Di Maio, in visita Emirati Arabi hai chiesto conto di indagine Onu su rifornimento armi ad Haftar?

Il vice premier Di Maio, in visita agli Emirati Arabi, ha chiesto conto dell’indagine dell’Onu sugli Emirati Arabi sospettati di violare l’embargo sulle armi in Libia e di rifornire di armamenti Haftar, e quindi di alimentare la guerra civile e la pressione migratoria sull’Italia? Oppure è andato a baciare la pantofola a qualche sultano senza preoccuparsi di difendere gli interessi italiani, come un Renzi qualsiasi?

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3 comments

    • Franco Cordiale on 18 Aprile 2019 at 09:56
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    Solo una forza politica che abbia chiaro il concetto di INTERESSE NAZIONALE LEGITTIMO, solo tale forza potrebbe avanzare la richiesta anzidetta. Nell’osceno caos mediorientale, nido di serpenti velenosi pronti a qualunque immondo traffico, bisogna destreggiarsi con le virtù politiche di un Machiavelli: coscienza dei propri giusti interessi e percezione realistica del nemico: chiunque faccia danno al nostro paese e in fondo all’Europa intera. Mi riferisco ai “signori della guerra” come Haftar, ai francesi e agli arabi che li spalleggiano per buttare giù il governo di Tripoli. Ma un…”GIGGINO” DI MAIO che probabilmente ha cercato prima su internet dove siano gli Emirati Arabi e che quanto ad identità, possiede a malapena quella del quartiere dove è nato, dubito assai che abbia posto qualche questione di principio legata ai nostri interessi ! Se poi l’avesse fatto…niente è impossibile a Dio, insegna la Bibbia !

    • Gino Cerutti on 18 Aprile 2019 at 10:10
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    Anche uno stupido capirebbe che l’assalto al governo di Serraj, quello che controlla ancora Tripoli, rientra nel piano generale di DESTABILIZZARE la Libia, scatenando ulteriori ondate migratorie, come avvenuto in Siria. Con un ulteriore aspetto negativo: i “profughi” costituirebbero una unica indistinta categoria, composta da libici, nigeriani, centrafricani, camerunesi, migranti economici finti profughi, delinquenti, trafficanti mafiosi, donne costrette alla prostituzione, immancabili TERRORISTI, i quali abbondano nell’area libica. Sopra questo marasma si leverà immancabile la voce del papa Bergoglio, il quale ci accuserà di essere “indifferenti” di fronte ai “fratelli che scappano”, lamentando la chiusura dei nostri porti, voluta dal ministro Salvini (e da tre quarti degli italiani), quale causa di ogni male. Il “papa francesco” rilancerà la famosa “ACCOGLIENZA”: naturalmente a VATICANO BEN CHIUSO. Ma via, non stiamo lì a guardar tutto !

    • Pino 007 on 20 Aprile 2019 at 03:27
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    Ma costui, Di Maio, prende l’aereo e va dove piu’ gli canta il cervello. Ma non esiste un programma ben preparato di dove e principalmente, chi va in giro a rappresentare l’Italia e con quali motivi? Era necessario che un pincopallino ( in effetti lo e’) parte e cosa gli va raccontare agli arabi che sono 300.000 volte piu’ furbi di Di Maio, sicuramente gia’ se lo sono messo in tasca e lui babbeo sorride contento, e’ questa un’altra cavolata del governo? Certo che un casino cosi’ non lo si vedeva neanche ai tempi prima della legge Merlin.

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