FdI pronta a denunciare sindaci che si rifiutano di applicare legge

Fratelli d’Italia è pronta a denunciare in procura i sindaci che si rifiutano di applicare la legge e dare piena attuazione al decreto sicurezza. In Italia la legge è uguale per tutti, anche per i sostenitori dell’immigrazione incontrollata.

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6 comments

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    • andrea russo on 4 Gennaio 2019 at 17:12
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    A proposito del sindaco di Palermo., che ha “sospeso” il Decreto Sicurezza dando ordine al suo ufficio anagrafe di “disapplicarne” le disposizioni, perché i Decreto a suo avviso sarebbe “inumano” e “anticostituzionale”, mi sembra – magari sbaglio – che tutti (ed a maggior ragione i pubblici funzionari) siano obbligati ad applicare le leggi ed indiscriminatamente cioè quali che siano le loro opinioni sulla stesse e non quindi SOLTANTO SE….. le ritengano giuste (al riguardo mi consenta una piccola <> culturale : le leggi si chiamano <> non a caso, ma perchè …….. <> cioè <>, non lasciando ai soggetti cui sono rivolte – cioè cittadini e funzionari – la decisione se applicarle o meno).
    E mi pare anche – ma forse ricordo male – che il TU per gli Enti Locali (DLvo 267/2000) dica che il Sindaco – quale ufficiale del governo nel Comune – in materia di ordine e sicurezza debba peraltro nel rispetto delle indicazioni del Ministro dell’Interno, provvedere per l’emanazione degli atti previsti dalle relative leggi : cioè in pratica debba preoccuparsi di far “applicare “ e non di far “disapplicare” le leggi e il Decreto Sicurezza è appunto una Legge dello Stato) .
    Sono confuso. Ma….. mi viene un dubbio : sono confuso io ….oppure invece lo è il sindaco di Palermo ? Non parliamo poi del sindaco di Napoli :.. che ha esordito sull’argomento ì, seguendo a ruota il sindaco di Palermo, esprimendosi – come al solito – in modo addirittura <> (cioè – secondo l’etimologia – …….in modo che non se ne può neanche parlare), tirando fuori per l’occasiona la solita vecchia affermazione barricadèra che lui delle leggi ne fa un’applicazione “costituzionalmente orientata”, il che però – nella sua personale ottica – vuol dire “così come mi va” Ma è vero che prima di fare il Sindaco era un magistrato ? Risulta difficile pensarlo. RUSSO ANDREA

    • Egidio Gesualdi on 4 Gennaio 2019 at 17:22
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    IL Sindaco Orlando pensasse per prima al degrado dei quartieri Palermitani,a De Magistris oltre al degrado dei quartieri vorrei chiedere se è a conoscenza della invasione di formiche ai degenti negli ospedali di Napoli è scaldaloso !!!

    • Franco Cordiale on 4 Gennaio 2019 at 19:20
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    Non credo in alcun modo ad un presunto umanitarismo dei sindaci-Masaniello come De Magistris e Leoluca Orlando, abituati a far convivere i loro cittadini con il pattume delle strade, l’abusivismo di ogni genere, la illegalita’ ad ogni livello. Il pizzo degli estorsori camorristi e mafiosi… Invece con gli immigrati clandestini… Tutti “annema e core”? Dico loro questo: Buffoni, nessuno vi crede!

    • Pino 007 on 5 Gennaio 2019 at 07:51
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    F.d I. pronta a denunciarli……. che perdita di tempo con le leggi e giudici che abbiamo la situazione non si risolverebbe mai. Basterebbe prenderli e sbatterli in galera e buttare la chiave almeno fino a quando non gli suonano piu’ i grilli in testa.

    • Franco on 7 Gennaio 2019 at 20:33
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    La denuncia è poco per questi soggetti anarchici interessati. Occorre provvedere subito ad arrestare questa nuova moda di personaggi della politica che sono rivoluzionari e contra-legem Occorre commissariare i Comuni e chiedere ai Residenti di manifestare contro costoro per chiederne le dimissioni immediate.F.C:

    • andrea russo on 9 Gennaio 2019 at 02:32
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    Cosa fare
    a fronte del fatto che alcuni sindaci hanno dichiarato che non applicheranno il Decreto Sicurezza o che comunque daranno/hanno dato istruzioni ai dipendenti uffici (es anagrafe) di non applicarlo
    Scontato che si tratta di comportamenti sul piano guridico/istituzionale assolutamente folli (con cui la sinistra cerca di recuperare il terreno perduto, attaccando la destra sul terreno dell’immigrazione sul quale conta sul buonismo e sull’ipocrisia dilaganti ben orchestrati dalla Chiesa e dal conformisno dei mass media), si è detto ragionevolmente che occorre una giusta reazione, che potrebbe consistere nel <> quei Sindaci o nel <> quei Comuni.
    Ma è proprio ciò che quei sindaci vogliono, perchè vanno cercando un pretesto formale per poter portare quel decreto alla Corte Costituzionale.
    Ciò in quanto i Sindaci secondo il nostro ordinamento non possono adire – direttamente e senza un motivo cogente che li riguardi personalmente – la Corte Costituzionale, ma possono solo (come qualsiasi soggetto), una volta che vengano colpiti da un provvedimento che appunto li riguardi personalmente (una denuncia, una destituzione, un provvedimento disciplinare, un commissariamento ecc che siano motivati proprio dalla loro iniziativa volta a disapplicare il Decreto Sicurezza), reagire con un ricorso al giudice competente, provocando così – in merito – un giudizio ordinario nel corso del quale possono poi sollevare – davanti al giudice appunto ordinario adito – l’eccezione di incostituzionalità (per cui ci sarebbe un GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA’ IN VIA INCIDENTALE) all’uopo sostenendo presumibilmente la scusante di aver agito per una giustificata reazione (disobbedienza civile) nei confronti di una decreto asserito incostituzionale, per cui sarebbe poi quel giudice ordinario ad adire ufficialmente la Corte Costituzionale appunto sulla incostituzionalità ventilata.
    Pertanto, fare nei confronti di quei sindaci una denuncia penale, un’iniziativa disciplinare, una destituzione, un provvedimento di commissariamento del loro Comune ecc – atti che non finiscono lì, ma, come detto, possono essere tranquillamente contestati in giudizio dai sindaci, che nei siano colpiti, appunto con un ricorso – non sarebbe affatto per quei sindaci ribelli un danno o una punizione tale da metterli a ragione e costringerli a fermarsi, ma sarebbe per loro invece un graditissimo regalo perché gli fornirebbe un utile anzi indispensabile pretesto formale per poter usare contro il Decreto Sicurezza – come visto – l’arma letale di un giudizio di costituzionalità. Il quale di per sé in via generale è di esito sempre incerto, ma in questo caso – tenuto conto dei fortissimi interessi (economico/politici) diffusi che il Decreto Sicurezza va a colpire; del generale buonismo su cui quegli interessi fanno facilmente aggio, del fatto che il buonismo viene continuamente coltivato da tutta la Chiesa Bergoglio in testa, del fatto che la fronda contro il Decreto usa donne incinte, bambini non accompagnati, morti annegati in mare, disagi di ogni genere dei migranti (disagi ben esaltati dai mass media) come armi di irresistibile ricatto morale, nonché fa uso suggestivo ed ipocrita di parole come <> <> <> < <> <>> <> che fanno facile presa sull’opinione pubblica; del fatto che i giudici costituzionali – che dovrebbero poi pronunciarsi sull’eccezione di incostituzionalità del Decreto Sicurezza – non sono esseri extraterrestri che si trovano a giudicare una materia astratta ma membri della cd società civile, per cui – astraendo da ragioni giuri diche – sono portati a condividere quelle suggestioni o peggio hanno timore di negarle ecc – sarebbe di esito molto facilmente sfavorevole per il decreto attaccato.
    Aggiungasi che i possibili provvedimenti reattivi – a parte il fatto che, come detto, innescherebbero ricorsi ordinari, trampolino poi per il pericolosissimo ricorso costituzionale, per cui sarebbero appunto controproducenti – sarebbero peraltro nella fattispecie difficilmente configurabili.
    Infatti, per quanto possa sembrare paradossale, secondo l’ordinamento attuale, sarebbe difficile ricondurre l’attuale ribellione dei sindaci – volta dunque a non applicare una legge – a <>, che potrebbero essere oggetto di <> da parte del governo o dai prefetti o da forze politiche
    In effetti, RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO, INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO ecc sono figure di reati che riguardano il comportamento di funzionari che non eroghino servizi in violazione di una norma che li preveda, mentre in questo caso i comportamenti – che si vorrebbero denunciare come reati – sarebbero quelli di funzionari che eroghino servizi in violazione della norma che invece li nega (il che non rientra nel concetto di quei reati).
    Insomma, la giusta reazione di <> i sindaci ribelli sarebbe in pratica soprattutto controproducente nonché poco attuabile.
    Si può obiettare che non si può impedire in assoluto di far arrivare la questione della costituzionalità del Decreto Sicurezza – come di qualsiasi altra legge – al vaglio della Corte Costituzionale.
    E’ vero .
    Ci sono due possibili strade :
    Una strada sarebbe quella percorribile dai potenziali utenti dei servizi pubblici negati dal Decreto (gli immigrati) : costoro potrebbero richiedere i servizi e, allorchè se li vedessero ovviamente negare, potrebbero chiederli con ricorso ad un qualsiasi giudice ordinario e nel relativo giudizio, una volta che gli si opponesse che è il Decreto a negare loro quei servizi – solleverebbero la questione di costituzionalità sul Decreto e sarebbe il giudice adito a portarla alla Corte Costituzionale (anche così dunque ci sarebbe un GIUDIZIO COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE)
    Un’altra strada sarebbe – come è stato appunto ventilato in questi ultimissimi giorni – quella percorribile dalle REGIONI (che interverrebbero a dar manforte ai Sindaci ribelli, assumendo in proprio la questione della costituzionalità del Decreto) : in effetti, qualche Regione – secondo quanto si è fatto trapelare in una sottile guerra dei nervi – ha fatto sapere che sta preparando appunto un ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Sicurezza (con cui aprirebbe un GIUDIZIO COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE), in cui sosterrebbe che a suo avviso con questo Decreto lo Stato …..avrebbe invaso la sua (regionale) sfera di competenza.
    Tutto vero.
    Ma se è così, perché dobbiamo NOI precedere ed avvantaggiare l’altra parte, aprendo NOI per primi le ostilità, andando NOI a sollevare questioni oggettivamente incerte, difficili da configurare e tali che verrebbero poi puntualmente controdedotte dagli ALTRI in un giudizio costituzionalità, che verrebbe poi “modellato” dagli altri ai nostri danni sulla base di quanto noi siamo andati ad anticipare ?
    Solo per il gusto……..di avergliele cantate ? Ma sapendo che la cosa non finisce lì e cioè col nostro “canto”, perché ci sarà poi il “controcanto” degli altri, che si avvantaggerà enormemente del poter poi condurre la cosa sui binari tracciati in primis proprio da noi !!!
    Non è sempre vero che chi colpisce per primo..…colpisce due volte. In campo giudiziario, è vero il contrario : chi colpisce per primo, è svantaggiato dall’aver dato alla cosa una certa fisionomia alla quale è poi legato fino in fondo, anche se dalle successive controdeduzioni della controparte si dovesse accorgere troppo tardi che ha sbagliato la mira ; mentre l’altra parte – che ha semplicemente lasciato che la prima attaccasse…… per prima – si può avvantaggiare di dover attaccare anzitutto nei limiti già disegnati da chi ha attaccato per prima e poi dal fatto di poter essa spaziare liberamente all’ occasione anche oltre quanto fatto dalla prima.
    Dunque : lasciamo agli altri il compito, la responsabilità, la difficoltà, i rischi ed i limiti di “architettare” – LORO – la questione (da quanto è trapelato, le loro argomentazioni sono….risibili).
    Peraltro nella presente fattispcie, la questione della costituzionalità soffre appunto di una particolarissima e pregiudiziale “difficoltà tecnica” di definirne bene i contorni; difficoltà che – se non ben risolta o comunque secondo come viene risolta – è in condizioni di influire decisamente sull’esito facilmente sfavorevole al Decreto.
    Perché allora dobbiamo andare PROPRIO NOI ad avvantaggiare GLI ALTRI, a togliergli le castagne dal fuoco, a facilitargli il compito prendendoci noi la briga, la fatica, l’incertezza e la responsabilità di andare NOI STESSI a configurare quale è o quale sarebbe la questione di costituzionalità che LORO vorrebbero sollevare ?
    LASCIAMOGLI LA PRIMA MOSSA
    NOI ASPETTIAMO
    NEL FRATTEMPO CI PREPARIAMO, FACCIAMO LE PULCI ALL’AMMINISTRAZIONE DEI COMUNI DEI SINDACI RIBELLI SCOVANDO A FACENDO VALERE TUTTE LE LORO MAGAGNE, AL RIGUARDO NON FACCIAMO SCONTI E PRIGIONIERI. E ….OSTENTIAMO SICUREZZA E TRANQUILLITA’
    IN QUESTO MODO DISORIENTIAMO ANCHE L’AVVERSARIO, CHE IN EFFETTI STA CONDUCENDO UNA GUERRA DEI NERVI (guarda la questione ben orchestrata delle ONG, guarda l’insistenza con cui la Chiesa batte e ribatte sempre sullo stesso tasto non perdendo occasione per farlo e per farci sentire e per far apparire quanto siamo cattivi, guarda ingiurie di ogni tipo da parte di politici, scrittori e personaggi…in cerca di facile notorietà)
    SE FACCIAMO DIVERSAMENTE, SE PERDIAMO LA PAZIENZA, SE RITENIAMO DI DOVER SODDISFARE GLI ELETTORI O L’OPINIONE PUBBLICA, SE TEMIAMO FENOMENI IMITATIVI, SE RITENIAMO A TORTO DI DOVER MOSTRARE I MUSCOLI E QUINDI APRIAMO PER PRIMI FORMALMENTE LE OSTILITA’………………SODDISFIAMO CERTO LA NOSTRA RABBIA, MA CI CONSEGNAMO A LORO, FACENDO SI’ CHE SIANO LORO A CONDURRE IL GIOCO !
    Questa cosa si chiama STRATEGIA , che consiste nel <> quello che ci sembra giusto e che ci soddisfa, ma nel <> quello che – secondo le circostanze – è più utile al risultato finale.
    Lasciano che qualche Sindaco faccia o continui a fare o a minacciare comportamenti eversivi, che conceda o continui a concedere o dichiari di concedere quanto non potrebbe. Pazienza se si perde qualche battaglia o qualche metro di territorio. Importante è la vittoria finale : cercare di assicurare, per quanto spetta a noi, al Decreto sicurezza una navigazione il più possibilmente tranquilla e sicura senza inciampi.
    Ne va del futuro della Destra. In caso di perdita su questo versante, la Destra NON AVRA’ PIU’ FUTURO.
    Abbiamo in mano le carte : giochiamole bene !

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