Giorgia Meloni a «La Verità»: «L’urgenza assoluta è dare liquidità a famiglie e imprese»

L’intervista di Sarina Biraghi

Come sta in questa quarantena? «Mi manca il contatto con le persone. Soffro come tutti nel vedere la mia Patria ferita e cerco di aiutarla a rialzarsi. Passo le giornate ascoltando le tante sollecitazioni che ci arrivano dagli operatori sanitari e dalle famiglie, dai lavoratori e dalle imprese. E poi cerchiamo di portare proposte credibili a ehi le deve attuare». Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, come tutti gli italiani è a casa ma continua a lavorare a ritmi serrati. E la sua Ginevra? «È uno dei pochi aspetti positivi di questa situazione drammatica. Lei è ancora troppo piccola per capire e allora si gode la mamma come mai prima d’ora».

L’Italia è un esempio in questa emergenza sanitaria? «Lo è per l’eroismo quotidiano degli operatori sanitari che si stanno prodigando da settimane allo stremo per salvare vite, spesso abbandonati e poco equipaggiati. Abbiamo il record mondiale di vittime accertate e la sensazione purtroppo è che ce ne siano molte altre fuori dalla contabilità ufficiale. E siamo in forte ritardo con le risposte alla crisi economica».

C’è stata sottovalutazione del virus? «La sinistra ha detto per settimane che il vero virus era il razzismo. Lo hanno fatto anche con me quando, con i governatori del Nord, chiedevo la quarantena per chi rientrava dalla Cina. E Intanto andavano in giro ad abbracciare i cinesi come se qualcuno di noi ce l’avesse con i cinesi. In Italia la sinistra ormai è obnubilata dal furore ideologico».

Applausi ai medici, e alla gestione dell’epidemia? «I conti veri li faremo alla fine e gli italiani giudicheranno. Ma c’è una cosa che nessuno mi toglierà mai dalla testa. Il 31 gennaio Conte proclama lo stato di emergenza. Da lì a quando esplode il focolaio di Codogno passano 3 settimane in cui si sarebbe potuta preparare la macchina sanitaria al meglio, reperire le mascherine, comprare i respiratori e aumentare i posti in terapia intensiva. Si sarebbero salvate migliaia di vite. Perché nessuno lo ha fatto? Poi ci si è messo il caos comunicativo del governo».

Informazioni poco chiare? «Assolutamente sì. Questa ansia di comunicazione del premier e di alcuni ministri, il tenere tutti continuamente con il fiato sospeso in attesa di dirette Facebook surreali. E poi dover aspettare giorni per leggere i provvedimenti annunciati in piena notte. Questo ha creato preoccupazione e comportamenti dannosi come l’esodo verso Sud».

Lei aveva chiesto un commissario unico. «E con pieni poteri per non doversi confrontarsi con il consenso elettorale. Questo avrebbe potuto rendere efficace la linea di comando, chiara e stringata la comunicazione ai cittadini e più collaborativo il rapporto con le Regioni. Invece la sensazione è che Conte non abbia scelto questa strada proprio per non essere oscurato e costruirsi una legittimazione popolare che non ha».

Pd, M5S e IV vogliono la rinazionalizzazione della sanità. «Mi pare assurdo parlarne ora. Penso che chi lo propone voglia scaricare sulle Regioni, agli occhi dell’opinione pubblica, falle che invece molto spesso sono proprio del sistema nazionale. È propaganda: ricordiamoci che per attaccare i governatori di centrodestra Conte ha trasmesso al mondo l’idea che siamo noi gli untori del pianeta. Ora è il momento della massima collaborazione istituzionale e ai tanti amministratori regionali in prima linea va il nostro grazie».

Voi dell’opposizione non potevate dare una mano da subito? «Abbiamo sempre avuto un atteggiamento di estrema responsabilità: non so se sarebbe accaduto a parti invertite. Proponevamo il lockdown due settimane prima che avvenisse, chiedevamo di spendere subito almeno 30 miliardi quando il governo parlava di 3,5 miliardi, abbiamo depositato un mese fa la norma sul golden power che Conte vuole fare nei prossimi giorni, abbiamo proposto di bloccare le vendite allo scoperto in borsa 5 giorni prima: molti risparmiatori avrebbero evitato forti perdite. Tre settimane fa proponevamo sui fondi europei quello che è stato deciso venerdì. Cos’altro potevamo fare?».

Conte ha detto che le vostre proposte sono strumentali e irrealizzabili… «Mi è dispiaciuto ascoltare quelle parole: poche ore prima Conte ci aveva ringraziato per la serietà delle nostre proposte. Noto una concezione un po’ distorta della collaborazione istituzionale: tu gli porti le tue proposte e loro le ignorano, poi decidono per conto loro, al massimo ti concedono un’informativa e se osi criticarli sei un irresponsabile. Comunque, non voglio alimentare polemiche: noi ci siamo, mi auguro che cambino atteggiamento».

Basterà il decreto “Cura Italia”? «È del tutto insufficiente. Lo sanno anche loro perché, come e più di noi, hanno ricevuto le rimostranze di lutti i settori economici. A una crisi senza precedenti si risponde con misure senza precedenti, non ci si può limitare ai cerotti. Stiamo lavorando per migliorarlo con tante proposte concrete e ancora di più faremo sul decreto di aprile, sperando che il governo ci ascolti».

Le sue priorità? «L’urgenza assoluta è dare liquidità a famiglie e imprese. Per questo abbiamo chiesto di dare 1.000 euro subito e sul conto corrente a tutti quelli che sono in condizioni di bisogno, in attesa di sapere quando verranno versate la cassa integrazione e l’indennità per gli autonomi. Ma abbiamo chiesto anche linee di credito per le aziende vincolate al pagamento di stipendi e fornitori. A questo si aggiunge la necessità di liberare tutte le energie dalla burocrazia: via Isa, fattura elettronica, scontrino fiscale, tetto al contante, selva di adempimenti a cui ora le aziende non possono far fronte. Abbiamo chiesto voucher lavoro liberi in tutti i settori, in particolare in agricoltura, sospensione del decreto Dignità per rendere più facile assumere, eliminazione dell’obbligo di contrattazione sindacale per l’accesso alla cassa integrazione durante l’emergenza e divieto per i sindacati di chiedere qualsiasi onere o quota associativa per la Cig, abolizione almeno per il 2020 del minimo contributivo Inps per artigiani e commercianti; sospensione degli affitti delle case popolari per chi ha perso la sua fonte di reddito. E poi vorremmo che venisse presa in considerazione la proposta di Tremonti: una emissione straordinaria di titoli di stato a lunghissima scadenza, a rendimento costante e a zero tasse, per chiamare gli italiani a ricomprarsi il nostro debito e pagarci la ricostruzione. Senza Troika e senza patrimoniali».

L’Ue sopravviverà al Covid? «Se continua così la vedo male. Si sono mossi talmente tardi e talmente male che Ursula von der Leyen da giorni imperversa sui nostri giornali per scusarsi e raccontarci che ora l’Europa ci è amica. Io però non dimentico che quando l’Italia chiedeva mascherine e respiratori Germania e Francia ne bloccavano le esportazioni. Non dimentico i nostri Tir bloccati alle frontiere e i supermercati stranieri chiedere ai nostri produttori le certificazioni virus free. Soprattutto non dimentico le dichiarazioni di Christine Lagarde che hanno sprofondato la Borsa a -17% e il tentativo di imporci il nuovo Mes mentre noi contavamo i morti in corsia. Poi l’epidemia ha colpito Francia e Germania e guarda caso l’atteggiamento è cambiato: la Bce si è impegnata ad acquistare titoli e il patto di stabilità è stato sospeso. Ora però, di fronte al muro di Germania e Olanda sugli eurobond, ci dicono che la risposta è una specie di mini-Mes: in pratica per avere in prestito 36 miliardi, che poi sarebbero 22 perché 14 al Mes li abbiamo dati noi, dovremmo accettare le solite condizioni capestro stile Grecia. Una follia. Chi lo firma è complice».

È il solito rigore miope del Nord Europa o c’è qualcosa di più preoccupante? «Mi sono convinta che ci sia un disegno chiaro in alcuni ambienti economici in giro per il mondo, anche in Europa e specificatamente in Germania, dove Commerzbank ha invitato i risparmiatori a vendere i Btp perché sarebbero diventati titoli spazzatura. L’Italia è ancora una grande Nazione manifatturiera e un’Italia indebolita è una preda ambita, Per questo siamo stati i primi a chiedere al governo di estendere il golden power per difendere le nostre aziende».

L’immagine più bella e quella più brutta che resteranno nei suoi ricordi. «La più brutta quella delle bare portate via dal cimitero di Bergamo dai mezzi del nostro Esercito. Di belle ce ne sono tante: dalle fabbriche che si riconvertono per produrre mascherine ai tanti gesti di solidarietà. Ne voglio scegliere due: il Papa che prega sotto la pioggia in una San Pietro deserta ma capace di parlare al mondo e l’esempio straordinario di un ospedale costruito in pochi giorni alla Fiera di Milano. Fede e operosità ci aiuteranno a costruire la pagina più bella, quella della ricostruzione».

Molti dicono che finita la pandemia sarà tutto diverso. «Lo penso anch’io. Questa crisi ha fatto vacillare alcuni totem del globalismo. Torneranno identità, valori, nazioni. E dovremo ragionare su un nuovo modello industriale, che ci consenta anche l’autosufficienza in alcuni settori nevralgici. È un tema enorme ma siamo noi i più pronti ad affrontarlo». 

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8 commenti

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    • Giuseppe il 6 Aprile 2020 alle 13:10

    TRANQUILLA ON. MELONI. DOPO LA PANDEMIA, PER NOI CAMBIERÀ TUTTO SÌ, MA IN PEGGIO PER NOI. SAREMO LA SECONDA NAZIONE TOTALMENTE SCHIAVA DELLA TROIKA, DOPO LA GRECIA. IL MES VERRÀ FIRMATO E SAREMO PROPRIETÀ ALTRUI. È FINITA!!!!!

    • Elner il 6 Aprile 2020 alle 13:15

    Europa, non sopravvivera’.
    Ne sia certa.

    • ciaffoloni maria letizia il 6 Aprile 2020 alle 13:51

    Il vero corona virus dell’Italia sono i burocrati , gli avvocati e la magistratura. Da quando la maggioranza dei parlamentari sono avvocati in Italia non esiste la giustizia ed il 90% delle leggi sono illegittime in quanto violano la Costituzione. tutte le leggui sono state emanate con testi che servono solo per incardinare una causa e il sistema giudiziario italiano è stato strutturato in maniera che le cause durato 100 anni e sempre chi ha ragione è soccombente in quanto hanno costruito una ragnatela tra i vari gradi di giudizio per cui si mettono d’accordo , senza considerare i fatti e le leggi, chi deve vincere e chi no all’inizio e si spartiscono il bottino. Quando un giudice afferma che il comune che invia le copie delle planimetrie agli enti preposti ai controlli difformi da quelle depositate nel comune (se si chiamano copie) per non far rilevare gli abusi edilizi non costituisce abuso di potere, omissioni di atti d’ufficio, interessi privati in pubblico ufficio e quant’altro ed al suddito che a seguito di ciò ha avuto la distruzione della propria abitazione e che si è permesso di fare una denuncia viene risposto ” si dispone l’ archiviazione della pratica perché il fatto non sussiste ma è solo un banale litigio tra vicini” c’è poco da sperare. quando un giudice stabilisce che indicare significa motivare non ci sono speranze. Questo sistema ha ucciso gli onesti per cui dopo non cambierò nulla anzi i cittadini che la costituzione definisce soprani saranno passati da sudditi a schiavi.

    • Patrizia Micheli il 6 Aprile 2020 alle 14:09

    Sei sempre la persona equilibra che sei

      • Giovanni il 6 Aprile 2020 alle 17:33

      In una situazione come questa come fai sbagli.

    • Nicola Migliorini il 6 Aprile 2020 alle 15:44

    Grande intervista, non avrebbe potuto essere migliore! Mi sarebbe piaciuto essere io ad intervistarla comunque ottima davvero, rispecchia anche il mio pensiero.

    • Alfredo Pulicani il 7 Aprile 2020 alle 18:04

    On. Meloni le ho già scritto qualche settimana fa. Per portare la sua attenzione sulla piaga delle case vendute all asta. E una piaga per migliaia di famiglie che finiscono per strada senza alcun aiuto adesso pi le cose peggiorano ancora di più con questa crisi epocale. Già si parlava a di oltre 2.000.000 di immobili che andranno all’asta nei prossimi 6 Anni. Bisogna proteggere queste che sono tutte per l 80%prime case la prima casa non si tocca rischiamo veramente una rivolta sociale grazie onorevole meloni Alfredo suo elettore da semptr

    • Sandro il 7 Aprile 2020 alle 20:08

    Stampiamo la lira ad uso interno e sgusciasmo dalla trappola tedesca

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