Quella di Renzi non è una vera riforma del lavoro

Modificare di qualche mese la durata dei contratti di lavoro a tempo determinato non è una vera riforma del lavoro. Riforma sarebbe stato introdurre un sistema unico di ammortizzatori sociali e superare il dualismo tra lavoratori di serie A e di serie B con un contratto unico a garanzie crescenti che valesse per tutti. Insomma qualcosa di molto distante dai minimi provvedimenti che Renzi ha portato in Aula.

Abrogano il reato di clandestinità ma dicono no a mozione FdI-AN per aprire sportelli a sostegno di vittime della pedofilia


Lo strabismo di questo governo e di questa maggioranza ha raggiunto livelli da codice rosso. Abrogano il reato di immigrazione clandestina, ma bocciano una mozione contro lapedofilia perché l’Esecutivo non condivide l’apertura di sportelli di sostegno psicologico alle vittime. Una posizione incomprensibile sulla quale ci aspettiamo chiarimenti da parte del premier Renzi, soprattutto alla luce della prossima Giornata della lotta alla pedofilia e alla pedopornografia che si celebrerà il 9 maggio. Sappiamo benissimo che la competenza è della Asl, tuttavia il governo ha potere di indirizzo e nel caso della lotta allapedofilia poteva contare anche sul supporto di associazioni di volontariato che, su questo fronte, sono un presidio di legalità, di assistenza e di sostegno psicologico. Sappiamo benissimo che le Regioni sono per lo più impegnate nel risanamento delle finanze e nei piani di rientro ed è difficile per questi enti territoriali organizzare sportelli a sostegno delle vittime. Una spinta propulsiva del governo e del Parlamento sarebbe stata importante per affiancare le tante famiglie vittime di questa obbrobriosa violenza sui minori e ricucire una propria serenità esistenziale. Siamo sicuri che nessuno avrebbe mai fatto ricorso alla Corte Costituzionale per rivendicare competenze esclusive.

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No Grillo, non tutti gli italiani erano comunisti da giovani. Parla per te!


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Solidarietà ai dipendenti comunali di Roma. Assurdo che il sindaco Marino si accanisca contro di loro

A nome mio e di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale esprimo piena solidarietà ai dipendenti comunali che quotidianamente svolgono il proprio lavoro con strumenti obsoleti e nonostante le condizioni spesso disagiate.  La manifestazione di questa mattina in piazza del Campidoglio conferma, ancora una volta, l’incapacità dell’amministrazione Marino di gestire la Capitale. Come FdI-AN abbiamo fin da subito denunciato l’assurda vicenda del taglio al salario accessorio per i dipendenti capitolini e solo pochi giorni fa siamo scesi in piazza per denunciare questa situazione. È assurdo che il sindaco Ignazio Marino piuttosto che tagliare gli stipendi da capogiro dei dirigenti, che in alcuni casi come denunciato anche in questi giorni da alcune testate giornalistiche, superano di tre volte il suo compenso, si accanisca contro l’anello più debole della macchina amministrativa. La riforma della Pubblica Amministrazione è certamente una priorità ma ben altra cosa è mettere le mani nelle tasche di dipendenti che guadagnano uno stipendio poco al di sopra della fascia di povertà.