni,e con esso tutta l’Italia,capisco il principio,ma per chi non vuol sentire.
    Liberatevi di questa palla al piede, a costo di nuove elezioni,coraggio.

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