Giorgia Meloni al Corriere della Sera: «Il Mes è un cappio al collo dell’Italia, non lo voteremo»

di Paola Di Caro

«Se i media mainstream, il governo, il Pd ci tengono tanto a raccontare la storia di un Berlusconi vincente e di Salvini e Meloni all’angolo, facciano pure. Peccato che la realtà sia un’altra».

Quale, onorevole Giorgia Meloni? «Il centrodestra ha votato insieme sì ai primi due scostamenti di Bilancio per 80 miliardi. Poi, avendo il governo dilapidato queste enormi risorse senza mai chiederci nulla e senza considerare affatto le nostre proposte, alla terza richiesta ci siamo astenuti. Non ci siamo arresi e abbiamo continuato a dare il nostro contributo. Ma al governo — per coprire una debolezza drammatica — serviva dividerci. Serviva, soprattutto al Pd, trattare solo con una parte del centrodestra. Forza Italia, anche per dare un avvertimento ai Cinque Stelle».

Però Fi ha trattato, e poi cantato vittoria. «No guardi, hanno fatto esattamente quello che abbiamo fatto noi di Fdl: elaborato e presentato al governo proposte. Alla fine noi tre leader abbiamo messo tutto per iscritto pretendendo risposte chiare. Quando sono arrivate, con il recepimento di una serie di richieste, tra le quali almeno due questioni che da tempo poneva Fdl (i ristori dati non solo in base ai codici Ateco e gli interventi sui costi fissi delle aziende e non solo una tantum), tutti insieme abbiamo votato sì. Volevano spaccarci, non ci sono riusciti. Questa è la verità».

Berlusconi stesso ha evidenziato il suo ruolo di «leader responsabile», pur ringraziandovi. «Nella pratica non ha fatto nulla di diverso da noi. Tanto che abbiamo sempre votato insieme. Solo che la maggioranza l’ha trattato diversamente, sperando di accarezzare il suo ego. L’obiettivo è stato sempre e solo dividerci per indebolirci. Dal governo ci hanno provocato fino all’ultimo per far sì che non votassimo e lo facesse solo FI, sperando di poter cambiare lo scenario politico. Ma noi siamo riusciti a tenere FI dalla nostra parte e a essere fermi sulla nostra richiesta: o accolgono le proposte che tutti facciamo e tutti votiamo si, o non lo fanno e non voteremo. E questo è successo».

Ma è vero che in FI hanno spinto per votare da soli: Gianni Letta, Brunetta, Gelmini si battono perché il partito mantenga una posizione autonoma. «Non mi infilo nelle dinamiche interne di un altro partito, credo nella buona fede di Berlusconi quando dire che il centrodestra non è in discussione. E sono contenta che alla fine abbia isolato chi in FI, magari per perseguire obiettivi di carattere personale, stava per fare il passo più lungo della gamba rischiando di far saltare l’unità della coalizione».

Pericolo scampato o no? «La maggioranza fa ancora ponti d’oro a un pezzo di opposizione, ma i pifferai magici finora hanno fallito. Continuo a credere che se Berlusconi avesse voluto passare a sinistra lo avrebbe già fatto».

Ma se sul Mes Fi vota sì e voi no, che succede? «Questo è l’unico tema sul quale siamo divisi e un voto differente fra noi lo metto in conto. Certo, parlerò con Berlusconi e gli chiederò perché uno come lui, che è stato fatto fuori dalle consorterie europee perché rifiutava di sottomettersi ai diktat, si dica oggi favorevole a uno strumento che serve solo a stringere il cappio intorno al collo all’Italia. È un atto di sottomissione che ci chiede la Commissione. Chiederò conto a Berlusconi di questo, ma una divisione su quel voto non peserebbe certo come una, eventuale, sulla manovra. Si possono avere alcune visioni diverse in una coalizione».

Perché non siano laceranti, dice Matteo Salvini, servirebbe una federazione del centrodestra. Che risponde? «Sono stata la prima a dire che serviva maggior coordinamento fra noi. Ma se si parla di gruppo unico, serve un partito unico. O non ha senso. Mi pare complicato passare dall’ognun per sé a un partito unico in un batter d’occhio. Io sono per una confederazione, che preveda partiti distinti con le loro identità ma un patto di consultazione permanente per coordinare il più possibile le scelte. In questo caso, ci sto».

Non volete fondere i gruppi parlamentari perchè temete l’egemonia di Salvini? La Lega in Parlamento ha numeri molto maggiori di voi, anche FI li ha al Senato. «Non ci vedo questa malizia, però certo oggi i gruppi parlamentari non rispettano nei numeri i reali pesi dei partiti della coalizione. E in un dibattito su cosa fare anche questo conta».

Al tavolo delle amministrative prevarranno gli ultimi dissidi o l’unità del centrodestra, magari con Bertolaso candidato a Roma? «A oggi quello che conta non sono i botta e risposta, ma vincere. Nelle città, tutte importanti, serve gente che sappia sia vincere che governare. Bertolaso è una delle figure possibili, ma ne stanno emergendo altre che sono molto convincenti…».

Condividi

6 commenti

Vai al modulo dei commenti

    • attilio il 28 Novembre 2020 alle 12:31

    on. meloni, ho l’impressione che stiamo vivendo un momento particolare e delicato pieno di ostacoli e “trappole”. Non abbassate la guardia e non permettete proprio ora alla sx di farvi spaccare e dico sx ma naturalmente mi riferisco principalmente al pd. non bisogna perdere ciò che avete conquistato specialmente Lei con sacrifici e costanza. siamo al giro di boa, occorre arrivare presto alle votazioni e far si che tutta la ciurma vada a casa. stanno distruggendo l’Italia.
    (LEI HA LE CARTE IN REGOLA E LA POSSIBILITA’ PER DIVENTARE IL VERO LEADER DEL CENTRO DX).

  1. I “giornalai” asserviti ak regime “democratico”,sperano sempre di far si che il centro destra possa spaccarsi e pertanto provocano con domande faziose. Giorgia però ha confermato la mia fiducia,è sempre la più coerente donna politica d’Italia.

    • Manlio Di Giorgi il 28 Novembre 2020 alle 12:47

    Mi permetto riportare una riflessione serale di mio fratello; pur se lunga leggetela le riflessioni sono molto profonde”Era la notte del 27/10/2020…
    Sono incazzato
    Voglio scrivere, non ce la faccio più. Voglio esprimere tutto il mio sdegno, la mia rabbia, nei confronti di un sistema Italia governato dal “nulla”, da una massa di inetti, incapaci, farabutti, in una sola parola di “banditi” che non sono in grado di governare, di prendere decisioni, di assumersi responsabilità, ma che stanno dimostrandosi all’altezza dei loro predecessori dei governi degli ultimi 50 anni nel “mangiare” in tutti i settori, nel lottizzare, nel favorire gli “amici degli amici”, nel mostrare di non avere in alcun interesse il bene del Paese, nell’essere una pletora becera di parolai, gente ignorante ma attenti discepoli dei più grandi sofisti del passato, pronti a vomitare fiumi di parole sulla gente per far loro credere che l’asino può anche volare se “marciamo consapevoli tutti insieme” come dice il nostro Premier TuthanConthen, perché loro sono ben consapevoli che il “gregge” è da trattare come facevano gli antichi romani con “panem et circenses”, ovvero in questo primo scampolo di XXI secolo con “sussidi e calcio”, perché non ha importanza che si rovina del tutto l’economia, che si manda a marengo il PIL, che si crea deficit che pagheranno le generazioni future, che si stanno gettando sul lastrico milioni di italiani e le loro famiglie perché con il lockdown il loro lavoro non può essere esercitato o li porterà semplicemente al fallimento, penso a chi lavora nei bar, ristoranti, alberghi, palestre, tassisti, lavoratori delle fiere e dei mercati, commercianti di innumerevoli generi, imprenditori di tutte le categorie, penso insomma a chi non ha uno stipendio o una pensione, ovvero a tutti coloro che sono la parte più produttiva della società e che è costretta a lavorare davvero perché in alternativa non mangia.
    Ma è mai possibile che il mio sdegno, la mia rabbia mi abbiano fatto scrivere di getto tante lamentele, accennare a tanti concetti che meritano di essere approfonditi, e che, invece, sono stati buttati lì, in un solo periodo chilometrico, che se fossero stati inseriti in un messaggio vocale di what’s up sarebbero stati gridati, senza prendere fiato, con tutto lo sdegno e la rabbia che ho in corpo.
    Mi ci sono voluti 60 anni per decidermi ad esprimere per iscritto ciò che penso del Bel Paese, ma non mi sono mai deciso né mai lo farò per i prossimi 60 anni di fare politica, anche se ho preso una laurea in scienze politiche, ho sempre avuto empatia per i problemi del prossimo, ho sempre creduto all’onestà, alla correttezza nei confronti degli altri, a non approfittare mai dei più deboli, a credere che si è Uomini se la propria vita è permeata da valori che arricchiscano il benessere comune… ma di cosa sto scrivendo, scrivo di ciò che non esiste più. Oggi il mondo possiede un solo pseudo valore, un solo Moloch da idolatrare, il Dio denaro in base al quale distruggiamo il clima del Pianeta, inquiniamo le falde acquifere, commettiamo le peggiori nefandezze pur di arricchirci. La belva Uomo, l’animale dominante del Pianeta, non riesce più a soddisfare la sua “fame” continua di denaro, le multinazionali di oggi, ovvero gli organismi che governano realmente il Pianeta, quelle che corrompono interi governi, li creano e li distruggono restando nascoste, sono da tempo prese in un circolo vizioso ove occorre fare sempre più soldi, sempre di più, anno dopo anno, trimestrale dopo trimestrale…
    Cavolo ci ho messo 60 anni prima di scrivere per poi avere questi risultati? Chilometri di righe senza un punto, voli pindarici da un concetto all’altro senza una linea comune. E meno male che ho fatto il classico ma, lo confesso, non andavo mai oltre il 6 e mezzo nei temi, non ero affatto uno studente modello, ero un “pragmatico” della serie “studio per il 6 ma ho paura di essere rimandato” quindi avevo la media del 7. Perdonatemi quindi la mancanza di stile, di argomentazioni fluide, di parole auliche, non è questo lo scopo che mi ha condotto ad impugnare la tastiera del PC, cercherò soltanto di dire la mia su un mucchio di cose di cui ho accennato prima, cercherò di dire la mia di getto, senza giri di parole, senza alcuna diplomazia per gli argomenti trattati o le persone citate, perché per me esistono soltanto due colori: il bianco e il nero. Il grigio nel mio modo di vedere il mondo non trova posto, per me il grigio è il colore del compromesso ed io li ho sempre odiati i compromessi. I compromessi non ci fanno esprimere ciò che pensiamo realmente, sono frutto di accordi, di intese magari da nascondere che spesso non rispettano i diritti degli altri. Una mia collega, tanti anni fa, mi diceva “Elio ma tu sei un Manicheo!” Le chiesi cosa significava. Appresi che il manicheismo è un’antica religione orientale ove esiste soltanto il bene e il male, un dualismo perfetto che permea la nostra vita. Fu per me un’illuminazione. Capii che io, seppur agnostico, seppur anticlericale (però adoro Francesco è un uomo meraviglioso) ho la mia religione, la religione dei valori dell’uomo che sono il fondamento del vivere civile, della società. Behemoth o Leviathan, scriveva il grande Hobbes. Ma di cosa sto scrivendo? Hobbes? Dovrei scrivere di Facebook, dei social in genere, di Fedez, del Grande Fratello Vip, dell’Isola dei Famosi e dell’Arcipelago delle Cazzate.
    Scrivo invece di roba del tutto desueta, di valori, di mancanza compromessi, ma sto abbozzando queste quattro cazzate nel 2020 o sto semplicemente facendo un copia incolla di un manoscritto di 150 anni fa?
    No, no, non devo sentirmi fuori luogo se sciorino parole che suscitano in chi legge sorrisi quasi paternalistici (calma se io ho 60 anni non posso mica credere di essere letto da Matusalemme), e destano nel lettore pensieri della serie “ma questo è tutto scemo, ma non ha capito in che mondo viviamo? Che tutti rubano e che quelli che non rubano non lo fanno soltanto perché non hanno l’opportunità di farlo.” In effetti posso scrivere parole come onestà, corruzione, lotta al compromesso, quando non pagare le tasse in Italia è per molte persone l’attività più gratificante, quella che dà loro una soddisfazione immensa, ovvero rubare allo Stato, perché lo Stato a sua volta è il primo a rubare, prende tantissimo e dà pochissimo strozzando senza pietà il cittadino.
    Ebbene sì è quello che farò invece, perché dobbiamo ritrovare l’orgoglio di indignarci, la forza di non lasciarci travolgere dallo sdegno e dalla rabbia, il coraggio di rifondare, tutti, questo Paese, ognuno col proprio contributo, di mandare a casa questa banda di banditi e di incapaci, di ribellarci alla mafia perché le mafie soffocano il tessuto sociale e le persone, radono al suolo le speranze e l’avvenire dei nostri figli. In questo Paese le mafie ci sono sempre state, ma dalla nascita della Repubblica sono via via cresciute sempre più e questo cancro oggi ammorba tutti i settori del Paese.
    Quanta roba al fuoco, devo fare un po’ d’ordine, e per fare ordine devo cominciare dall’inizio.

    10 luglio 1943 operazione “Husky”
    Lo sbarco in Sicilia da parte degli Alleati, finalmente viene attaccato quello che Churchill chiamava “il ventre molle dell’Europa” con un’operazione che è il preludio, la prova del nove, di “Overlord”, lo sbarco in Normandia, ma per quello ci vorrà ancora un anno.
    Husky è stato preparato con grande attenzione negli USA, ci si è pure avvalsi delle informazioni e dell’appoggio dei capi di Cosa Nostra rinchiusi nelle prigioni americane. Sono personaggi che hanno rapporti stretti con i Don che vivono in Sicilia, danno informazioni sulle difese dell’isola, sul territorio, in cambio chiedono che i loro parenti in sicilia siano trattati bene, rispettati. E gli americani li rispettarono davvero perché man mano che la sicilia veniva liberata dalle truppe alleate i Don locali venivano chiamati ad intervenire nei confronti della popolazione per assicurare l’ordine, il controllo del territorio e bastò poco tempo ai Don per riacquistare potere.
    “Calati juncu cà passa la china” “calati giunco che la piena (del fiume) passerà” un vecchio proverbio siciliano che ben si adatta al comportamento che assunse la mafia durante il regime fascista. Il fascismo in quanto dittatura non aveva bisogno dell’apporto dei voti dei mafiosi, tutt’altro. La mafia dava fastidio al regime, voleva continuare ad operare come aveva sempre fatto, uno Stato nello Stato esercitando un potere maggiore specialmente nei territori ove lo Stato ufficiale era latitante, ovvero al sud. Il fascismo non poteva consentirlo e molti mafiosi furono mandati al confino. Ma la mafia siciliana è un’organizzazione che esiste da secoli, è ben strutturata, la mafia è un atteggiamento mentale che permea tutti i siciliani anche quelli che si ritengono totalmente avulsi da questo morbo. La mafia sa attendere e durante il fascismo attese, in silenzio, sopravvivendo nascosta, aspettando con pazienza tempi migliori.
    Dal 10 luglio 1943 il giunco a poco a poco si rialzò, ritrovò la sua forza nel tessere intrecci, amicizie, formare caste di potere, ammorbare la politica, le banche, la giustizia, la sanità, tutti i settori della vita pubblica e dove più c’era potere più si infiltravano e crescevano i mafiosi, facevano carriera, grazie al sistema clientelare che diventava dagli anni ’60 sempre più importante. La meritocrazia cominciava già da allora a diventare una parola vuota, desueta. La fucina del potere mafioso fu la DC, poi il PSI e poi nacque Forza Italia, ma la mafia non voleva più il tramite della politica per avere il potere, voleva il potere assoggettando la politica. Da quando i soldati americani misero i vari Don locali ad esercitare il controllo del territorio la mafia ne aveva fatto di strada. Dapprima capì dove tirava il vento e si infiltrò all’interno del partito più importante, la Democrazia Cristiana, ma gli interessi clientelari la convinsero a stringere accordi con tutti i partiti, indistintamente, al motto di “mancia e fà manciari!” (mangia e fai mangiare!). L’omicidio Lima fu il punto di svolta, il referente politico in sicilia dei boss non aveva fatto il suo dovere per garantire gli interessi di cosa nostra, fu punito. La mafia capì a quel punto che doveva impadronirsi dello Stato, non doveva più viverci all’interno e trovare dei tramiti con la politica, doveva gestire l’opera dei pupi, ed i pupi sarebbero stati i politici nelle mani dei pupari di cosa nostra.

    Il Nuovo che avanza
    Ma il movimento 5 Stelle è ancora un movimento? E’ un partito? Cos’è diventato oggi 27/10/2020 nel momento in cui scrivo? E’ un partito di governo o è all’opposizione perché litiga col suo alleato PD che è al governo insieme a lui?
    Cosa sia stato non lo so, cosa sia diventato nemmeno, so soltanto che non ho mai visto un governo come quello di PD 5 Stelle formato da ministri inetti, incapaci, imbecilli, un governo privo di qualsiasi vera empatia nei confronti della gente, un governo dove la cosìdetta sinistra “radical chic” ha degli atteggiamenti da intellettualoidi con puzza sotto il naso da far venire il vomito anche a quelli che hanno uno stomaco di ferro. Un governo di codardi perchè non si prendono mai responsabilità, ma giocano a scarica barile sui governatori delle regioni e sui sindaci così se questi prendono decisioni sbagliate loro potranno dire in futuro che non c’entrano nulla.
    Quello del “non fare” è un comportamento che ho visto in prima persona tante volte quando facevo il bancario. Ho conosciuto tanti dirigenti di banca con i quali potevi parlare di tutto, tranne che di banca ovviamente. Queste persone che erano diventate dirigenti non si sa come, in quanto di scarsissima professionalità, non prendevano decisioni per non assumersi responsabilità e per evitare di sbagliare.
    L’unica attività di questo governo dallo scoppio della pandemia è stato quello di dare sussidi a pioggia, che non hanno soddisfatto nessuno perché per forza di cose inadeguati negli importi. Non hanno dato alcuno stimolo al tessuto economico pur consapevoli che l’emergenza sanitaria avrebbe comportato il crollo del PIL ed una recessione economica tuttora non quantificabile in quanto siamo ancora in piena emergenza. D’ora in poi chiamerò questo governo il governo delle 2i, ovvero degli idioti e degli incapaci, perché credetemi, davvero, non ce la faccio a non associare questi due aggettivi all’attuale governo.

    Voglio fare il Ministro dell’Economia
    Ma avrò il diritto di candidarmi a Ministro dell’Economia con una laurea in scienze politiche? Cavolo Gualtieri è laureato in storia e filosofia e le cazzate che gli sento dire al TG sono così allucinanti che, se crede davvero a ciò che lui stesso dice, ha una faccia di bronzo che farebbe impallidire qualsiasi attore di teatro. Ho lavorato in banca per 40 anni, ho il pallino della finanza da circa 30 e almeno devo riconoscere che il predetto è uno dei pochi politici che pronuncia correttamente Recovery Fund (Fund = fondo, provvista) (e non Found che è il participio passato del verbo to find = trovare). Ma che fine ha fatto quel tipo che duemila anni fa scriveva dei tempi delle more? “O tempora o mores!” Roba da non crederci è da quasi un anno che si parla tutti i giorni di Recovery Fund e la maggior parte dei nostri politici non sa neanche denominarlo correttamente. In fondo in questo sono onesti, dimostrano che non sanno di cosa stanno parlando.
    Dai, cerchiamo di sdrammatizzare, viviamo in un film di fantascienza da quando è arrivato il virus cinese come lo chiama Trump, vuoi che non si adatti a questa sceneggiatura surreale il bonus monopattino, la cassa integrazione ancora impagata a tanta gente dal mese di marzo, o i discorsi di TuthanConthen pieni di gerundi, che promettono di “spezzare le reni al Covid” dato che il tono ridondante, austero, pieni di pause ad effetto, col quale vengono pronunciati ricalca fedelmente quelli di quel tipo, ve lo ricordate? Quello che fece una brutta fine a piazzale Loreto a Milano, quello che si affacciava al balcone di Palazzo Venezia debuttando con “Italiani…!”. Azzo, fateci caso, andatevi a vedere un filmato del Duce dell’Istituto Luce ed una delle conferenze stampa degli innumerevoli DPCM: precisi! A proposito sui DPCM do una chicca a chi legge, che non sa ancora nessuno. La Panini sta comprando i diritti per la pubblicazione delle figurine dei DPCM di TuthanConthen. I primi 100 album completi vinceranno un bonus vacanze su una nave da crociera che salperà prima che termini la pandemia.
    Dai, torno semiserio adesso, voglio perorare a buon diritto la mia candidatura a Ministro dell’Economia pertanto affermo le seguenti considerazioni:
    1 Prima della pandemia il debito pubblico era pari a circa 2.200 mld, presumo che a fine anno ascenderà ad oltre 2.600 mld di Euro. Ma c’è anche il rischio che a breve potrebbe sfiorare i 3.000 mld.
    2 La contrazione del PIL per il 2020 è prevista dal Prof. in Storia e Filosofia in 9,5 punti rispetto all’anno precedente. Dovrebbe invece essere pari, nella previsione più ottimistica, a 12 punti. Personalmente ritengo che la perdita di PIL rispetto allo scorso anno sarà tra i 12 ed i 15 punti in quanto non abbiamo piena contezza della catastrofe economica che il governo delle 2i ha creato.
    3 Questa continua cazzata della dicotomia tra Salute ed Economia è il modo peggiore di affrontare il problema della pandemia. Sono due facce della stessa medaglia, ma sono i volumi che cambiano: se per il Covid possiamo avere al massimo decine di migliaia di morti (teniamo presente che su 100 malati 95 non hanno bisogno di cure ospedaliere) per il tracollo del sistema economico rischiamo che milioni di persone cadano in povertà con evidenti disastrose refluenze sulla tenuta del sistema sociale.
    4 Il governo delle 2i naviga a vista, non esiste alcun piano economico né di breve né di ampio respiro. Lo sapete che la Cina ha da poco reso noto che nel suo piano di sviluppo quinquennale è prevista la creazione della Silycon Valley cinese che comprenderà le città di Hong Kong, Shenzhen e Macao? I membri delle 2i non hanno idea di come affrontare i problemi con soluzioni di insieme e di ampio respiro, l’unica cosa che fanno è fare deficit a piene mani e ciò perché l’Europa lo consente.
    5 L’Europa consente all’Italia di fare deficit con estrema leggerezza perché sa bene che i soldi del Recovery Fund (209 mld in 7 anni, di cui 21 mld nel 2020) non arriveranno prima dell’approvazione del bilancio del settennale 2021-2027 previsto per il primo semestre del 2021. L’erogazione dei primi 21 mld del R.F. avverrà quindi nel secondo semestre 2021 sempre che: i cosiddetti Paesi Frugali non mettano i bastoni tra le ruote cosa che hanno fatto e che continuano a fare, che l’Italia presenti dei piani di spesa credibili e conformi alle normative europee, che detti piani vengano approvati e trovino esecuzione in tempi certi. Insomma, non si tratta di una strada in discesa ed occorre gente preparata che sappia come muoversi, ma dove sono queste persone?
    6 Rischiamo, ancora una volta, di non essere capaci di utilizzare i fondi europei e di cullarci sull’utilizzo di soldi prendendoli a deficit nella presunzione di credere che lo spread resterà sempre basso.
    7 Non abbiamo ancora compreso pienamente che lo spread basso dipende dalla Banca Centrale Europea con i suoi continui acquisti di titoli di stato e che tale politica economica viene perseguita dall’Europa perché ha consapevolezza che un default economico dell’Italia comporterebbe l’uscita dall’Europa di uno dei suoi Paesi fondatori; in soldoni crollerebbe tutta l’impalcatura europea con migliaia di plutocrati che tornerebbero a casa. Ma siamo certi che la BCE potrà sostenerci illimitatamente?
    8 In Italia siamo economicamente avvitati in un vortice deficitario che prima del Covid costava 50 mld l’anno per il pagamento della sola quota interessi. Adesso tale somma è ascesa a non so quanto, qualcuno lo sa? Si tratta sostanzialmente di pagare ogni anno una cifra esorbitante, pari ad una manovra economica di rilievo, che non abbatte il debito in conto capitale e assorbe risorse tali che non consentono investimenti che diano impulso all’economia.
    9 La mancanza negli ultimi 20 anni di investimenti pubblici, oltre al degrado delle infrastrutture esistenti, ha determinato una stagnazione dell’economia reale camuffata dai governi succedutisi nel tempo con dati di crescita seppur prossimi allo zero
    10 Occorrerebbe, forse, essere audaci per cercare di porre rimedio all’attuale sfacelo. Fare manovre a deficit anche di 100 mld l’anno per 3 anni consecutivi per rilanciare l’economia attraverso investimenti in tutti i settori produttivi ed in particolare in quelli che possono funzionare da volano per altri. Ma per fare ciò occorrerebbe contestualmente: eliminare gli sprechi, ridurre la burocrazia, combattere la CORRUZIONE.
    Era necessario scrivere corruzione in caratteri cubitali? Assolutamente sì e vi spiego perché.

    La Summa di tutti i mali si chiama CORRUZIONE
    Affrontare un problema, di qualsiasi tipo esso sia, significa sviscerarlo nelle sue componenti, analizzarle, cercare di trovare un filo comune che le leghi e riuscire a cogliere quella caratteristica, quel quid, che riassuma il tutto. Se avessi il dono della sintesi che mi è invece sconosciuta avrei scritto il bandolo della matassa.
    Pensateci bene, tutti i mali dell’Italia si riassumono in una sola parola: corruzione. La corruzione non sono solo le tangenti per avere gli appalti o i favori, gli sprechi derivano dalla corruzione di funzionari pubblici che male utilizzano le risorse loro assegnate, dalla corruzione delle funzioni preposte ai controlli che non controllano. Sostanzialmente il malaffare è riconducibile alla corruzione.
    La corruzione è una struttura mentale comportamentale, perché fa assumere nel sociale comportamenti che hanno il solo scopo dell’arricchimento personale, fa indirizzare i propri pensieri e il proprio agire per raggiungere il proprio interesse fregandosene degli altri. E’ altresì corrotto chi nel lavoro non compie il proprio dovere, chi pur di avere un misero vantaggio personale non esita ad arrecare danno agli altri, ed è corrotto chi estremizza l’IO, l’individualismo tipico della società occidentale, senza tenere in alcuna considerazione il NOI, ovvero la comunità sociale. I Cinesi il concetto del NOI lo conoscono alla perfezione. Per loro non esiste l’individuo, esiste la comunità ed il suo benessere. Il benessere individuale viene raggiunto nel momento in cui c’è la consapevolezza di avere operato per il benessere comune.
    Questo è a mio parere uno degli elementi che spiega maggiormente come questa nazione sia diventa la prima potenza del pianeta; non fate quella faccia se non lo sono già lo saranno a breve.
    Potremmo inventarci la migliore manovra economica del mondo, se prima non si combatte la corruzione sarà tutta aria fritta perché le risorse non saranno spese correttamente, saranno utilizzate per mangiatoie infinite, sprechi infiniti e fiumi di parole sprecate da commissioni di inchiesta, da indagini di polizia giudiziaria, da processi, da sentenze, da ricorsi alle sentenze, dai talk show…Fiumi di parole che alla fine seppelliscono i delitti compiuti dai banditi di turno che…cazzo ma devo proprio dirvi tutto?… che non pagano mai!

    Il Bel Paese
    Quando ero piccolo mi piaceva il formaggino Mio, tuttora adoro il formaggio e per me il Bel Paese è stato sempre Galbani, e Galbani vuol dire fiducia lo sappiamo da sempre, e noi dobbiamo dare fiducia al nostro Bel Paese.
    Dobbiamo avere fiducia soprattutto nella giustizia del Bel Paese, perché a confronto con il nostro il Paese dei Balocchi è una barzelletta per bambini.
    Qui le cose si fanno seriamente, puoi fare tutto nel Bel Paese, ma proprio tutto ciò che ti passa per la mente, te ne puoi fottere degli altri totalmente, puoi trattarli con disprezzo, puoi rubare e truffare restando impunito o al massimo con un breve periodo di detenzioni ai domiciliari ammesso che non vieni rilasciato con una pacchetta sulle spalle dopo due giorni la cattura, puoi prenderti la vita della gente se ti va e se per caso ti annoi puoi uccidere qualcuno che incontri casualmente per strada, tanto poi dirai che hai avuto un momento di follia, e dovranno recuperarti e perché no magari darti pure un posto di lavoro per favorirti il reinserimento in società. Certo non pretenderai che ti chiamino al Grande Fratello e che diventi famoso, in quello ci riescono solo pochi tra i delinquenti più efferati ma, non mettiamo limiti alla divina Provvidenza, questo non è il Paese dei Balocchi, è molto di più è il Bel Paese e nel Bel Paese tutto può succedere tranne che il rispetto dell’ordine, dei diritti altrui e dei valori sociali
    Mi spiace, ma a questo punto non posso non citare il pensiero di Hobbes

    Behemoth o Leviathan?
    Filosofo e matematico inglese del 17esimo secolo ma, mavafanc…oggi c’è Vikipedia cosa vi racconto a fare di Hobbes e della modernità del suo pensiero? Se ti va clicchi su google Hobbes e leggerai che il suo libro più importante porta il titolo del demone dell’ordine, ovvero Leviathan, mentre un altro libro lo dedicò al demone dell’anarchia, ovvero Behemoth. Fu la vittoria del demone dell’ordine su quello del caos a consentire la nascita delle prime comunità umane organizzate, ovvero la nascita della civiltà.
    Homo omini lupus, conosceva bene la natura umana Hobbes, l’uomo è una belva capace di sbranare il proprio simile. Le regole sociali hanno frenato i suoi istinti animaleschi ed hanno stabilito che i diritti dei singoli sono tali sino a quando non ledono i diritti altrui. Le regole sono fatte per essere seguite, rispettate ed il miglior modo per farlo è condividerle, farle proprie, sentirle come mezzo al fine dell’ordine sociale, per vivere in sicurezza tra gli Uomini lupi degli altri uomini, e con la consapevolezza che chi sbaglia paga e deve pagare una pena certa e giusta. Le regole non hanno senso se non c’è un sistema di controllo che punisca con pene certe e giuste i trasgressori.
    Pene certe e giuste nel Bel Paese? Altro che Hobbes, sono finito nel mondo delle idee di Platone. Da noi con tutti i gradi di giudizio, con i tempi della “giustizia” la sentenza definitiva la ottengono i nipoti delle vittime, mica i figli. In quanto ad una pena giusta, ovvero che si avvicini almeno un po’ a quel senso innato di giustizia che ognuno di noi possiede c’è da…rabbrividire. A titolo esemplificativo nel Bel Paese chi compie una strage, se dovesse per caso essere condannato all’ergastolo mica è certo, la pena viene ridotta di un terzo se l’imputato ha chiesto il rito abbreviato (i 30 anni dell’ergastolo vengono ridotti a 20), poi ci sono le attenuanti generiche e, udite udite quale perla del nostro sistema giudiziario, c’è anche la riduzione della pena di un terzo per ogni anno di carcere effettivo (il tempo scorre in modo diverso nelle carceri del Bel Paese, un anno dura solo 8 mesi!).
    Cazzo, ma, allora, si spiega il punto di domanda che ho messo sui demoni di Hobbes. Nel Bel Paese la lotta tra i due demoni l’ha vinta Behemoth, quello dell’anarchia, del caos.
    O tempora o mores, ma l’avrebbe mai potuto immaginare Hobbes il caos, o per meglio dire il casino in cui ci troviamo oggi?
    I DPCM, un modo di comunicare
    Gli “Apocalittici” della scuola di Chicago nei primi anni 30 del secolo scorso furono i primi a parlare di “villaggio globale” e a comprendere che chi avesse posseduto il controllo dei mezzi di comunicazione di massa avrebbe avuto un potere maggiore di quello dell’uso dei carri armati.
    Le parole possono essere veri e propri macigni, ed il concetto è splendidamente espresso in questa massima di Buddha “Le parole hanno il potere di distruggere e di creare, quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo”.
    Anche il Genio del Male, Adolf Hitler, capì quanto era importante la comunicazione per le masse e al riguardo c’è una sua frase molto esauriente su come la pensasse: “Le grandi masse sono più propense a cadere vittime di una grande bugia piuttosto che di una piccola”.
    Occorre davvero un’anima nera per fare un’affermazione del genere ma, basta rifletterci un attimo per capire che è tristemente, profondamente vera. Se sai imbonire il gregge riuscirai a far credere che anche l’asino può spiccare il volo, devi impadronirti dell’anima delle masse affinchè queste ti seguano sino alla fine degli orrori di sette anni di guerra mondiale.
    E sono propenso a credere che anche TuthanConthen sull’argomento ci abbia studiato sopra, perché lui ed il suo staff le sparano talmente grosse che lo stesso Adolfo sarebbe rimasto favorevolmente impressionato.
    Hey, lungi da me dal paragonare il governo delle 2i ed il suo Leader al Nazismo. TuthanConthen semmai mi ricorda un frate cappuccino e Gualtieri il classico brav’uomo che lavora come ragioniere in una Filiale periferica di Bankitalia. Sul resto dell’allegra brigata mi astengo dal fare paragoni per evitare querele, su Conte e Gualtieri mi son permesso ma conto sulla loro intelligenza per evitarla, in fondo sono solo parolette
    Comunque sia, non fraintendetemi, penso sinceramente che il governo delle 2i sia fatto sostanzialmente da brava gente, peccato che siano, 2i a parte, anche inadatti, incompetenti ed insufficienti ad esprimere anche parzialmente le figure di elevato spessore che sono invece ben presenti e numerose nel nostro mondo Galbani.
    Mi sono spento
    Penso che mi abbia fatto bene scrivere, Il mio sdegno, la mia rabbia, si sono attutiti. Argomentare a 360 gradi cercando di trovare un filo comune a tutto ciò che ho espresso, in modo sicuramente banale, scontato, forse anche retorico, mi è sicuramente servito a sfogarmi e a stare bene con me stesso. Per voi che mi avete letto è stato forse solo tempo sprecato ma magari vi sarete fatta qualche risata leggendo le mie di cazzate. Lo so, sono consapevole che i miei sono solo miseri tentativi per tentare di emergere in questo sport nazionale dove ci sono atleti olimpionici.
    Comunque sia mi rendo conto che ho sicuramente esagerato nello sparare giudizi su persone che non conosco, non ne ho il diritto. Non conosco le persone che rappresentano l’attuale Faraone del Bel Paese ed il suo Ministro dell’Economia, sento solo le cazzate che dicono, ma se le dicono in buona fede, cosa che spero ardentemente, allora chiedo loro di essere un po’ più umili, di far partecipare anche gli altri con le loro cazzate alla soluzione di questi epocali problemi. Occorre trovare insieme, tutte le forze di governo e non, tutte le persone che posseggono un’alta connettività non dell’Iphone ma neuronale, quel filo comune che consenta di mettere ordine su ciò che dobbiamo necessariamente riordinare per uscire fuori dal Caos e sconfiggere Behemoth.
    Viviamo nel mondo dell’Avere e non dell’Essere, dobbiamo fermamente credere che Avere Autorità non conta nulla, Essere Autorevoli conta tutto ma per farlo abbiamo bisogno degli altri.
    Dedicato a chi fa qualcosa per questo Paese e per i nostri figli.

    • Piero Pierini il 28 Novembre 2020 alle 14:32

    Cara On. Meloni, questa volta non sono in accordo con Lei quando dice di credere nella buona fede di Berlusconi. Io non mi fido né di lui né in FI. Sono invece d’accordo quando Lei dice che costituire un solo partito di centro destra non se ne parla, noi dobbiamo essere autonomi. Né FI né Lega.

    • Filippo il 28 Novembre 2020 alle 14:34

    Si spera che la sensazione di brunetta , Letta e germini sua solo una sensazione ed è giusto non entrare nelle cose interne ad un altro partito. Ma se si dovesse avere quel minimo sentore del fare l’ago della bilancia da parte di Berlusconi , allora non bisogna perdere tempo. Bisogna essere uniti e compatti nelle decisioni e non far vedere che uno è più responsabilità rispetto alla coalizione. Si perde solo credibilità.
    Ciao Giorgia e un saluto a tutti i componenti di Fd’I.
    Domanda: ma è mai possibile che il Presidente della Repubblica non può far terminare questa agonia che sta andando verso la morte del nostro paese? Non ne ha responsabilità? Capisco la maggioranza parlamentare, ma le cose non vanno nella direzione del bene del paese, ma verso la povertà, e lui non può far nulla? Oppure ne è contento? Perché per me c’è un disegno , forse antico , nel dover rendere da parte di infausti personaggi la povertà assoluta nel mondo, ma in particolare bei confronti dell’Occidente. Dobbiamo frenare tutto questo, altrimenti non avremo più un’identità.

    • Pino 007 il 29 Novembre 2020 alle 06:28

    Per pura casualita’ m’imbatto in un dibattito sul computer che riguardava la vendita del Milan Calcio da parte del Berlusconi. Piu’ vado avanti e piu’ la cosa diventa ingarbugliata. Un pasticcio di milioni di euro che girano ma che non esiste un centesimo tra societa’ fittizie, inesistenti e tutto senza il becco di un quattrino.
    Qui’ poi si materializzano, come d’incanto, due napoletani tali Cerchione e D’Avanzo che diventano padroni del Milan ma in realta’ il vero padrone e’ un altro ecc. ecc. Con socita’ fantasma, dove gli uffici ci sono oggi ma non domani, un giro di avvocati e faccendieri con uffici in mezzo mondo, dove naturalmente nessuno sa dell’esistenza. Purtroppo il Berlusconi non e’ che sia pulito in tutta questa faccenda dove cerca di salvare le sue imprese tipo Mediaset e altre al suono di cifre che oscillano tra i 500 e i 750 milioni di euro.
    Apparentemente, come al solito c’e’ anche tutta la colpa del solito governo dove un tale gualtieri avrebbe dovuto ma non ha fatto, creare un registro ufficiale dove vengono segnate le titolarita’ delle societa’, quindi non si sa ne si sapra’ chi sono i veri titolari del Milan oltre al solito cinese di Hong Kong che senza un soldo in tasca puo’ pagare su dette cifre. Ma tornando a Berlusconi…… fate attenzione e’ tutto pro se stesso e poco per il Paese.
    Mahh !! Staremo a vedere. On. Giorgia Meloni, lei ha una grossa gatta da pelare fra le mani, usi i guanti per sicurezza.
    Un ultimo pensiero, certo che la vecchia mafia sicula e’ una puzza d’avanti a questi nuovi furbacchioni.

Rispondi