Iadicicco a L’Opinione: «Giorgia Meloni rappresenta l’anima identitaria e popolare del partito»

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Hobbit di tutto il mondo, unitevi alla Meloni per le sue primarie fantasy


“Pare bbona…” – 
è subito finito su Twitter l’apprezzamento di quel giornalista parlamentare, a Montecitorio, davanti al manifesto di Giorgia Meloni. E subito ha animato il dibattito – a parte lo sproposito cartaceo sui muri di Roma, ecco il punto centrale: Photoshop o buona luce? è lei o non è lei? Sicuro che è lei! L’ex ministro che ha deciso di buttarsi nel mare incerto (mar nero, mar morto, mar rosso che da un momento all’altro potrebbe richiudersi su di lei, facendole fare una fine da biblico esercito del faraone) delle primarie più scalcinate della storia occidentale, ha mandato anche un suo tweet per rivendicare e rilanciare: “Dicono sia una foto taroccata. Ma è una foto fatta durante una premiazione. Per caso: sono così brutta dal vivo?”. C’è chi giura che così è, tanto di presenza tanto di stampa, “ti ho vista dal vivo a Bologna, sei davvero una bella ragazza”, chi l’ha paragonata a Olivia Wilde, articoli dove si assume una posizione, diciamo, centrista, “sebbene sia una piacevole bellezza del tutto suscettibile di svariate opinioni”. Sul sito di Repubblica l’ormai noto suo manifesto viene incoronato quale “poster stile Pulzella d’Orléans” – e in effetti la felice posa e il fortunato scatto visivamente la pongono tra la Milla Jovovich del film di Besson e la Veronica Lake, con ciocca bionda che sfiora le ciglia, di hollywoodiana memoria. Leggi tutto

Sancito fallimento tecnico del governo dei tecnici

L’Ocse sancisce il fallimento tecnico del governo dei tecnici. Nel suo ultimo economic outlook rileva come in Italia si sia verificato nel 2012 il maggior calo di consumi dalla seconda guerra mondiale e prevede per i prossimi anni una contrazione del Pil addirittura maggiore rispetto alle attese, che causerà un grave peggioramento del debito pubblico e un tragico aumento dei livelli di disoccupazione. Continuando su questa strada al governo Monti non resterà che introdurre anche una tassa sulla povertà. Non sappiamo più come ripetere che l’unica via per uscire dalla crisi e mettere ordine nei conti pubblici è una politica volta alla crescita economica. È tempo di ridare voce ai cittadini e mettere fine a questa catastrofica esperienza di Governo.

Non c'è riduzione del debito senza politiche per la crescita

Continuo a trovarmi in disaccordo con la ricetta più tasse meno spesa del governo Monti, che oggi con le sue parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha di fatto illustrato. Non può esserci, infatti, alcuna riduzione del debito pubblico senza crescita economica e pensare di poter mettere ordine nei conti pubblici e abbattere il debito senza una strategia di rilancio dell’economica è un grave errore. Sono fermamente convinta che la strada vincente sia ancora quella indicata dal centrodestra: taglio della spesa pubblica improduttiva, indietreggiamento dello Stato dall’economia, investimento sulle grandi opere e infrastrutture ma soprattutto la liberazione delle energie private della Nazione tramite la riduzione della pressione fiscale e la semplificazione delle procedure burocratiche.