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Set 30

Governo regala cantieristica militare alla Francia, Gentiloni riferisca in Parlamento prima di muovere altri passi

Oggi a Lione il Governo italiano porta in regalo a Macron la cantieristica militare italiana. Quella che viene spacciata per una vittoria, ovvero l’accordo Fincantieri STX (controllo 50% e 50% e un “prestito” momentaneo dell’1% dei francesi), sembra in realtà una cessione ai francesi della cantieristica militare italiana e – in prospettiva – il rischio di un’uscita da tutta l’elettronica, la missilistica e gli equipaggiamenti italiani che venivano integrati sulla piattaforma navale.

Oggi Fincantieri compra il 50% di un’azienda francese fallita, la STX, in cui si impegna a portare lavoro e commesse e dove avrà limitata voce in capitolo, perché sembra che l’amministratore dovrà essere francese e il presidente gradito ai francesi. Non si capisce perché in Italia i vertici di aziende strategiche, come ad esempio Unicredit e Generali, possano essere tranquillamente francesi, mentre in Francia persino i vertici di un piccolo cantiere fallito, fino a ieri coreano, diventino un affare di Stato. In cambio di questa minima “concessione”, l’Italia si impegna a mettere sul tavolo la nostra cantieristica militare con i rischi che oggi Dragoni evidenzia nell’intervista all’ex ceo di Fincantieri e Finmeccanica, Guarguaglini. Complimenti a Gentiloni, a Renzi e al loro Governo: altro che interessi nazionali e difesa del lavoro e delle aziende italiane. Eppure sarebbe bastato essere un po’ “francesi” e difendere il diritto di una grande azienda come è Fincantieri, che ha costruito Bono e il management in questi anni, di poter acquisire un cantiere da un fallimento, senza mettere in mezzo accordi e governo, per evitare questo epilogo assurdo. Fincantieri, grazie allo straordinario lavoro del management ed agli investimenti dei vari Governi, è rimasta una delle pochissime aziende italiane leader al mondo in un settore ed è più grande e più solida della sua concorrente francese. Se vogliamo un’alleanza strategica facciamola da protagonisti, non da sudditi. E magari facciamola unendo tutta l’industria della difesa italiana e non solo ad una parte. Sono in ballo decine di migliaia di posti di lavoro di elevatissima professionalità. Prima di muovere altri passi, Gentiloni riferisca in Parlamento: Fratelli d’Italia lo chiede ufficialmente perché quello che si sta configurando sembra essere un atto di tradimento dei doveri di chi rappresenta l’Italia.

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2 comments

    • giovanni on 1 Ott 2017 at 16:37
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    Stiamo smontando pezzo per pezzo la nostra economia.

    • Franco Cordiale on 1 Ott 2017 at 18:14
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    I pacifisti gioiscono: usciamo dal “mercato delle armi” lasciandolo agli altri! Ma il fatto é che usciamo anche da tanti altri mercati, compreso quello agro-alimentare. Prova ne sia che sulle tavole americane spacciano il “parmesan” come Parmigiano Reggiano italiano! Ma credete che ciò tolga il sonno a zietta Boldrini, al sorridente Gentiloni e all’esagitato pupazzetto Matteo di Firenze?

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