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Lug 27

Meloni a Il Fatto Quotidiano: «Renzi più spregiudicato di Berlusconi»

L’intervista di Gianluca Roselli.

«Io non voglio morire renziana. Ma non si può rimettere in piedi un’alleanza politica polverizzata». Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, accoglie con una certa freddezza la lettera spedita a mezzo stampa, sul Giornale, ieri da Silvio Berlusconi, che ha teso la mano alle forze un tempo unite sotto la bandiera del Pdl.

Dunque, anche lei, come Alfano, guarda con diffidenza all’invito di Berlusconi? «Condivido i motivi dell’appello dell’ex premier, ma una nuova coalizione deve essere completamente diversa rispetto al passato. Berlusconi può giocare la partita, ma non può essere la punta. Il centrodestra non va ricostruito, ma rifondato. Ci vuole uno shock».

Addirittura. Ovvero? «Le primarie sarebbero un bei segnale di discontinuità».

E invece l’ex Cavaliere non ne parla. Oggi andate in ordine sparso. «Ncd al governo, noi all’opposizione, Forza Italia a metà…».

Rischiate di far venire il mal di testa agli elettori. «Per questo con le primarie non dovremo scegliere solo la leadership, ma anche i contenuti. Berlusconi si è tenuto sul vago. Noi siamo disponibili a discutere nel merito, ma senza operazioni a tavolino».

Intanto l’Ncd esplode. «Non deve essere facile stare al governo con Renzi e allo stesso tempo rivendicare il proprio spazio nel centrodestra».

Anche Berlusconi appoggia Renzi sulle riforme…«Questa scelta va contro tutta la sua storia politica. Come fa uno che è stato l’uomo contro i poteri forti ad appoggiare una riforma che comprime in maniera così drastica il diritto di scelta dei cittadini? Berlusconi, come al solito, sta facendo prevalere la tattica sulla politica: sta con Renzi perché altrimenti è ininfluente».

Non salva niente della riforma costituzionale? «I deputati sono eletti dalle segreteria dei partiti. I senatori non sono eletti, ma hanno l’immunità. Manca solo lo ius primae noctis. Viene alzato il numero di firme per referendum e leggi di iniziativa popolare. Poi è stato tolto il finanziamento pubblico, lasciando i partiti nelle mani di finanziatori e lobby. Cosa dovrei salvare? Quello di Renzi è un disegno allergico alla democrazia».

Come sarebbe una riforma targata Meloni? «Abolizione del Senato, presidenzialismo, legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza e preferenze».

Giovedì avete marciato sul Colle anche voi. «La riforma di Renzi toglie agli italiani potere di scelta. E il tutto avviene con l’avallo di Napolitano che, con i suoi interventi, sta andando oltre le sue prerogative costituzionali».

Meloni, si metta il cuore in pace: il successore di Berlusconi è Renzi. «I due hanno molti tratti in comune, dalla capacità di comunicazione al parlare direttamente alla gente. Renzi, però, è più spregiudicato. Si fa meno problemi. Basta vedere la mancetta elettorale degli 80 euro. O la tranquillità con cui fa quelle figuracce in inglese».

Secondo lei è un bluff? «Se lo è, temo che gli italiani se ne accorgeremo troppo tardi».

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2 comments

  1. c’era una volta un presidente che era sceso in politica con tante promesse al popolo italiano, che avrebbe difeso la libertà, che si sarebbe curato degli anziani, che avebbe trovato un milioni di posti di lavoro, che voleva la famiglia tradizionale, che voleva premiare chi lavorava e si sacrificava, ma il diavolo gli scatenò intorno non uno, ma tanti serpenti che lo tentarono, con belle donne, ma anche con minacce e il povero presidente incominciò a non ricordare più perchè si era messo in politica, dimenticò le vecchiette, dimenticò di premiare chi lavorava sodo, dimenticò di discutere coi suoi in maniera democratica quando qualcuno non la pensava come lui, l’unica cosa di cui si preoccupava era sè stesso, sostenne un governo che perseguitava gli italiani con tasse esose e redditometro e i suoi per dimostrargli quanto gli volevano bene, volevano far cadere il governo non perchè era dannoso per gli italiani, ma perchè il presidente rischiava il carcere. A quel punto il popolo italiano si sentì tradito e lo abbandonò!

  2. “Il mio pensiero è che la destra non deve scendere a compromessi con nessuno di coloro che occupa e/o occupava poltrone al parlamento,
    e poi con tutta la mia simpatia Giorgia, ma la VERA DESTRA che ci sta a fare con il centro o con la lega ? Il vero shock per tutti sarebbe avere una DESTRA UNITA COMPATTA PULITA che si rifaccia alla NOBILTA’ e alla PUREZZA del pensiero di Giorgio Almirante. Io da Veronese non posso dimenticare un’altro ‘puro’, Nicola Pasetto. Nessun compromesoi e la capacità di unirsi sotto un unico simbolo e Leader, daranno alla DESTRA credibilità e la Vittoria !

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