Mag 29

Giorgia Meloni a «Il Messaggero»:«La messa in stato d’accusa? Il Quirinale ha fatto politica»

Intervista di Barbara Acquaviti

Le critiche a Sergio Mattarella le conferma tutte e, anzi, rilancia. «È stato lui a non rispettare le istituzioni scendendo nell’agone politico». Né vede frenate da parte del M5S su quell’impeachment proposto per primi da Fratelli d’Italia. Ma agli alleati di centrodestra chiede chiarezza. «Possiamo vincere le elezioni tenendo fede al percorso fatto in questi anni». Giorgia Meloni annuncia che non intende dare alcun appoggio al tentativo affidato dal Quirinale a Carlo Cottarelli. E lo stesso faranno Lega e Forza Italia.

Ma si può dire che il centrodestra esista ancora? «Posso dire che mi auguro esista ancora, mi sembra se non altro un’opzione nella quale sperano gli italiani. Sia il 4 marzo che in tutte le elezioni successive la coalizione ha vinto e in questi giorni sono in giro per l’Italia a sostenere i nostri candidati a sindaco di centrodestra. Al di là delle scelte dei partiti, a me pare che il centrodestra sia maggioritario tra i cittadini e credo che certe sensibilità e certi valori non vadano lasciati senza rappresentanza».

Nel frattempo, però, Salvini continua a incontrare Di Maio e a considerare il contratto con il M5S attuale. Non crede che dovrebbe fare chiarezza? «Mi aspetto chiarezza sia da Salvini che continua a vedere Di Maio, sia da Berlusconi che ha difeso Mattarella. Io mi sento di mandare un messaggio a tutti gli attori in campo, noi possiamo vincere le prossime elezioni senza avventure o capriole».

Non crede possibile un’alleanza Lega-M5S alle Politiche? «Siamo una coalizione con molte sfumature diverse, ma a cui i cittadini chiedono un governo che abbia contorni e contenuti portati avanti negli anni: difesa dell’interesse nazionale e della sovranità, dell’identità italiana, della famiglia, della sicurezza, del lavoro. Non so quanto si possano costruire e difendere con il M5S»

Sarebbe utile una iniziativa pubblica comune? «Serviranno dei chiarimenti, ma non sarò io in questo caso a promuoverne perché ne ho promossi a decine»

Anche sull’impeachment siete divisi. Non le sembra un altro elemento di rottura? «Se non ci fossero differenze tra di noi non saremmo tre partiti diversi ma un unico partito. La nostra posizione è stata quella di non partecipare a questo governo ma allo stesso tempo contestare le scelte di un presidente della Repubblica che francamente è andato molto oltre le sue prerogative. La mancata nomina di Paolo Savona è un precedente che io considero pericolosissimo. Se si tace, si accetta che l’Italia sia una colonia».

Voi però avete sempre difeso i simboli dell’unità nazionale. Non temete che questo attacco a Mattarella mini l’istituzione che rappresenta? «Penso che a mancare di rispetto all’istituzione della presidenza della Repubblica sia un Presidente che scende nell’agone politico. Se accettiamo che il Presidente della Repubblica sia un soggetto politico, allora occorre approvare il presidenzialismo, che è una nostra proposta, ma prevede l’elezione diretta del capo dello Stato. Se le idee di Paolo Savona, che è critico verso l’Ue, sono pericolose allora anche noi di Fdi, che sosteniamo che l’Unione è da rinegoziare, non potremmo partecipare alle elezioni».

 

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9 comments

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    • Ewa Wojcikowska on 29 maggio 2018 at 09:33
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    Il Quirinale ha deluso tutti non considerando il voto degli Italiani.

    • emax on 29 maggio 2018 at 09:46
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    Siamo in dittatura massone-mattarelliana, non lo avete ancora capito?

    • emanuel tribbia on 29 maggio 2018 at 10:00
    • Rispondi

    visto che l’onni-deludente Berlusconi ha difeso l’onnipotente-Mattarella, dissociatevi subito da questo peso pseudodestrorso.

    • MASSIMILIANO POLLA on 29 maggio 2018 at 10:41
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    .. Confido a questo blog che sono sempre stato più che militante: ho nel sangue i travagli dell’ MSI; nelle orecchie la voce setosa di Almirante, negli occhi il sacrificio quotidiano e l’ operare indefesso di Tullio Abelli, i volti pieni di determinazione e recondite speranze di amici e militanti; nella mente i passaggi più duri e contrastati del dibattito interno.. come abbiamo potuto arrivare a questa “istituzionalizzazione dell’ immaturità”?
    Ci siamo ridotti a farci sostenere da un corpo elettorale costituito, in larga percentuale, da una plebe di sempliciotti animosi ed irriflessivi, incompetenti e disinformati, ai quali si deve continuare a mentire, sollevando tematiche banali o, quando importanti, mal esposte, per tenerli caldi e non perdere visibilità, in questo trippaio d’ imposture che è diventata la politica italiana.
    Passino le critiche al Capo dello Stato (ma sappiamo benissimo che dovremmo ringraziarlo, per aver contribuito a fermare un progetto di governo lacunoso ed abominevole), ma sventolare la minaccia dello stato d’ accusa è un’ obiettiva sciocchezza, che avrei lasciato volentieri compiere al solo DI Maio.
    La fermezza nel negoziare i rapporti nell’ Unione Europea si consolida anche passando per l’ ammissione della nostra attuale debolezza ed inefficienza e l’ individuazione dei parametri da correggere per poter contribuire pienamente al grande progetto di una nazione federata ed estesa, potente, sovrana e cooperante alla stabilità del mondo futuro: dovremmo essere
    EUROSOVRANISTI, offrendo ai popoli d’ Europa la consapevolezza di dover percorrere l’ unica strada possibile per assicurare ancora ai nostri figli un destino.
    L’ italoprovincialismo (!) schiamazzoso ed insofferente nel quale ci stiamo chiudendo ci condannerà all’ estinzione: nelle mani di quell’ astuto ed ipocrita patriota postpadano, porterebbe al danno irreparabile di un’ Italia estromessa ed isolata, povera, col peso politico di un paese nordafricano ed un’ economia arretrante a livelli di sussistenza.. Sbalorditi e miseri, gli Italiani si renderebbero allora conto degli errori commessi, ma troppo tardi.
    Bisognerebbe impegnarsi a spiegarle, queste cose, alla gente, per qualificare un poco il proprio seguito e non abbandonare il meglio della popolazione alla scelta dell’ astensione, invece di sospingere l’ opinione pubblica (e vale per tutti i partiti) nelle secche di una futile ed inconcludente conflittualità.

    • emax on 29 maggio 2018 at 12:14
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    se il deludente – ormai da anni – Berlusconi ha difeso Mattarella, dissociatevi subito e correte da soli: vinceremo!

    • emax on 29 maggio 2018 at 12:17
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    “Se accettiamo che il Presidente della Repubblica sia un soggetto politico, allora occorre approvare il presidenzialismo, che è una nostra proposta, ma prevede l’elezione diretta del capo dello Stato.”
    grande Giorgia
    . ..Il presidente decide lui, mette veti, decide chi governa, decide per tutto lui… cosa siamo andati a votare a fare?

  1. Sono pienamente d’accordo su tutto quello che hai detto. E’ come se io avessi parlato con la tua bocca.

    • Gennaro on 29 maggio 2018 at 14:02
    • Rispondi

    Sono pienamente d,accordo. Con la Meloni
    L’italia Non può essere una colonia della Germania
    Abbiamo votato è scelto il cambiamento perché da quando siamo entrati nell’Euro il nostro benessere economico è drammaticamente peggiorato
    Tagli , tasse , riduzione dei servizi alle persone , corruzione, invasione degli immigrati clandestini
    Tutti i governi non eletti dal 2011 hanno applicato i criteri imposti dall’Europa , eppure il nostro debito è aumentato di 350 miliardi di euro
    Dove è andata questa enorme ricchezza se L ‘Italia è sprofondata in una tremenda crisi sociale ed economica .
    A cosa è servito l’euro se non far arricchire i paesi del nord Europa
    Ora basta ….. cambiamo le regole dell’europa Per dare il bene degli italiani

    • Ivano Gedda on 29 maggio 2018 at 15:00
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    È dal 2011 almeno che l’Italia è commissariata, dovrebbe essere evidente a tutti questo. Siamo irrilevanti, soggiogati economicamente dai panzer tedeschi e politicamente dai colonialisti francesi che ci hanno disarcionato anche il nostro alleato naturale nel mediterraneo (leggi Gheddafi). Avremmo ancora un rapporto preferenziale con la Russia di Putin, ma non ce lo consentono gli americani. Siamo diventati la pattumiera d’Occidente. Stavamo ricostruendo un rapporto costruttivo con l’Iran, ma era solo un’illusione, visto il potere ebraico sullo scacchiere internazionale. L’euro ha raddoppiato il costo della vita, mantenendo fermi i salari (in pratica ci hanno imposto prezzi tedeschi e salari italiani). Ora, tutto questo avviene facendo parte del corpo d’élite dell’Unione europea, in quanto paese fondatore. Certo, godiamo di bassi interessi sul debito, grazie all’euro. Ma ricordiamoci che l’Italia è uno dei pochi stati a non aver mai dichiarato il default. Premesso tutto questo, dovremmo ancora essere fessi e dire: meno male che c’è l’Unione europea, meno male che c’è la Nato, meno male che c’è l’euro? Non siamo morti comunisti, non moriremo capitalisti con questi sciacalli e usurai coi guanti di velluto.

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