Il voto ideologico di governo e maggioranza contro la mozione FdI-An sulla cristianofobia è il sintomo di arretratezza culturale

È un sintomo di arretratezza e strabismo culturale il voto ideologico di governo e maggioranza contro la mozione di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale sui cristiani perseguitati nel mondo. Ogni anno tra i 100mila e i 160mila cristiani vengono uccisi per il loro credo religioso e di fronte a questi dati ogni nazione che si definisca civile ha il dovere di intraprendere iniziative per tutelare il diritto di professare il proprio culto e per garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali. Combattere la “cristianofobia”, fenomeno che esiste ed è diffuso anche se alla sinistra questo termine non piace, è necessario. Ma la proposta sull’interruzione di relazioni e scambi commerciali con tutti quegli Stati che non riconoscono o impediscono la libertà religiosa è stata bocciata. Del resto che la visione di solidarietà e diritti della maggioranza fosse alquanto bizzarra lo avevamo capito dalle scelte fatte per affrontare l’emergenza immigrazione: con ‘mare nostrum’ hanno fatto la gioia degli scafisti e con l’abolizione del reato di immigrazione clandestina hanno consegnato nelle mani della criminalità organizzata migliaia di persone che sopravvivono ai viaggi della morte. E per fortuna che la formazione culturale di Renzi è democristiana: non osiamo pensare cosa sarebbe successo se il segretario del Pd avesse frequentato le sezioni del PCI con le dispense sull’ateismo dei dittatori comunisti sovietici. Magari oggi avremmo stretto un bel gemellaggio con la Nigeria, tra gli Stati più feroci contro i cristiani.

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Buon lavoro a Matteo Renzi ma non citare i marò rende deludente il suo esordio da presidente dell’Ue

A Matteo Renzi i migliori auguri di buon lavoro. Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale auspica che questo semestre di presidenza Ue sia l’occasione per riaffermare la dignità e la sovranità dell’Italia in Europa e per rimettere al centro dell’azione politica dell’Unione gli interessi dei popoli e delle nazioni. Tuttavia se il buongiorno si vede dal mattino ci lascia perplessi sentir dire a Renzi che siamo “felici e orgogliosi perché diamo di più di quello che prendiamo” e che in Europa l’Italia “viene per dare e non per chiedere”. Evidentemente Renzi dimentica che negli ultimi anni l’Italia ha trasferito all’Ue 159 miliardi e ne ha ripresi appena 104, regalando letteralmente 55 miliardi. Soldi ai quali si aggiungono i 60 miliardi di euro l’anno che dovremo versare per il fiscal compact e il fondo salva-stati e i milioni per fronteggiare l’emergenza immigrazione che sono completamente a carico degli italiani. Con tutta la fantasia possibile non riusciamo a immaginare cos’altro possa dare l’Italia. Siamo totalmente sconcertati, invece, di fronte al premier Italiano che nel suo primo discorso da presidente dell’Ue invoca la reazione dell’Europa per tutte le ingiustizie del mondo, salvo per quella che viene perpetrata nei confronti dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, illecitamente trattenuti in India da due anni in piena violazione del diritto internazionale. Qualunque presidente di uno Stato sovrano, vittima di una tale ingiustizia, avrebbe alzato la voce di fronte a una Ue che si è girata dall’altra parte. Così non ha fatto Renzi che dimostra la sua subalternità psicologica nei confronti delle istituzioni europee. E questo rende il suo esordio deludente.

Gioia Tauro e l’Italia che fa solo l’interesse degli altri

Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale ha presentato diverse interrogazioni parlamentari per sapere perché il governo abbia messo a disposizione volontariamente – e senza consultare le Istituzioni locali – il porto di Gioia Tauro per il trasbordo delle armi chimiche siriane. Non abbiamo mai ricevuto risposta, così come non c’è stata data alcuna comunicazione sulle misure messe in campo per garantire la piena sicurezza dei cittadini ed evitare qualunque imprevedibile danno ambientale legato a questa operazione.

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Che fine ha fatto la rivoluzione in Europa?

Martin Schulz confermato presidente del Parlamento Ue e Juncker, bandierina della Merkel, alla guida della Commissione Ue: eccola la grande rivoluzione che ci avevano promesso a parole PD, FI e NCD. In campagna elettorale ci guardavano come marziani perché sostenevamo che in Europa non c’è bipolarismo tra PPE e PSE che votano insieme il 90% dei provvedimenti e sono responsabili delle peggiori politiche condotto fin qui dalle istituzioni europee. Ci davano dei populisti quando sostenevamo che votando questi partiti sarebbe cambiato nulla perché il compito di PPE e PSE non è costruire un’Europa di popoli liberi ma mantenere al vertice delle principali Istituzioni europee un’oligarchia a trazione tedesca gradita ai poteri forti, alla grande finanza, alle lobby, alle consorterie, alle banche.

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