Odio nei suoi confronti è oltraggio alla sua memoria. Il suo amore per l’Italia continua a vivere in noi

Tutto l’odio riversato negli ultimi giorni per Sergio Ramelli, oltre ad essere insensato, è un vero e proprio oltraggio alla sua memoria. Un attacco al ricordo di un ragazzo che fu aggredito vigliaccamente per mano di militanti di Avanguardia Operaia e ammazzato solo per i suoi ideali. Caro Sergio, il tuo amore per l’Italia non lo possono cancellare e quelle idee continuano a vivere in ognuno di noi ieri come oggi. Sempre.

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1 commento

    • Gino Cerutti il 30 Aprile 2019 alle 11:42

    Ribadisco. I cosiddetti martiri di sinistra., tipo Giuliani Carlo, non si toccano! Lanciatori di estintori da 20 chili rubati in testa al carabiniere preso di mira… Ma sono “martiri” se il carabiniere suddetto spara, quasi sicuramente senza mirare. Per non finire come Annarumma, con il cranio sfondato da un tubolare di ferro. In data 19 novembre 1969. Assassino Impunito. Ramelli fu trucidato senza motivo. Odiato dal torbido e vile canagliume che si nasconde dietro le bandiere di estrema sinistra e viene corteggiato nei salotti della borghesia radicale del “politicamente corretto” La zietta sboldrina ed il Piersanti Mozzarella non sapranno neanche chi sia Ramelli. Ovviamente.

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