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Feb 07

Meloni al Corriere Ferentino: «Rottamazione nel centrodestra: nome per vincere o noi da soli. Qui in Toscana qualcuno si è adagiato sul sistema di potere»

L’intervista di Marzio Fatucchi.

Il centrodestra delle divisioni, accentuate dalla partita del Quirinale e dalla «rottura» da parte dei Forza Italia del Patto del Nazareno, in Toscana cerca un candidato per le regionali di maggio. Altero Matteoli (Fi), sul Corriere Fiorentino di ieri, ha invitato i possibili alleati, soprattutto FdI, ad accettare la candidatura dell’indipendente Giovanni Lamioni, grossetano presidente della Camera di commercio, come anti Rossi. «Fare blocco», il suo appello, per provare a ripetere il risultato del 2000 con lui candidato, un 40% mai ripetuto.

Giorgia Meloni, deputata e presidente di Fratelli d’Italia, accoglie l’invito di Matteoli? «Non si può usare la macchina del tempo. D mondo è cambiato. Riconosco il risultato ottimo di Matteoli alle regionali di 15 anni fa, definito un evento storico per la Toscana. Ma, sarò pure una idealista, il vero risultato storico per il centrodestra in Toscana sarebbe vincere. Questo è il problema che, da sempre, certo centrodestra ha in alcune regioni alle amministrative, a partire dalla vostra. La Toscana non è una regione facile, ma una battaglia si può vincere solo partendo dall’ipotesi che si voglia combatterla davvero».

Ma cosa servirebbe al centrodestra per vincere oggi? «Serve una totale rottura con quello che è stato finora, con un sistema di potere che da sinistra ha occupato tutti gli spazi ma sul quale in parecchi si sono adagiati, non solo a sinistra».

È il leit motif della critica all’attuale vertice di Forza Italia, avanzata negli anni a anche da altri esponenti del centrodestra: ce l’ha con Denis Verdini? «Beh, al di là di riferimenti specifici, alcune cose che accadono a livello nazionale sono nate in Toscana. Non mi dimentico che la legge elettorale con le liste bloccate è nata qua e mi pare che fossero tutti d’accordo. Dobbiamo rompere il sistema di potere di Enrico Rossi in Toscana e di Matteo Renzi in Italia, che sempre più racconta di quanto Renzi sia amico dei poteri forti, degli interessi e dei diritti dei pochi contro quelli dei molti. In Italia come in Europa c’è la possibilità di capire chi ha tradito le aspettative dei cittadini e chi invece vuole rompere gli schemi: anche se vengono dal centrodestra. Per questo abbiamo messo in campo la candidatura di Giovanni Donzelli: se vogliamo discontinuità, va scelto chi ha fatto dav vero opposizione a Renzi e Rossi, e chi li ha messi in difficoltà. Donzelli lo ha fatto assieme al gruppo di Fdi in Regione, è capace, conosciuto. Sarebbe un segnale di rottamazione e cambiamento vero».

Vuoi fare la rottamatrice del centrodestra? «Dobbiamo capire la domanda di cambiamento che arriva dagli italiani e che Renzi tradisce: ci ha proposto un Presidente della Repubblica che faceva il ministro nel governo Goria… Una nuova generazione può segnare la discontinuità. E funziona: è successo in una roccaforte del centrosinistra, Perugia, candidando sindaco un giovanissimo di Forza Italia».

Quindi no a Lamioni, sì a Donzelli. «Mettiamo in campo una candidatura credibile per la sua storia ma anche per la credibilità del partito che lo esprime. Noi abbiamo una classe dirigente: Fdi vanta in Parlamento Achille Totaro, il più presente ed efficace alla Camera alle votazioni e per capacità di fare opposizione. Se ci sono altre candidature sul tavolo, più di rottura, le ascolterò. Ma finora non le ho viste».

Forza Italia potrebbe rispondere: il candidato è nostro, siamo noi il partito più grande, il rapporto di forza è impari con Fdi. «È una logica di egoismo dei partiti che è tipica di chi non vuole vincere. Per vincere si cerca il candidato migliore. Così si fa nelle coalizioni serie: si cerca di battere l’avversario. E il mio obiettivo è battere la sinistra: mi pare a volte non sia l’obiettivo di tutti, qualcuno ci governa pure insieme… Se nei territori vogliamo costruire un’alternativa al renzismo e a Renzi, al “renziero unico”, le regionali sono un’occasione per esperimenti impor tanti. Arroccarsi nella presunzione di partito per dire che “sono il più grande e il candidato tocca a me”, nella logica del partito può funzionare, ma nella logica della politica non funziona e non mi convince. Abbiamo dimostrato che quando ci sono coalizione credibili per battere la sinistra, noi ci siamo».

Se l’appello non fosse accolto, andrete da soli? La legge elettorale toscana è esigente, potreste non entrare in Consiglio regionale… «La legge elettorale toscana è disegnata nell’ottica di escludere chi non ha fatto la legge stessa. Ma sono gli italiani a decidere se un partito è grande e piccolo: non i sondaggi, non la stampa, non i grandi partiti. Nel caso non si trovi un candidato condiviso, andiamo da soli. Se la logica è vincere, ci siamo. Se non c’è quella volontà perché il gioco è quello di non disturbare il can che dorme, a noi non interessa».

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3 comments

    • luigi andreozzi on 7 Feb 2015 at 18:25
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    Ormai sono anziano, sarei meglio vecchio dato che ho ottanta anni, ma desidero la mia conferma alla Sua adesione nell’ascoltare la valutazione alle battaglie nel’affermare la “verità” di ciò che sento ascoltare che condivido! Luigi Andreozzi

  1. ….molto bene,ma soprattutto diffida di chi è presidente di camera di commercio,confindustria e confartigianato,Potrà sembrare un paradosso,ma alcuni di questi personaggi sono fuori dalla realtà.Apa confartigianato di monza per esempio ha gestito talmente bene i propri consorzi che ha messo in difficoltà imprese (che dovrebbe difendere)e banche.Il loro consorzio fidi chiamati SINVEST è stato messo in liquidazione perchè non ha rispettato i parametri imposti dalla banca d’Italia ed ha fatto avere un buco di 45 milioni di euro alle banche.La punizione dei dirigenti di SINVEST che poi sono gli stessi di apa conf,. Monza se la sono cavata con una sanzione.Uno di questi è il pidiessino consigliere regione Lombardia BRAMBILLA ENRICO.

  2. Con lo que si en algún momento llegas a meditar que estas hackeando,
    un auténtico pirata informático te burlase y te llamase lamer.

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