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Lug 21

Col piano Ue sull’immigrazione autorità italiane commissariate sui riconoscimenti

«Credo che tutti gli italiani si stiano chiedendo se davvero si possa vendere come una vittoria la redistribuzione di 35 mila profughi tra Italia e Grecia, a fronte di 170 mila arrivi nel 2014 solo nella nostra nazione e 200 mila arrivi previsti in Italia nel 2015».

Lo ha detto oggi nel corso di “Sky TG24 Pomeriggio” il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

«L’accordo Ue sulla redistribuzione dei migranti dimostra, ancora una volta, due cose importanti: prima di tutto che questa Europa serve a poco, se non a turlupinare agli italiani miliardi di euro per avere in cambio solo norme ridicole, come l’obbligo di produrre i nostri formaggi col latte in polvere. La seconda è che il Governo italiano non riesce a far valere il proprio peso nel rapporto con l’Ue ed è assurdo perché l’Italia è la Nazione che versa più soldi all’Europa in rapporto al proprio Pil – ha spiegato Meloni – Non solo: ieri è accaduta una cosa che considero molta pericolosa. Le autorità Ue ci hanno detto che prenderanno una parte infinitesimale dei migranti che giungono in Italia ma che in cambio saranno loro a fare il riconoscimento di chi arriva nella nostra terra. In altre parole commissarieranno le nostre autorità per evitare che chi arriva qui ma vuole raggiungere Nazioni più ricche, come la Germania, possano farlo. Ci dicono dunque: veniamo noi a fare il riconoscimento, così siamo certi che chi arriva in Italia resti in Italia».

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1 comment

    • Nazzareno on 23 Luglio 2015 at 16:45
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    Come dice Lei: mancano gli attributi. I nostri partner europei (perché ci dobbiamo pensare e considerare inter paris) sarebbero rimasti di stucco se invece di supplicare aiuto avessimo detto “Dateci i soldi che ci pensiamo da soli”, perché è questo quello che avremmo dovuto fare. Invece si è sentito parlare di un piano B (=bufala) che consisteva in definitiva in una strategia elusiva. Siamo uno stato di diritto e se una volta per tutte iniziassimo ad applicare le leggi che già ci sono, allora sì che saremmo temuti e rispettati. Non c’è niente che, “semplicemente” applicando le regole che ci siamo dati, non possa essere affrontato dalle Istituzioni, all’interno delle quali però ci vogliono persone con gli attributi.

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