Ott 30

Riconoscere espressamente a insegnanti qualifica pubblico ufficiale all’interno degli istituti

Ancora una aggressione ai danni di un’insegnante. Questa volta addirittura una professoressa ferita a sediate dai suoi alunni. Basta con questa deriva e questo lassismo, bisogna riportare autorità e rigore nelle scuole italiane riconoscendo espressamente la qualifica di pubblico ufficiale agli insegnanti all’interno degli istituti scolastici. Una proposta di legge che Fratelli d’Italia sta presentando in Parlamento in queste ore.

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7 comments

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    • Ewa Wojcikowska on 30 ottobre 2018 at 16:59
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    Alla SIGNORA Meloni do tutto il mio appoggio quale insegnante con 25 anni di precariato, passata di ruolo a 60 anni di età, andata in misera pensione fornero a 68 anni. Chi non ha vissuto sulla propria pelle queste umiliazioni non lo può capire e i giovani approfittano per inveire perché sanno che nessuno ci difende.

    • Franco Cordiale on 30 ottobre 2018 at 17:56
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    Signora Meloni. Quante volte ho ribadito la necessità di un MANIFESTO di DESTRA sulla scuola italiana ! Non si tratta di semplici delinquentelli impuniti ! E’ l’intero sistema-scuola, definita “scuola inclusiva” ! Significa in breve:
    1) una generalizzata scuola dell’obbligo,di fatto, dalle elementari ai 19 anni: dentro TUTTI e nessuno “ESCLUSO”, come predicava il famoso, sacro ed inviolabile, Don Milani: selezione uguale “mortalità scolastica” !
    2) La didattica, ma anche le minime pretese educative, si devono ADEGUARE ai capricci del “CLIENTE-UTENTE”: alunni, spesso del tutto inadatti e svogliati verso qualunque disciplina di apprendimento, e genitori di pari livello.
    3) Alla didattica delle materie si viene sostituendo il “PROGETTIFICIO”: importa che il ragazzo/a “partecipi” a questo e a quello, saltando di palo in frasca tra gita, uscita didattica, spettacolo, incontro con l’esperto sedicente…e chi più ne ha…nell’ottica di un supermarket consumistico delle cosiddette “offerte formative” che una pletora di associazioni offre (si fa per dire) per SPARTIRSI I FONDI PUBBLICI ! Al mio liceo centosessantamila euro in un anno. INDOVINATE CHI PAGA ?
    4) La logica che ci stanno imponendo é quella del …tutti bravi, tutti promossi ! Non so però cosa se ne faranno i nostri diplomati di un pezzo di carta che l’Esame di Stato produce automaticamente per il 98% dei candidati.
    5) Questa “buona scuola” preparerà il futuro dei giovani italiani ? Cosa ne pensate ?

    • Alberto Busato on 30 ottobre 2018 at 17:57
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    Ottima e risolutiva idea. Una volta, se ben ricordo, quando c’era l’ordine, era così. Per questa iniziativa vi appoggerò in “ogni occasione”. Andare avanti con assoluta decisione!

    • Ivan G. on 30 ottobre 2018 at 19:24
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    In Italia c’è un’enorme questione scolastica, come analiticamente osserva da tempo il sig. Franco, e c’è un’enorme questione educativa, frutto dello sfacelo della cellula primordiale rappresentata dalla famiglia. Entrambe si intersecano, producendo un fenomenale baratro civile per il presente e per il prossimo futuro. È un costante imbarbarimento della nostra civiltà, che viene da lontano (il ’68 ne è stato il detonatore) e che è stato solleticato dalla politica “accomodante” comunista, cattoprogressista e radical. Servirebbe una sterzata profonda in senso autoritario, ma per far questo bisogna ridare centralità ai concetti di Autorità, disciplina, rigore, ordine, rispetto, ecc….E’ una sfida che richiederà tempo e fatica. È doveroso crederci, per il bene della nostra società.

    • Pino 007 on 31 ottobre 2018 at 00:35
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    Vogliamo tornare agli anni 50? Quando se non facevi quello che era giusto a scuola prendevi due bacchettate sulle mani. Penso proprio di no, ma forse per un certo periodo, tanto per ristabilire l’ordine, non sarebbe una cattiva idea. Ma come la mettiamo con la cattiva educazione nella quale sta crescendo l’attuale gioventu’ ? Eredita’, come accenna il sig. Ivan, di una generazioni 68ttina ??? I genitori di quell’epoca tutti comunisti convinti che misero a ferro e fuoco l’Italia protestando contro chissa ‘cosa, che neanche loro sapevano, ma faceva moda e guai se non partecipavi, venivi etichettato come il classico FASCISTA. Ora purtroppo stiamo raccogliendo i frutti di quel periodo e forse ancora per molti anni, almeno fino a quando non comincera’ ad entrare in quelle zucche vuote un po’ di sale. Me lo auguro, perche’ altrimenti finiremo in una guerra fraticida.

    • Franco Cordiale on 31 ottobre 2018 at 10:51
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    Un manifesto controcorrente sulla scuola, che la fotografi nella sua oggettiva decadenza. Non per gusto masochista, ma per invertire la tendenza. Abbiamo una scuola… Classista alla rovescia, finta amica degli “svantaggiati” ma nei fatti inimicissima di quanti credono nelle capacita’e nei meriti. Si pretende che si adattino al sottosviluppo mentale, alla ignoranza di branco, alle minacce da parte dei peggiori che un becero “don milanismo” porta sugli altari, consacrandoli a vittime del sistema, chissa’ quale, e chiamandoli, poverini, ragazzi in difficoltà”. Esiste uno sguardo finalmente Saggio sul pianeta scuola?

    • Vincenzo on 3 novembre 2018 at 18:05
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    Brava Giorgia, i docenti sono una ricchezza per costruire il futuro dei nostri figli, non possono essere trattati in questo modo.

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