Covid, Meloni: Dopo un anno siamo a punto di partenza. Situazione non cambia malgrado “nuovo” Governo

Ormai è più di un anno che è cominciata la pandemia e siamo di nuovo al punto di partenza: chiusure delle scuole e delle attività, nessun potenziamento dei mezzi pubblici, poche tutele per anziani e fasce più fragili e un piano vaccinale che ancora fa fatica a partire. La situazione non è cambiata, nonostante un “nuovo” Governo che di nuovo ha ben poco, e nonostante il mainstream provi a far passare come giusti e necessari gli stessi errori che sono stati fatti in passato. No, non riusciamo a rimanere in silenzio di fronte a questa situazione e non siamo disposti ad accettare che tutto sia inevitabile. Siamo rimasti sempre dalla stessa parte, coerentemente al servizio della Nazione e come unica forza di opposizione continueremo a denunciare tutto ciò che non funziona. Nei momenti più difficili gli italiani hanno sempre dimostrato il loro valore, la loro forza e determinazione. Daremo loro voce.

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7 commenti

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    • Attilio il 15 Marzo 2021 alle 06:32

    La situazione non e cambiata possono alternarsi anche un presidente del consiglio ogni mese ma tutto rimane anzi peggiora e se si va avanti cosi si rischia grosso il tessuto socio economico si sta spaccando.occorre cambiare completamente direzione. Le chiusure devono finire, cosi come il terrorismo psicologico. Il rispetto dei protocolli di sicurezza ed i controlli reali ed incisivi uniti alla vaccinazione possono farci uscire da questa emergenza.

    • Nicola Moretto il 15 Marzo 2021 alle 08:25

    Il grande Gino Bartali diceva: “L’è tutto sbagliato, l’è tuitto da rifare!”. Appunto.

    • Franco Cordiale il 15 Marzo 2021 alle 14:04

    IN SINTESI. UN GOVERNO RICICLATORE DI PROVVEDIMENTO GIA’ ATTUATI DAL CONTE E DAL CONTE BIS.
    Una pessima comunicazione, che non aiuta a identificare con esattezza le cause di morte, genericamente attribuite AL covid, ma dovute in gran parte ad inefficienze, tagli alla sanita’, protocolli errati, come quello di “Tachipirina a casa e vigile attesa”. Dovute alle MASCHERINE FARLOCCHE DI ARCURI ed allo stress tremendo sulla stessa sopravvivenza economica di vaste categorie. Invece di EDUCARE AD UNA PRUDENZA INTELLIGENTE e ra
    gionevole, sfilze di divieti cervellotici e di ben dubbia EFFICACIA. Nessun incentivo A TENERE ALTE LE DIFESE IMMUNITARIE, pontificando invece la reclusione, sia per giovani, sia per anziani.
    Scatenando due opposti sentimenti nella gente: il terrore ipocondriaco in alcuni, l’ incoscienza scriteriata in altri, che giocano ad una sfida imbecille.

    • eraldo de mattei il 15 Marzo 2021 alle 18:21

    E che dire degli ultraottantenni che vengono chiamati, per il piano vaccinale, ad effettuare la vaccinazione anti covid, alle 22,00 e oltre. Ma è tanto difficile programmarli per un orario centrale della giornata? Vergogna!!!

    • Letizia il 15 Marzo 2021 alle 18:24

    Cara Giorgia, ti scrivo da mamma lavoratrice. Per fortuna nonostante il covid né io né mio marito ci siamo mai fermati ma purtroppo la scuola si è fermata di nuovo (e senza motivo a ns avviso). Abbiamo una bambina di 3 anni e mezzo che non è stata allattata al plutonio, che ama andare a scuola e socializzare con gli altri bambini e abbiamo un altra figlia di 7 mesi, la quale non può a dare al nido perché chiuso. Io sto lavorando in smartworking ma avere a casa entrambe è praticamente impossibile.
    A scuola delle mie figlie non si sono mai verificati di Covid e non c’è evidenza scientifica che l’aumento dei casi sia dovuto alle scuole quindi PERCHÉ CHIUDERE?
    Inoltre mi domando perché il diritto all’istruzione devee essere rispettato solo i bambini speciali o con BES, i bambini normodotati non hanno questo diritto? Loro possono stare a casa davanti alla tv o al tablet o con i nonni considerati soggetti fragili?! La trovo una cosa veramente ingiusta.
    A roma un bambino speciali o con bes può andare a scuola e con lui 5 bambini della sua classe a rotazione, le pare giusto?!
    La scuola o è aperta per tutti o è chiusa per tutti.

    • Elso Marzi il 16 Marzo 2021 alle 23:16

    Ricordo che il mio professore di matematica quando non riuscivo a svolgere problemi di geometria o espressioni algebriche, oltre a darmi uno scappellotto, mi faceva capire che tutto stava in un errore di IMPOSTAZIONE dei problemi. Oggi siamo in un cul de sac della Pandemia semplicemente perché è sbagliata l’impostazione. Questo nuovo virus, che poi tanto nuovo non è ecc., doveva essere trattato come tutti gli altri coronavirus influenzali che tutti gli inverni ci vengono a trovare. Nel febbraio/marzo 2019 gli italiani a letto una settimana con l’influenza sono stati diversi milioni. Il decorso è stato normalmente benigno ,ma tanti sono morti x le complicanze ,diverse migliaia. Comunicazione mediatica normale e non allarmistica, nessun terrore, niente tamponi, niente chiusure. Nel 2020 il Covid19 scatena l’inferno ed il disastro si compie sia per una maggiore letalità del virus sia per l’approccio sbagliato al contrasto del medesimo.
    Si è partiti, e ancor oggi è così, affermando che per diminuire la pressione sugli ospedali e le terapie intensive bisogna fermare e debellare il nemico invisibile. E come?! Scovarlo con i tamponi (miliardi di euro buttati) e chiudere tutti in casa, con la speranza che muoia. Obiettivo impossibile, perché viviamo in mezzo a miliardi di virus e batteri, che sono esseri viventi come noi e con i quali dobbiamo convivere. Per fare questo dobbiamo capirne i comportamenti e porre rimedio alla malattia che provocano nell’ospite. Quindi la partita si gioca solo dalla parte della clinica. Vale a dire che dopo la prima ondata, bisognava adottare tutte le terapie che in pratica si sono dimostrate efficaci a guarire. Invece di fare tamponi bisogna riorganizzare i medici di base, con strumenti, strutture adeguate e protocolli di cura per cui pochi finiscano in ospedale e terapia intensiva.
    Per così dire, la fortuna del Virus sta nella stupidità del gigantesco apparato burocratico Sanitario che finalmente può esercitare il suo potere indiscusso e celebrare ogni giorno le sue liturgie mediatiche. Se a capo ci fosse un Dott. Zangrillo e come lui ,per nostra fortuna, i tantissimi medici che sanno curare i pazienti perché ancora li visitano, il virus non farebbe più paura e sarebbe facilmente gestibile. Nessuna chiusura e vita normale per tutti, salvo per i focolai che si manifestano qua e là x l’infezione. La guerra al contagio è una battaglia persa in partenza, il virus si abbatte curando bene i malati suoi ospiti e poi facendo i vaccini. Viviamo in una situazione di guerra, e disastro economico, provocato dalla stupidità della politica che non ha avuto il coraggio di imporre una visione razionale e basata sui numeri di questa malattia. Quando sento i nostri leader dire : “mi rimetto al parere del CTS o dell’ISS” la partita è persa. Nei fatti abbiamo perso la libertà e la democrazia. Non solo siamo sempre più poveri, ma anche soli e infelici come sotto tutte le dittature esistite ed esistenti.
    Resta solo la ribellione?! Mi auguro che ci sia un leader che sveli un approccio alternativo alla pandemia( vedi Svezia,Corea, Giappone ..) Il crollo dell’economia non ha soluzione se non si cambia visione sul contrasto alla Pandemia!!
    Su Sig.ra Meloni si dia una mossa!!

    • Franco Cordiale il 17 Marzo 2021 alle 12:11

    IL COMMENTO QUI SOPRA, documentato, argomentato e egregiamente espresso, mette veramente il dito sulla piaga. Fa non solo sospettare, ma rende praticamente certi i lettori in buona fede, di un PROGETTO NEFASTO CONTRO I POPOLI ( e contro il nostro nello specifico) , chiusi in una tenaglia: DISASTRO ECONOMICO E DITTATURA POLITICA, dietro pretesti sanitari. Del resto sono proprio queste le ” crisi creative” volute dal POTERE GLOBALISTA ! Lo stesso che ha trasformato il Medio Oriente in un deserto lunare di rovine , affollato di profughi veri…l’ Italia in una terra di invasione di profughi finti africani parassiti la gran parte e di COLONIZZAZIONE CINESE, AVVOLTOIO che si prepara a banchettare sui nostri cadaveri di imprenditori falliti e di lavoratori licenziati.

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