Ott 10

Unica risposta per il sud non è reddito di cittadinanza ma il lavoro

La manovra economica del governo, così come è stata impostata fino ad oggi non mi convince: l’Italia ha bisogno di investire e di credere in chi produce e in chi lavora; ha bisogno di infrastrutture e di credere nelle sue imprese e difenderle anche dalle acquisizioni estere. Purtroppo però su questi temi nella manovra del governo ci sono molte mancanze ed è per questo che nelle prossime settimane Fratelli d’Italia farà un tour dei distretti industriali del Nord. Ascolteremo e sosterremo le ragioni dei produttori e di chi vorrebbe assumere, combattere la burocrazia, veder mantenuto l’impegno di tagliare le tasse ma che fino ad ora è stato tradito dal lavoro di un governo in cui la linea economica viene dettata dal movimento cinque stelle.

Saremo anche nel Mezzogiorno d’Italia e in Basilicata abbiamo organizzato gli stati generali del sud. Ieri in Parlamento Tria ha detto che per il Mezzogiorno non ci sarà nulla perché c’è già il reddito di cittadinanza. Francamente non penso che l’unica risposta che si possa dare al Sud sia quella di mantenere le persone disoccupate ma che la sfida sia quella di trovar loro un lavoro. E questo non si fa con il reddito di cittadinanza.

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5 comments

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    • Conti Graziella on 10 ottobre 2018 at 13:39
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    Il Governo dice che vuole rendere “felici” gli italiani..mantenendo le promesse.Quali? La riduzione delle accise sulla benzina?la forte riduzione delle tasse? il lavoro che si trova per decreto? anche a questo dobbiamo credere?Comunque parte delle promesse non sono rispettate-il Nord che e’ strapieno di tasse e con il costo della vita alle stelle..deve ancora mantenere il Sud?Prendano esempio dall’America del tanto chiacchierato Trump-con il taglio drastico delle tasse l’America e’ ripartita.Ci avete stancato tutti…

    • Giovanni on 10 ottobre 2018 at 14:10
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    Io vado controcorrente e dico di essere d’accordo sul reddito di cittadinanza se dato a persone alla ricerca di un impiego se hanno perso il lavoro è chiaro che va regolamentato altrimenti creerà solo clientele

    • Franco Cordiale on 10 ottobre 2018 at 14:47
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    Reddito di cittadinanza, in aggiunta al LAVORO IN NERO…E’ estremamente facile e probabile che al sud le cose andranno in questo modo. E forse non solo al sud ! Una faccenda fornire una BASE di RIPARTENZA, affinché le opportunità siano pari per tutti, come giusto, altra questione rischiare di alimentare il PARASSITISMO SOCIALE, finanziato coi soldi di chi le tasse le paga o é comunque costretto a pagarle. E questo giusto NON é !

    • Anteo on 10 ottobre 2018 at 18:01
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    Nessuno ricorda quando negli anni passati il governo ci faceva pagare per mandare i soldi nel mezzogiorno e dato che le cose non migliorarono, qualcuno disse che gli onorevoli che rarappresentavano il sud non distribuiva i tanti milioni che arrivavano e aggiunsero che qualcuno (senza fare il nome) ci aveva aperto una Banca, altrimenti potevano avere gli aratri d’oro, invece che di legno. Poi, tutto è stato messo a tacere.
    Ora, con il reddito di cittadinanza si ripete la pacchia per chi non vorrà lavorare più o continuare a farlo in nero, se non vivere di espedienti. Mi sono rimaste impresse le parole di Vittorio Feltri che gli extracomunitari non hanno la cultura del lavoro e sembra che i Ns meridionali gli somigliano molto, ma nessuno parla mai di tagliare le pensioni di 92000 € mensili a chi non ha pagato i contributi o ne ha pagati pochi. Questo particolare non viene più a galla e si parla solo delle minime a 4500 €, solo a parole perchè di fatto forse non lo ricorderemo, anche se è molto facile ordinare agli uffici addetti di fare questi conti ed elencarli per attuarli subito, se non vogliono incorrere in Omissioni di Atti d’ufficio. Di chi è la colpa?

  1. Rispondo alla signora Graziella Conti.
    Gentile signora, prima di parlare del Sud, si legga il libro “I savoia ed il massacro del SUD”. Se vuole le mando una ricerca storica , praticamente un cronologici, giorno per giorno, delle ruberie, degli stupri e delle vionenze commesse al Sud dalle truppe “unoniste” collaborate anche dagli zuavi.
    La ricerca é stata fatta all’Archivio Storico, Vada a Roma e legga!
    E’ STORIA: E LA STORIA NON SI CAMBIA:!
    Parlo della STORIA VERA, non quella dei tesi scolastici
    Per fare questo paese UNO, LIBERO ed INDIPENDANTE, un mio zio, a 19 anni ha dato la vita. Di lui resta solo un pezzoi di carta con un bel decreto di medaglia al Valor Militare!
    I risultati?Il suo intervento, gentile signora!
    A scanso di equivoci, non sono un borbonico, ma un Repubblicano, Murattiano!

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