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Feb 28

Meloni a “Il Messaggero”: il mio obiettivo è essere la prima donna premier d’Italia

 

 

 

 

Intervista di Mario Ajello

Alla fine, onorevole Meloni, la manifestazione con Salvini e Berlusconi si farà. Soddisfatta? «Io mi sono battuta da sempre per dare questo tipo di segnale unitario. E ora sono felice che gli alleati abbiamo accolto il mio appello. L’adesione nostra e di Berlusconi all’iniziativa prevista dalla Lega Nord a Roma non ci sembrava la strada giusta. E così, sempre a Roma, domani, faremo una cosa tutti insieme. È molto importante, considerando anche le regionali nel Lazio, che ci sia un momento comune di tutto il centrodestra. I continui distinguo tra alleati rischiavano di confondere i nostri elettori».

Intanto, lei oggi è da Vicktor Orbán, a Budapest. È quella destra ungherese durissima contro gli immigrati la vostra prediletta? «Mi interessa ciò che sta accadendo nell’Europa dell’Est. Dove c’è il gruppo di Visegrad, che si sta occupando di difendere i confini europei dal l’immigrazione incontrollata, difende l’economia reale dalla grande speculazione finanziaria che imperversa a Bruxelles e si batte per bloccare il processo di islamizzazione che investe il nostro continente».

Lo sa che tutto ciò alla Ue non piace? Volete già attizzare polemiche? «Io so che l’Italia, se vinciamo noi, dovrà dialogare con il gruppo di Visegrad piuttosto che con l’asse franco-tedesco che comanda ora a Bruxelles».

Lei sarà certamente ministra, se vince il centrodestra. Meglio in un governo Salvini o in un governo Tajani? «E una domanda che considero un affronto. Il mio obiettivo è portare Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Sarei la prima donna premier della storia italiana. Ci crede il Guardian in questa possibilità, a maggior ragione dovrebbe crederci la stampa italiana».

Come mai, al contrario di altri, lei non annuncia nomi di ministri? «Io annuncio nomi di ministeri. Ce ne saranno tre nuovi. Quello della Giustizia sociale. Ci sono le pensioni d’oro da tagliare, e le pensioni di invalidità che noi nel primo consiglio dei ministri raddoppieremo. Altro ministero: quello del Turismo e del Made in Italy. Ancora: il ministero del Lavoro diventerà del Lavoro e delle Professioni. I lavoratori autonomi sono trattati come figli di un Dio minore, perché non iscritti al sindacato».

La destra è storicamente per l’unità nazionale. Non è un’abiura la conversione al federalismo di tipo leghista? «Il problema del federalismo è quando manca una regia forte dello Stato centrale. Noi invece siamo tutti d’accordo nel volerlo rafforzare con il presidenzialismo».

È gelosa del fatto che il tema della sicurezza e della lotta all’immigrazione le è stato rubato da Salvini e da Berlusconi? «Sono contenta che in questa campagna elettorale siano diventati tutti meloniani. Minniti dice le cose che io dicevo tre anni fa. Di Maio è riuscito a dire: prima gli italiani. Proprio lui, e i 5Stelle, che sono stati i più rigidi nel bocciare la nostra proposta parlamentare che chiedeva di non spendere per un immigrato più di quanto si spende per un pensionato sociale. Perché questo, secondo lo Stato, può campare con appena 480 euro al mese, mentre agli immigrati vengono dati quasi 1.200 euro a testa?».

Sta dicendo che sono sfacciati? «Come minimo. Dicono che vogliono rafforzare polizia e carabinieri ma hanno votato il reato di tortura. Prevede 15 anni di galera per un agente colpevole di “minacce psichiche”. Se dici una parolaccia a uno mentre lo arresti, in prigione ci finisci tu».

Se non vincete, Berlusconi farà i suoi giochi trasversali. E voi restate al palo? «Noi siamo, in questo caso, per il ritorno alle urne. E siamo gli unici che hanno fatto firmare pubblicamente ai nostri candidati un patto anti-tradimento del voto popolare. Quindi chi vuole che il proprio voto sia rispettato può affidarsi a Fratelli d’Italia».

Se il centrodestra fa flop Forza Italia potrebbe andare con il Pd e la Lega con i 5Stelle. E voi? «Rimaniamo a presidiare il centrodestra. Sempre e per sempre, dalla stessa parte ci troverai».

Si è messa a citare la canzone di De Gregori, che è di sinistra? «Sono una ragazza di vedute aperte. Mi piace anche Guccini».

E le privatizzazioni le piacciono? Berlusconi è per un piano di liberalizzazioni, mentre Salvini le osteggia. «Io non ho pregiudizi. Se ci sono settori che possono migliorare tramite un passo indietro dello Stato, le privatizzazioni vanno favorite».

Vale anche per i mezzi pubblici romani, per l’Atac? «Preferirei che il trasporto romano restasse pubblico. Ma certo, visti i risultati e come è stato gestito il trasporto, anche dall’attuale amministrazione…».

A proposito di Roma, e del Lazio, il candidato governatore del centrodestra, Stefano Parisi, è piuttosto indietro rispetto a Zingaretti. Vero? «Il nostro candidato presidente sta crescendo molto. Può darci sorprese. Ha la serietà e la competenza adatte, per rispondere all’incapacità dei 5Stelle e all’inconcludenza di Zingaretti. Non si è capito perché, se la gente vuole mandare a casa la sinistra a livello nazionale, dovrebbe tenerla a livello regionale. Mi aspetto sorprese».

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2 comments

  1. Giorgia lei deve fare una cosa è per noi ma anche per lei ed i suoi figli, e per farsi amare dagli italiani, la sanità gratis tutti debbono poter curarsi, la casa il lavoro, von queste tre cose, la nostra Italia risorge.lo farà?

    • emanuel tribbia on 2 Mar 2018 at 12:46
    • Rispondi

    I vertici del potere sono ben gestiti quando chi li ha raggiunti domina sui vizi più che sui fratelli – San Gregorio Magno

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