Giorgia Meloni a «L’Unione Sarda»: «Lavoro, lotta allo spopolamento e continuità territoriale: le priorità di FdI per la Sardegna»

Intervista di Matteo Sau

Giorgia Meloni arriva in Sardegna forte della vittoria in Abruzzo, con il candidato di Fratelli d’Italia e con una certezza: «II centrodestra è ancora maggioranza, ma deve essere rinnovato». Un messaggio agli alleati, ma nessun avviso di sfratto al Governo: «Non sono io a darlo, io preparo l’alternativa». L’auspicio è che il voto dell’Abruzzo «venga confermato anche in Sardegna e che Fratelli d’Italia cresca, visto che è l’unico partito che si è occupato in anticipo dei temi di questa campagna elettorale».

State già bussando a Palazzo Chigi? «Di sicuro c’è voglia di un governo coeso che ha come stella polare un patto con gli elettori e non un contratto».

Nel “suo” nuovo centrodestra c’è anche Forza Italia? «Dipende dalle prossime elezioni europee, perché saranno le più divisive tra noi e loro. Io vado in Europa a cambiare tutto, Forza Italia ha una posizione diversa. Berlusconi si è ricandidato, gli faccio gli auguri e lo ringrazio per la campagna elettorale abruzzese, ma hanno problemi di identità da chiarire».

Il risultato della Sardella potrà essere la fine del governo gialloverde? «Innanzitutto spero che la vittoria arrivi anche nell’Isola. Col Governo non abbiamo avuto una posizione pregiudiziale, ma un’opposizione patriottica. Su alcuni temi come sicurezza e immigrazione c’è stato un importante cambio di passo. Invece, le politiche economiche sono deliranti, faranno perdere posti di lavoro e non risolvono i problemi strutturali».

L’elettorato però non punisce il Governo in loto, perché il gradimento di Salvini è alto. «La Lega continua a salire perché Salvini figura come l’uomo forte del Governo: ha dato il segnale di chiusura dei porti ma ha dovuto cedere sulla materia economica, i cui danni si vedranno fra poco».

Cosa succederà? «Quando i risultati si vedranno, anche la Lega li dovrà giustificare. Queste scelte sono insite in governi di questo tipo, motivo per cui noi non ne facciamo parte. Alla fine qualcosa bisogna cedere».

In Sardegna invece? «La grande sfida è combattere lo spopolamento. Sono qui per parlare di lavoro, infrastrutture, continuità territoriale e tutela di prodotti tipici. Questioni che la sinistra non ha saputo affrontare, mentre noi lo facciamo parlando di quello che abbiamo già fatto».

Può tare qualche esempio? «Penso ai pastori: se il Governo ci avesse ascoltati non saremmo arrivati a questo. Tempo fa abbiamo presentato un ordine del giorno sul prezzo del latte e sulla richiesta di convocazione di un tavolo. Spero inoltre che vada avanti la nostra proposta di zona franca e si lavori per le infrastrutture interne».

In che modo potete incidere sulla coalizione civica e sardista come centrodestra sardo? «Lo abbiamo già fatto con i nostri contenuti. Siamo il partito che si è occupato di più della Sardegna».

Una delle emergenze? «Penso alla sanità. Vogliamo abolire la Asl unica e fa sorridere che lo voglia fare anche il candidato del centro sinistra che, però, nelle liste ha l’assessore alla Sanità».

Due giorni per convincere gli elettori sardi bastano? «Non lo so. Io chiedo il voto a Fratelli d’Italia per quello che abbiamo fatto e per ciò che faremo per la Sardegna».

 

 

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2 comments

    • Gino Cerutti on 17 Febbraio 2019 at 09:22
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    Le esasperate, ma motivate proteste dei pastori e industriali sardi, con tutto quel latte rovesciato sulla strada, fa capire anche ad uno stupido che i lavoratori e i produttori italiani ESISTONO e vorrebbero continuare a lavorare e produrre ! Altro che INVASIONI STRANIERE per rimpiazzare gli italiani che non ci sarebbero e non avrebbero voglia di far niente ! Lascio tali tesi ai SAVIANO e alle BOLDRINI: a chi sogna di mandare alla malora gli italiani stessi, per poi giustificare l’invasione degli immigrati clandestini. Al soldo di ben altra “industria”. Ci siamo capiti !

    • Gino Cerutti on 17 Febbraio 2019 at 09:30
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    Difendere l’interesse nazionale ed insieme le produzioni regionali, con giuste autonomie ed un fisco non oppressivo.. Le produzioni regionali e locali sono la colonna vertebrale di una sana economia nazionale. E del LAVORO ITALIANO, quello dei nostri posti e dei nostri territori.Quello dei prodotti a KM zero. Lo straniero che vuole parteciparvi, entri legalmente e faccia passi di REALE INTEGRAZIONE. Il resto sono solo ciarle, buone per i Saviano, i loro premi e la loro propaganda.

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