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Mag 25

Corriere, intervista focus a Giorgia Meloni su cultura

sette5Politiche culturali pubbliche: mostre e altre iniziative temporanee in musei e aree archeologiche di competenza del Comune. Roma Capitale riprenderà a produrre in proprio politiche culturali tutte sue? O si limiterà a “ospitare” soggetti privati? Non reputo un dato negativo il coinvolgimento dei privati. Detto questo, il Comune produce già mostre assumendosi il rischio d’impresa, ma questo sforzo va intensificato per diventare capofila di progetti internazionali. La priorità sarà ideare e allestire mostre con l’immenso patrimonio “nascosto” nei depositi, per esporlo non solo nelle periferie ma anche all’estero, con una politica di scambio dei capolavori con i grandi musei internazionali. I nostri musei saranno il centro di elaborazione di una nuova strategia culturale. Il Teatro Stabile di Roma e il Teatro dell’Opera di Roma assorbono gran parte dei finanziamenti per lo spettacolo dal vivo del Campidoglio. Prevedete di aiutare anche le realtà culturali più piccole? Rivedremo la governance e i bilanci sia del Teatro di Roma sia del Teatro dell’Opera, con bandi aperti al migliore management italiano o valorizzando gli interni. Per i teatri è necessario ristudiare i bandi, finanziati anche con fondi privati, che permettano una programmazione a lungo termine. Va rivista la TARI per le sale: oggi è iniqua perché calcolata sulla metratura, non sulla base dei rifiuti prodotti. Serve sostenere la comunicazione e la rete dei piccoli e grandi teatri, favorendo la diversificazione dell’offerta. Teatro Valle, Estate Romana e Festa del Cinema: quale futuro? Il Valle è stato liberato grazie alle nostre denunce e avrà una direzione tramite bando: sarà programmato in armonia con l’Argentina, che tornerà a essere il Teatro nazionale, e col Teatro India, ospitando la nuova drammaturgia e una scuola per la Commedia dell’Arte. Va ridefinita l’identità della Festa del Cinema come rassegna internazionale del cinema italiano. Voglio far rinascere l’Estate romana, tutelando manifestazioni storiche e assegnando i luoghi per più anni, in modo da attirare fondi privati.

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