Gen 05

Il rifiuto di un sindaco di applicare la legge è uno schiaffo alla democrazia

Il rifiuto, da parte di un sindaco, di applicare le nostre leggi è uno schiaffo alla democrazia e uno schiaffo alle più banali norme del nostro ordinamento. Per questo riteniamo non abbia alcun senso che il presidente del Consiglio Conte voglia incontrare i sindaci dissidenti, se non per comunicare loro il commissariamento da parte del governo italiano. E Fratelli d’Italia è pronta a denunciare questi sindaci talebani dell’immigrazione incontrollata che si rifiutano di applicare il decreto sicurezza.

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4 comments

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    • Ivan G. on 5 Gennaio 2019 at 20:59
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    È l’augurio della maggioranza degli italiani, brava Giorgia.
    Su Conte non conterei molto, purtroppo.

    • Franco Cordiale on 6 Gennaio 2019 at 12:54
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    Gli Statuti Internazionali prevedono che siano accolti i PROFUGHI o RIFUGIATI VERI, previo accertamento che lo siano effettivamente. I profughi arrivano dalle zone disastrate dalle GUERRE USA di OBAMA e complici, tra cui spicca la Turchia di Erdogan, l’Iran egemone, l’Arabia saudita islamista, in uno sporco gioco che nessuno vuole finalmente spezzare ! I profughi arrivano con le FAMIGLIE, anziché abbandonarle come fanno i “migranti” nerboruti che scendono dai barconi ! Inconcepibile che VATICANO, “FAMIGLIA CRISTIANA”, PD, grossa stampa borghese “di sinistra” con il testa il suo guru Scalfari, martellino l’informazione a sostenere il contrario, puntando sul rimbecillimento degli italiani. Quando capiranno che invece CI SIAMO SVEGLIATI, sarà tardi per loro…

    • Sandro Cecconi on 7 Gennaio 2019 at 01:59
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    Nessun dialogo con costoro. Vanno denunciati senza pietà.

    • andrea russo on 9 Gennaio 2019 at 03:03
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    Cosa fare
    a fronte del fatto che alcuni sindaci hanno dichiarato che non applicheranno il Decreto Sicurezza o che comunque daranno/hanno dato istruzioni ai dipendenti uffici (es anagrafe) di non applicarlo
    Scontato che si tratta di comportamenti sul piano guridico/istituzionale assolutamente folli (con cui la sinistra cerca di recuperare il terreno perduto, attaccando la destra sul terreno dell’immigrazione sul quale conta sul buonismo e sull’ipocrisia dilaganti ben orchestrati dalla Chiesa e dal conformisno dei mass media), si è detto ragionevolmente che occorre una giusta reazione, che potrebbe consistere nel denunciare quei Sindaci o nel commissariare quei Comuni.
    Ma è proprio ciò che quei sindaci vogliono, perchè vanno cercando un pretesto formale per poter portare quel decreto alla Corte Costituzionale.
    Ciò in quanto i Sindaci secondo il nostro ordinamento non possono adire – direttamente e senza un motivo cogente che li riguardi personalmente – la Corte Costituzionale, ma possono solo (come qualsiasi soggetto), una volta che vengano colpiti da un provvedimento che appunto li riguardi personalmente (una denuncia, una destituzione, un provvedimento disciplinare, un commissariamento ecc che siano motivati proprio dalla loro iniziativa volta a disapplicare il Decreto Sicurezza), reagire con un ricorso al giudice competente, provocando così – in merito – un giudizio ordinario nel corso del quale possono poi sollevare – davanti al giudice appunto ordinario adito – l’eccezione di incostituzionalità (per cui ci sarebbe un GIUDIZIO DI COSTITUZIONALITA’ IN VIA INCIDENTALE) all’uopo sostenendo presumibilmente la scusante di aver agito per una giustificata reazione (disobbedienza civile) nei confronti di una decreto asserito incostituzionale, per cui sarebbe poi quel giudice ordinario ad adire ufficialmente la Corte Costituzionale appunto sulla incostituzionalità ventilata.
    Pertanto, fare nei confronti di quei sindaci una denuncia penale, un’iniziativa disciplinare, una destituzione, un provvedimento di commissariamento del loro Comune ecc – atti che non finiscono lì, ma, come detto, possono essere tranquillamente contestati in giudizio dai sindaci, che nei siano colpiti, appunto con un ricorso – non sarebbe affatto per quei sindaci ribelli un danno o una punizione tale da metterli a ragione e costringerli a fermarsi, ma sarebbe per loro invece un graditissimo regalo perché gli fornirebbe un utile anzi indispensabile pretesto formale per poter usare contro il Decreto Sicurezza – come visto – l’arma letale di un giudizio di costituzionalità. Il quale di per sé in via generale è di esito sempre incerto, ma in questo caso – tenuto conto dei fortissimi interessi (economico/politici) diffusi che il Decreto Sicurezza va a colpire; del generale buonismo su cui quegli interessi fanno facilmente aggio, del fatto che il buonismo viene continuamente coltivato da tutta la Chiesa Bergoglio in testa, del fatto che la fronda contro il Decreto usa donne incinte, bambini non accompagnati, morti annegati in mare, disagi di ogni genere dei migranti (disagi ben esaltati dai mass media) come armi di irresistibile ricatto morale, nonché fa uso suggestivo ed ipocrita di parole come umanità, solidarietà, fratellanza, disperazione, fuga dalla guerra, fuga dalla fame diritti umani che fanno facile presa sull’opinione pubblica; del fatto che i giudici costituzionali – che dovrebbero poi pronunciarsi sull’eccezione di incostituzionalità del Decreto Sicurezza – non sono esseri extraterrestri che si trovano a giudicare una materia astratta ma membri della cd società civile, per cui – astraendo da ragioni giuridiche – sono portati a condividere quelle suggestioni o peggio hanno timore di negarle ecc – sarebbe di esito molto facilmente sfavorevole per il Decreto attaccato.
    Aggiùngasi che i possibili provvedimenti reattivi – a parte il fatto che, come detto, innescherebbero ricorsi ordinari, trampolino poi per il pericolosissimo ricorso costituzionale, per cui sarebbero appunto controproducenti – sarebbero peraltro nella fattispecie difficilmente configurabili.
    Infatti, per quanto possa sembrare paradossale, secondo l’ordinamento attuale, sarebbe difficile ricondurre l’attuale ribellione dei sindaci – volta dunque a non applicare una legge – a FIGURE DI REATO, che potrebbero essere oggetto di DENUNCIA da parte del governo o dai prefetti o da forze politiche
    In effetti, RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO, INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO ecc sono figure di reati che riguardano il comportamento di funzionari che non eroghino servizi in violazione di una norma che li preveda, mentre in questo caso i comportamenti – che si vorrebbero denunciare come reati – sarebbero quelli di funzionari che eroghino servizi in violazione della norma che invece li nega (il che non rientra nel concetto di quei reati).
    Insomma, la giusta reazione di DENUNCIARE i sindaci ribelli sarebbe in pratica soprattutto controproducente, nonché anche poco attuabile.
    Si può obiettare che non si può impedire in assoluto di far arrivare la questione della costituzionalità del Decreto Sicurezza – come di qualsiasi altra legge – al vaglio della Corte Costituzionale.
    E’ vero .
    Ci sono due possibili strade :
    Una strada sarebbe quella percorribile dai potenziali utenti dei servizi pubblici negati dal Decreto (gli immigrati) : costoro potrebbero richiedere i servizi e, allorchè se li vedessero ovviamente negare, potrebbero chiederli con ricorso ad un qualsiasi giudice ordinario e nel relativo giudizio, una volta che gli si opponesse che è il Decreto a negare loro quei servizi – solleverebbero la questione di costituzionalità sul Decreto e sarebbe il giudice adito a portarla alla Corte Costituzionale (anche così dunque ci sarebbe un GIUDIZIO COSTITUZIONALE IN VIA INCIDENTALE)
    Un’altra strada sarebbe – come è stato ventilato in questi ultimissimi giorni – quella percorribile dalle REGIONI (che interverrebbero a dar manforte ai Sindaci ribelli, assumendo in proprio la questione della costituzionalità del Decreto) : in effetti, qualche Regione – secondo quanto si è fatto trapelare in una sottile guerra dei nervi – ha fatto sapere che sta preparando appunto un ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Sicurezza (con cui aprirebbe un GIUDIZIO COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE), in cui sosterrebbe che a suo avviso con questo Decreto lo Stato ….. avrebbe invaso la sua (regionale) sfera di competenza.
    Tutto vero.
    Ma se è così, perché dobbiamo NOI precedere ed avvantaggiare l’altra parte, aprendo NOI per primi le ostilità, andando NOI a sollevare questioni oggettivamente incerte, difficili da configurare e tali che verrebbero poi puntualmente controdedotte dagli ALTRI in un giudizio costituzionalità, che verrebbe poi “modellato” DAGLI ALTRI ai nostri danni sulla base di quanto NOI siamo andati ad anticipare ?
    Solo per il gusto……..di avergliele CANTATE ? Ma sapendo che la cosa non finisce lì e cioè col nostro CANTO, perché ci sarà poi il CONTROCANTO degli altri, che si avvantaggerà enormemente del poter poi condurre la cosa sui binari tracciati in primis proprio da noi, che poi saremmo costretti a seguirli !!!
    Non è sempre vero che chi colpisce per primo..…colpisce due volte. In campo giudiziario, è vero il contrario : chi colpisce per primo, è svantaggiato dall’aver dato alla cosa una certa fisionomia alla quale è poi legato fino in fondo, anche se dalle successive controdeduzioni della controparte si dovesse accorgere troppo tardi che ha sbagliato la mira ; mentre l’altra parte – che ha semplicemente lasciato che la prima attaccasse…… per prima – si può avvantaggiare di dover attaccare anzitutto nei limiti già disegnati da chi ha attaccato per prima e poi dal fatto di poter essa spaziare liberamente all’ occasione anche oltre quanto fatto dalla prima.
    Dunque : lasciamo AGI ALTRI il compito, la responsabilità, la difficoltà, i rischi ed i limiti di “architettare” – LORO – la questione (da quanto è trapelato, le loro argomentazioni sono….risibili).
    Peraltro nella presente fattispcie, la questione della costituzionalità soffre appunto di una particolarissima e pregiudiziale DIFFICOLTA’ TECNICA di definirne bene i contorni; difficoltà che – se non ben risolta o comunque secondo come viene risolta – è in condizioni di influire decisamente sull’esito peraltro facilmente sfavorevole al Decreto.
    Perché allora dobbiamo andare PROPRIO NOI ad avvantaggiare GLI ALTRI, a togliergli le castagne dal fuoco, a facilitargli il compito prendendoci noi la briga, la fatica, l’incertezza e la responsabilità di andare NOI STESSI a configurare quale è o quale sarebbe la questione di costituzionalità che LORO vorrebbero sollevare ?
    LASCIAMOGLI LA PRIMA MOSSA
    NOI ASPETTIAMO
    NEL FRATTEMPO CI PREPARIAMO, FACCIAMO LE PULCI ALL’AMMINISTRAZIONE DEI COMUNI DEI SINDACI RIBELLI SCOVANDO A FACENDO VALERE TUTTE LE LORO MAGAGNE, AL RIGUARDO NON FACCIAMO SCONTI E PRIGIONIERI. E ……..OSTENTIAMO SICUREZZA E TRANQUILLITA’
    IN QUESTO MODO DISORIENTIAMO ANCHE L’AVVERSARIO, CHE IN EFFETTI STA CONDUCENDO UNA GUERRA DEI NERVI (guarda la questione ben orchestrata delle ONG, guarda l’insistenza con cui la Chiesa batte e ribatte sempre sullo stesso tasto non perdendo occasione per farlo e per farci sentire e per far apparire quanto siamo cattivi, guarda ingiurie di ogni tipo da parte di politici, scrittori e personaggi…in cerca di facile notorietà)
    SE FACCIAMO DIVERSAMENTE, SE PERDIAMO LA PAZIENZA, SE RITENIAMO DI DOVER SODDISFARE GLI ELETTORI O L’OPINIONE PUBBLICA REAGENDO, SE TEMIAMO FENOMENI IMITATIVI, SE RITENIAMO A TORTO DI DOVER MOSTRARE I MUSCOLI E SE QUINDI APRIAMO PER PRIMI LE OSTILITA’………………SODDISFEREMO CERTO LA NOSTRA RABBIA, MA CI CONSEGNEREMO A LORO, FACENDO SI’ CHE SIANO LORO A CONDURRE IL GIOCO !
    Questa cosa si chiama STRATEGIA , che consiste nel NON FARE quello che pur ci sembra giusto e che ci soddisfa, ma nel FARE quello che – secondo le circostanze – è più utile al risultato finale.
    Lasciano che qualche Sindaco faccia o continui a fare o a minacciare comportamenti eversivi, che conceda o continui a concedere o dichiari di concedere quanto non potrebbe. Pazienza se si perde qualche battaglia o qualche metro di territorio. Importante è la vittoria finale : cercare di assicurare, per quanto spetta a noi, al Decreto Sicurezza una navigazione il più possibilmente tranquilla e sicura senza inciampi.
    Ne va del futuro della Destra. In caso di perdita su questo versante, la Destra NON AVRA’ PIU’ FUTURO.
    Abbiamo in mano le carte : giochiamole bene !

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