Giorgia Meloni: «L’ecologia è un elemento fondamentale dell’identità politica dei conservatori. Coniugare ambiente e crescita» (video)

L’intervento integrale del presidente di FdI e dei Conservatori europei (ECR Party) alla videoconferenza «Mondo rurale: biodiversità fragile e nascosta».

Buongiorno a tutti.

saluto e ringrazio il commissario all’Agricoltura Wojciechowski e il commissario all’Ambiente Sinkevičius per essere intervenuti a questa iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia e dal Gruppo ECR nel Parlamento europeo. Grazie a Pietro Fiocchi per aver promosso l’iniziativa e a Nicola Procaccini, che coordina il dipartimento Ambiente di FdI. E saluto tutti coloro che hanno portato il loro contributo.

La conservazione del patrimonio naturale è un elemento fondamentale dell’identità politica di noi conservatori. Consentitemelo: non c’è nulla di più “di destra” dell’ecologia. La destra ama l’ambiente perché ama il territorio, l’identità, la Patria. Conservare l’ambiente vuol dire conservare e tramandare ai nostri figli i luoghi dove sono nati, farli conoscere e difenderli. Scruton diceva che “l’ambientalismo è la quintessenza della causa conservatrice, l’esempio più vivo nel mondo di quel partenariato fra i morti, i vivi e i non ancora nati”.

Certo, la nostra visione non si esaurisce negli slogan fini a sé stessi tipici di certa sinistra. A differenza dell’ambientalismo ideologico noi non riteniamo che la presenza dell’uomo e delle sue attività siano in contrasto con la difesa dell’ambiente.

Nella nostra visione l’uomo è il custode del Creato, che gode della bellezza in cui è immerso e sente il dovere esistenziale di proteggerla e consegnarla a chi gli sopravvivrà. Il nostro è un atteggiamento pragmatico e realistico che tiene insieme l’amore per la Natura, la difesa dei nostri paesaggi e la sostenibilità degli ecosistemi con le attività dell’uomo.

Oggi la sfida che abbiamo davanti è coniugare ambiente e crescita economica. Crediamo che le imprese debbano essere accompagnate verso la transizione ecologica. Su questo è giusto porsi degli obiettivi, anche ambiziosi, a patto però che quelli obiettivi siano realistici. La transizione deve essere graduale e imporla a colpi di nuovi oneri alle aziende è un errore che produce altra povertà e perdita di posti di lavoro.

Bisogna rimettere ordine negli incentivi sulle rinnovabili e investire nei carburanti alternativi ma sempre nella logica della neutralità tecnologica e del mix energetico: la tecnologia può darci una grossa mano nel sostenere l’ambiente, senza pregiudicare la qualità della vita e senza pregiudicare il benessere delle nostre esistenze.

Mi fa molto piacere che oggi si faccia un esplicito riferimento al mondo rurale. È un macrocosmo nel quale l’uomo vive in perfetta armonia con la biodiversità che lo circonda perché è da questa che trae il suo sostentamento, spesso anche da diverse generazioni. Chi più del contadino, dell’allevatore o del cacciatore può essere mai interessato a difendere la natura in cui vive ed opera? Nessuno. Anche qui una certa vulgata radical chic tenta di contrapporre la natura all’uomo: è una guerra che a noi non appartiene.

Esiste un’agricoltura di precisione che dobbiamo incentivare e sostenere perché migliora quantità e qualità dei prodotti ortofrutticoli, garantendo contemporaneamente una riduzione nei consumi idrici e nell’uso dei fitofarmaci. E poi il paesaggio, come fattore identitario e di attrattività turistica, che va preservato senza alcun tipo di ideologismo. Sono tutti temi che i conservatori pongono da sempre e che continueranno a mettere al centro del dibattito, anche e soprattutto in questa fase. Questo è il ruolo e questo è il nostro impegno. Vi ringrazio per questa iniziativa e vi auguro buon lavoro.

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d’Italia e dei Conservatori europei (ECR Party)

 

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4 commenti

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    • Franco Cordiale il 4 Giugno 2021 alle 07:14

    SE AMO LA MIA CASA E IL MIO GIARDINO, le vie e i parchi del mio paese, i miei fiumi, boschi, montagne…e la mia terra con case, chiese e bellezze sia naturali, sia artistiche…e la mia famiglia, la gente che conosco…e gli animali che mi danno compagnia e quelli che allevo per sostentarmi… potrei trasformare tutto cio’ in bruttura, marciume, sudiceria, disordine, violenza, sofferenza, colpissero pure l’ ultimo degli esseri viventi ?
    SOLO IL SENTIMENTO DI APPARTENENZA ad un popolo e a una Terra e’ baluardo morale contro chi invade da fuori come predatore, saccheggiatore e chi devasta e rovina come parassita e distruttore da dentro. Chiunque sia. Stati esteri, multinazionali del nuovo CAPITALISMO DISUMANO E SELVAGGIO, DITTATURE PSEUDO SANITARIE, MANIPOLATORI DELLA MASSA DECEREBRATA…nuovi SCHIAVI gestiti dalle grosse MAFIE GLOBALISTE e antinazionali… IMMIGRAZIONISTI SENZ’ ANIMA…

  1. E’ la pura e semplice verità. Lo dimostrano i fatti. Chi inquina il mondo più di tutti?: Cina, India, brasile, USA, e deficienti che buttrano a mare la plastica dei cestelli da pesca di plastica dai pescherecci. Imbecilli, il mare se lo rispettate, è quello che vi da da mangiare.

    • ArnoldBS il 4 Giugno 2021 alle 15:41

    I “Verdi” in tutta EU si sentono rappresentati da Greta & Co: 1. Ignoranti, perché non sono stati a scuola e non sanno, 2.Socialmente invidiosi perché scontenti della propria personalità fallita o quasi, finanziati spesso dal lavoro e frutti ereditati, 3. Stupidi, perché senza esperienza sul campo, non possono nemmeno figurarsi le conseguenze dei propri fanatismi giá solo in fase di realizzazione.
    Il rispetto della Natura che e´rispetto per la vita, inizia dalla coscienza degli equilibri naturali, Mano di Dio che si basa sulla Chimica principalmente organica di cui siamo conseguenza, cioè sul CO2 che i verdi vogliono demonizzare a tutti i costi senza aver capito che il riscaldamento del clima non e´ dovuto, né principalmente, al solo CO2, ma dalle considerazioni sulle efficienze termodinamiche, anche dal numero di abitanti e dal loro tenore di vita sul pianeta (Ove, vedasi caso, “respirano” ed hanno talora freddo e bisogno di lavorare per vivere). Il problema ecologico diviene a prima vista climatico, che va quindi combattuto in pianificazione energetica, perché senza energia a prezzo accettabile la civiltà finisce. Solo a scuola si possono formare le coscienze scientifiche che non devono emigrare, ma condurre ricerche e sviluppi in industria, ove produrre i prodotti richiesti a prezzi accettabili per gli scopi civili di cui si necessita (Dai medicinali ai polimeri, agli esplosivi ed all’energia necessaria). Solo poi appare l’aspetto ecologico, assicurando con strategie e balzelli opportuni lo smaltimento sistematico dei sottoprodotti di produzione con riciclo o distruzione immediatamente al seguito della produzione dei prodotti con mercato. La deposizione di sottoprodotti va proibita, per evitare, come oggi si verifica, che i guadagni per decenni siano stati privatizzati, e le conseguenze vengono ora socializzate o rimandate a generazioni venture mentre le persone giuridiche beneficiate sono scomparse. Esempio sia la tecnologia industriale energetica a base nucleare, con prodotti secondari radioattivi praticamente eterni, cancerogeni, mutageni, tossici e solubili, di fatto non deponibili nel mondo che conosciamo, ma dei quali mai si sono considerati i costi di smaltimento sicuro, sulla luna o sul sole, per non raggiungere prezzi proibitivi del KWh di corrente prodotta. Semplice risveglio in questo caso sono stati Tschernobyl e Fukushima. Sempre salvi, logicamente ricerca e sviluppi per i quali i costi vanno sempre assunti, assicurando il futuro dell’umanità. Questa non e´ eterna né indefinitamente da lasciarsi espandere. Carità quindi rimane il compito irrinunciabile di istruzione e chiarimento ai Paesi sottosviluppati affinché giungano a tal punto di sviluppo di coscienza da essere in equilibrio con le possibilità economiche in loco. Senza scrivere trattati, i problemi sono quindi riducibili in grandi linee a coscienza e responsabilitá generale, sincerità ed onesta´ intellettuale. Tutte premesse scomode delle quali si nota quotidianamente scarsità.

  2. Sciocchi discorsi che sento da oltre 12 lustri; ma che fino ad oggi non si è visto nulla di nulla per cambiare o almeno alleggerire i danni! Siamo stati e lo siamo ancora i della plastica ed i della costante spazzatura! Rammento i tempi in cui qualcuno si appellava al WWF per proteggere Flora e Fauna, entrambe oggi distrutte! Si è data colpa ai Seguaci di S.Uberto ed i risultati sono stati pessimi con migliaia di posti di lavoro perduti e centinaia di zone privilegiate per gli a totale danno della Natura! Se tutto fosse stato mirato realmente alla cura del nostro territorio, ne sarei stato immensamente felice; ma oggi ne sono invece immensamente nauseato!

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