Ott 31

Nessuno ricorda il 4 novembre? Ci pensiamo noi

 
Nessuno ricorda il centenario del 4 Novembre? E allora ci pensiamo noi di Fratelli d’Italia, in Parlamento come nelle piazze, sventolando il Tricolore per celebrare la Vittoria nella Prima Guerra Mondiale. #NonPassaLoStraniero.
 
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9 comments

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    • francesco clausi on 31 ottobre 2018 at 17:00
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    bella la canzone ritornello il piave mormorò non passa lo straniero. al centenario invece: passa lo straniero eccome

    • Corrado Pasetti on 31 ottobre 2018 at 17:13
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    Chi non ricorda il sacrificio che fecero i nostri nonni compreso il mio del quale orgogliosamaente porto il nome Corrado che fu ufficiale del Savoia cavalleria durante la grande guerra , non é degno di dirsi italiano.
    A sprezzo di grandi patimenti combatterono , l’Italia diede 600.000 morti in quel conflitto per darci una Patria degna di essere vissuta e difesa da nemici esterni ed interni.
    Nel loro nome e ricordo dobbiamo sempre ricordarci di chi siamo , da dove veniamo se vogliamo avere un futuro per i nostri figli.
    Ai nostri combattenti della I guerra mondiale , ai tutti i caduti delle nostre guerre
    passate e del più recente presente, giunga là in quell’angolo di Paradiso iove si trovano,l mio più deferente ossequio, a tutti i colleghi che hanno indossato e che indossano orgogliosamente una divisa che siano Forze Armate e Forze dell’Ordine , aggiungendo le famiglie che li aiutano ad affronatre i sacrifci ai quali sono quotidianamente chiamati , và oggi il mio più caloroso abbraccio e affetto .
    Noi non più giovani ma che abbiamo sul petto le medagle al valore , continuremo a batterci e getteremo l’anima oltre l’ostacolo per insegnare e tramandare la nostra storia le nostre tradizioni ai nostri figli , affinché l’Italia possa nuovamente risplendere all’ombra del nostro amato Tricolore e occuppare il posto che la storia le assegnato.
    W l’Italia W le Forze Armate W Le Forze dell’Ordine e permettetemi W I Carabinieri
    Nei Secoli Fedele
    Corrado Pasetti

  1. Bravo sig. Francescp Clausi.lo sartraniero é passato e come! Doman i meto un piccolo tricilore dabanti alla foto di mio zio, che, a 18 anii ha dato la vita per questa italia; cosa resta?
    Un pezzo di carta ingiallit con medaglia al valor militare e tanti bla, bla ,bla!
    VERGOGNA; VERGOGNA; VERGOGNA!

  2. RIPRENDO. arrabbiato come sono e con le lacrime agli occhi, da storico vi dico: ATTENZIONE AI CORSI E RICORSI STORICI, LO DICEVA IL PI§ GRANDE STORICO, G:B. VICO, I PRESUPPOSTI CI SONO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Pino 007 on 1 novembre 2018 at 01:34
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    Meravigliosa questa Giorgia Meloni, non gli si puo’ di certo dire che non e’ ITALIANA. E’ sempre pronta su tutto. Perche’ non c’e’ lei al governo??

    • Bruno on 1 novembre 2018 at 05:15
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    Ma come si fa a non ricordare la fine della 1 guerra mondiale, che mi piace definire: 4 guerra d’indipendenza, in cui persero la vita, immolandosi per la Patria, milioni di italiani e non. Ora apriamo le porte a cani e porci ospitando indiscriminatamente: ladri, assassini, stupratori e delinquenti. Non provono dolore per il sacrificio dei loro nonni. Ingrati e traditori..

    • Ivan G. on 1 novembre 2018 at 20:34
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    Il 4 novembre è la festa nazionale di uno Stato sovrano. Facciamo pressione per reintrodurla come giornata festiva a tutti gli effetti, in sostituzione del 25 aprile. Anche la Lega dovrebbe farsene carico. La sostituzione della festività del 25 aprile avrebbe un valore simbolico enorme per questa repubblica asservita e derisa.

    • Ivan G. on 1 novembre 2018 at 21:05
    • Rispondi

    E aggiungo che da questo anniversario del 4 novembre deve partire la marcia di riconquista della nostra sovranità nazionale, senza tentennamenti né infingimenti, che dovrà portare quanto prima all’abbattimento del catenaccio europeo filo germanico e allo smantellamento della tecnocrazia finanziaria. La Politica si riprenda la sua Dignità!

    • vitaliano.vagni on 2 novembre 2018 at 17:14
    • Rispondi

    LA GUERRA

    Quell’odio fratricida di Caino
    Pose la base per la guerra
    Trasformando l’uomo in assassino
    Mentre sparge sangue in terra

    Desideroso d’essere esaltato
    Non padroneggiò ira e gelosia
    Verso quel suo fratello odiato
    E si trasformò in venefica alchimia

    Le ideologie perverse e immonde
    Ramificate nel pensiero umano
    Come cancrena si diffonde
    Con l’omelia del Clero e del Sovrano

    Per la volontà di non voler amare
    E per l’ingorda avidità umana,
    In terra, in cielo e in mare,
    L’uomo, come una belva, sbrana.

    La Guerra è sempre ingiusta
    Perché non vince chi ha ragione,
    Ma chi rende l’altrui vita angusta
    Con la forza e l’oppressione

    Seguendo la legge del più forte
    E calpestando principi universali
    Dispensa solo sofferenza e morte
    E non rende gli uomini uguali

    L’uomo, esaltando la ragion di stato,
    I miti della razza e pur l’economia,
    È disposto ad essere ammazzato
    In nome di una puerile ideologia

    Chiudono la bocca al Dialogo,
    Sordomuta resta la Diplomazia,
    Corrono a sostener la Guerra
    Lo stratega, la Scienza e la Tecnologia

    Per quella chiamata “Santa”, oppur “Civile”,
    Nonché “d’Indipendenza” o per la “Libertà”
    La Guerra è più sporca di un porcile
    Giustificata sempre da grandi falsità

    Dicendo che col sangue nemico lavano,
    Le Colpe, le Offese e il Disonore,
    Quegli occhi pieni d’odio non vedono
    Il sudiciume di tutto quell’ orrore

    I morti, per scrupolo morale e religioso,
    Con un eufemismo li chiamano: “Caduti”,
    Ma quei morti, per i capricci di un esoso,
    Furono prima ingannati e poi fottuti

    A volte fan più senso i vivi che i morti
    Scarni e con gli occhi volti al vuoto
    Come corpi che dalle tombe son risorti
    Vagando in cerca di un paradiso ignoto

    Al pianto della vedova e del bambino,
    Il milite cerca falsa gioia nel Bordello
    E la prostituta, in cambio del quattrino,
    Vende il suo corpo alla “Carne da macello”.

    Si diffondono mortali malattie veneree
    Disertano il lavoro agreste o di laboratorio
    Il mondo si riempie di lacere miserie
    E si trasforma in un tragico mortorio

    Questo è il sacrificio offerto sull’altare
    Di quell’Iddio che il mito chiamò: Marte
    Per non voler agire con amore,
    Genera distruzione, lacrime e Morte.

    A fine Guerra, chi vinse, i vinti e gli obiettori,
    Contano le vittime che vi han partecipato
    Si chiedono se, da tutti quegli orrori,
    Qualche lezione l’uomo abbia imparato

    Uccidere chi uccide, per dimostrare,
    Che uccidere qualcuno sia sbagliato,
    Rimane assai difficile da spiegare
    Ad un popolo che si stima emancipato

    Assieme ai traumi, rimangono feriti,
    Il fisico, la mente, e pure il cuore
    Col dubbio, che i morti non siano serviti
    A debellar la Guerra, il cui spirito non muore

    Anche se finisse la guerra col nemico,
    Continuerà quella contro se stesso
    Se l’uomo della Vita non è amico
    E non ama gli altri come se stesso

    Al sangue di Abele, che grida ancora,
    S’aggiunge quello con cui scritta fu la Storia
    Di una civiltà che la vita disonora
    Perché si crede superior con la sua Bòria

    L’unica pace che la Guerra abbia portato,
    Sia la guerra di un Regno o di un Impero,
    Oppure quella del Magnate o del Papato,
    È solo la Pace che regna al Cimitero.

    Vitaliano Vagnini

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