Messaggio del Presidente Giorgia Meloni alla 42ª Assemblea Annuale Anci

Carissimi, 

voglio prima di tutto scusarmi con ciascuno di voi per non essere riuscita a mantenere l’impegno che avevo preso di essere presente oggi a Bologna per la quarantaduesima Assemblea nazionale dell’Anci. Prometto solennemente che mi farò perdonare, e che il prossimo anno non mancherò ai vostri lavori.

Ringrazio e saluto il Presidente Manfredi, l’Ufficio di Presidenza, il Consiglio nazionale e tutti i Sindaci presenti, a partire dal “padrone di casa”, il Sindaco di Bologna Lepore. Desidero rivolgere un saluto particolare al Presidente della Repubblica, che assiste alla cerimonia di apertura e che con la sua presenza ribadisce l’assoluta centralità che i Comuni hanno nella nostra Repubblica.

La Repubblica vive e cresce attraverso i Comuni, perché i Comuni rappresentano l’Istituzione di prossimità che si fa carico delle istanze quotidiane dei cittadini e mantiene viva la connessione tra cittadini e Istituzioni. Voi Sindaci siete la prima fila dell’impegno politico, e fate uno dei mestieri più difficili che si possano scegliere. Perché avete deciso di caricarvi sulle spalle la cura delle persone e della comunità che vi sono state affidate. E, se fatto come si deve, il vostro è un lavoro che non conosce soste, ferie, riposo. E di tutto questo, non solo il Governo ovviamente, ma i cittadini di questa Nazione vi sono profondamente grati.

Permettetemi, da questo punto di vista, di rivolgere un ringraziamento particolare ai giovani Sindaci e amministratori: siete i simboli di una democrazia viva e partecipata e i testimoni concreti che c’è una generazione, anche in questo tempo, spesso disilluso e disinteressato, che decide di mettersi al servizio della propria comunità e del bene comune. Grazie davvero per ciò che fate e per ciò che rappresentate.

L’Anci troverà sempre nel Governo un interlocutore attento, nel merito dei problemi. E il Governo non mancherà mai di riconoscere all’Anci il ruolo che gli è proprio, ovvero quello di cerniera istituzionale e di cinghia di trasmissione delle istanze dei Comuni e dei Sindaci. Questo dialogo costante ci ha permesso, in questi anni, di affrontare insieme numerose sfide e di raccogliere risultati significativi. A partire dalla legge di bilancio per il 2026, che per la prima volta dopo molti anni non prevede nuovi tagli per il comparto degli Enti Locali e, anzi, incrementa il fondo per i minori affidati da 100 a 250 milioni di euro, stabilizza il contributo di 60 milioni per i centri estivi, amplia il Fondo perequativo verticale e alleggerisce le rigidità del Fondo crediti di dubbia esigibilità, venendo incontro alle richieste dei Comuni di maggiore flessibilità sulla spesa corrente, pur nel ristretto perimetro dei vincoli europei. Ma penso, anche, alla definizione della nuova Strategia nazionale per le aree interne. Abbiamo rafforzato la programmazione rispetto a quella precedente, e garantito risorse nazionali ed europee per un ammontare complessivo di oltre un miliardo e 300 milioni di euro. È una scelta che ci consentirà di raggiungere il doppio della popolazione rispetto alla programmazione 2014-2020 e di allargare lo spettro dei Comuni beneficiari. È un’iniziativa che abbiamo costruito insieme, perché nessuno di noi si arrende all’idea che i nostri meravigliosi borghi e le nostre splendide aree interne, che custodiscono l’identità profonda della Nazione, siano condannate al declino e all’abbandono.

È un lavoro che va di pari passo con la decisa accelerazione che abbiamo impresso, dopo troppi rinvii e false partenze, alla ricostruzione del Centro Italia. Territori che già prima del terremoto stavano affrontando i problemi tipici delle aree interne, dalla crisi demografica alla fragilità idrogeologica, e ai quali stiamo cercando di dare risposte concrete. Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa, e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese e le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di una comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori. Noi stiamo facendo la nostra parte, e i risultati cominciano a vedersi. I contributi concessi per la ricostruzione privata hanno raggiunto gli 11,5 miliardi di euro, permettendo ad una famiglia su tre di rientrare nella propria abitazione. La ricostruzione pubblica è stata finalmente sbloccata, con oltre 500 cantieri dei 1200 stimati avviati nei primi 7 mesi del 2025.

C’è ovviamente ancora tanto lavoro da fare, ma io sono convinta che tutti insieme abbiamo l’opportunità di vincere la sfida della rinascita economica e sociale dell’Appenino centrale. Ma i Comuni – insieme alle Regioni, alle Province, alla Città Metropolitane e alle Amministrazioni centrali – sono protagonisti di un’altra sfida decisiva, che è la messa a terra degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Stiamo vivendo una fase cruciale dell’attuazione del Piano, e ogni sforzo deve essere finalizzato a completare gli interventi programmati. L’entità delle risorse, le rigide tempistiche di attuazione e il fitto calendario di scadenze concordate a livello europeo non consentono pause. Finora abbiamo fatto un buon lavoro, anche grazie all’enorme sforzo profuso da ciascuno di voi, che avete interpretato l’ambizione del PNRR come una grande occasione di crescita e di innovazione della capacità amministrativa. Ma non dobbiamo fermarci perché, come ci insegna lo sport, è l’ultimo miglio ciò che determina una vittoria o una sconfitta. E noi dobbiamo rimanere tutti estremamente concentrati sull’obiettivo, con quel gioco di squadra che ci ha consentito finora di essere al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario del PNRR. Il Governo presterà la massima attenzione alle osservazioni, alle suggestioni, alle richieste, critiche comprese ovviamente, che emergeranno dai vostri lavori. E ne farà tesoro.

La folta e qualificata delegazione governativa che interverrà alle varie sessioni di questi giorni è pronta ad assicurare risposte e ad entrare nel merito delle questioni. Con quello spirito e quell’approccio che, in questi anni, ci ha consentito di costruire insieme soluzioni innovative per il bene dei nostri cittadini. È un metodo di lavoro che arricchisce tutti, e che permette di trovare risposte concrete ai problemi delle famiglie, delle nostre imprese, delle nostre comunità. Questa è la direzione che vogliamo continuare a percorrere, insieme ai Sindaci e agli amministratori italiani. 

Vi ringrazio ancora e vi auguro buon’Assemblea.

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7 commenti

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    • ALDO il 13 Novembre 2025 alle 13:31
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    Le aree interne italiane erano fiorenti grazie all’economia agricola con produzioni di qualita’ di latte, lana, agrumi e olio. Nel discorso del nostro primo ministro ai comuni si fa cenno ai fondi europei. Ebbene faccio notare che L’Italia è stata ripetutamente condannata dalla Corte di Giustizia Europea per non aver recuperato i debiti dagli allevatori che avevano sforato le quote latte. Ricordo quote abolite nel 2015.
    Inizialmente, lo Stato italiano ha dovuto anticipare all’Unione Europea miliardi di euro per coprire le multe non pagate dai produttori.Solo con anni di ritardo e sotto la pressione di Bruxelles (e il rischio di ulteriori sanzioni sulla PAC), lo Stato ha avviato le procedure di recupero forzoso (tramite Agenzia delle Entrate – Riscossione) nei confronti dei singoli debitori. Questo recupero, seppur tardivo, ha portato all’emissione delle cartelle esattoriali che, a causa degli interessi accumulati, hanno raggiunto cifre esorbitanti. Nonostante siano passati 10 anni dall’abolizione delle quote, il contenzioso è ancora vivo per migliaia di allevatori:Le cartelle esattoriali per centinaia di migliaia di euro continuano a causare pignoramenti, ipoteche sui beni aziendali e personali e, in ultima istanza, il fallimento per le aziende che non hanno la liquidità o il patrimonio per far fronte a debiti storici così onerosi.Lo Stato italiano ha tentato più volte di chiudere la questione con leggi che prevedono il ricalcolo delle multe, la rateizzazione o la definizione transattiva dei debiti. Tuttavia, queste misure non hanno ancora risolto la situazione per tutti, e le vicende giudiziarie, compresi i ricorsi per prescrizione, si protraggono.In conclusione, l’agricoltore che recentemente fallisce per la multa di 600.000 euro è vittima di una crisi debitoria storica legata a un meccanismo europeo non più esistente, che è stata aggravata dalla lentezza e dall’inefficacia dello Stato italiano nel riscuotere il prelievo nei tempi corretti. Come si fa a parlare di un rilancio dei comuni rurali, spopolati, devastati da disposizioni europee che hanno distrutto una economia fiorente esaltando un piano “farlocco” che non spende una parola a favore dei nostri agricoltori?

    • mysticalheart591b2a821f il 13 Novembre 2025 alle 14:57
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    Carissima, in questo messaggio profondo per senso e sensibilità colgo la prospettiva di una stagione perdurante di buon Governo che, dal centro si sparge in tutta Italia, dando la direzione e il ritmo della strada percorsa e suggerendo i traguardi da raggiungere. Insieme. Tutto questo forma una reale suggestione di compattezza e unità. Un interesse a trecentosessanta gradi che abbraccia la popolazione italiana e i comuni, espresso magnificamente in questo scritto, dalla cui purezza emerge in filigrana la brillantezza della frase “La Repubblica vive e cresce attraverso i Comuni”, non mero slogan, bensì cuore pulsante dell’azione della destra di Governo. Il richiamo alla ed il riconoscimento della responsabilità dei Sindaci ai valori e ai doveri repubblicani, inquadrano il merito o il demerito che ciascuno di loro ha nei confronti della comunità per la quale e non sulla quale svolge il proprio incarico, ove questo può definire le sorti in positivo o in negativo di ogni comune, con una grande incidenza sull’intero tessuto nazionale. Viene proprio da dire forza, a tutti, a chi vuole contribuire al miglioramento dei luoghi della stupenda Italia, e grazie a Giorgia che con il suo esempio giornaliero e costante favorisce l’unità nazionale a partire da ciascuna linea che interseca il territorio nazionale, dimostrando che nessun luogo e nessuna persona in questa meravigliosa Repubblica è periferia.
    Presidente Meloni, grazie di esistere!

      • XMAS il 14 Novembre 2025 alle 21:27
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      Egr. o Egr.a Cuore mistico prova ad andare nelle periferie delle città di questa meravigliosa Repubblica soprattutto se sei donna e tocca con mano la realtà .Conta i passi che riesci a fare e poi ne parliamo.

    • ALDO il 14 Novembre 2025 alle 22:20
    • Rispondi

    Io non sparo sulla croce rossa e non distruggo le illusioni di cuori mistici. Anzi, col cor trepidante di commossa speme, mi accodo nel ringraziare colei che si sparge nel perdurante, suggerendo. E per la quale e non sulla quale mi genufletto sia in positivo che in positivo e mai in negativo, io esulto in costante e giornaliera gratutudine. Rapito seguo le linee che si intersecano dal centro alla periferia e, mi voglio sbilanciare, anche viceversa e sia sopra che di sotto. Viva l’Italia, viva la Rrpubblica e abbasso i meri slogan. Alleluja

    • Daniele il 17 Novembre 2025 alle 09:29
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    A chiacchiere la Meloni non la batte nessuno. Passerelle, strette di mano, incontri, conferenze, chiacchiere e ancora chiacchiere. E fatti nulla. A proposito di Comuni: andiamo a vedere come sono ridotte le nostre città, in mano alla criminalità, agli spacciatori, ai delinquenti. Proviamo a fare un giro di notte nelle periferie dei nostri centri abitati e poi vediamo se ne usciamo vivi. Ai Comuni tante belle chiacchiere e poi, nei fatti, vengono affossati come qualunque altra cosa in Italia. Il governo continua a far sbarcare clandestini che poi riversa puntualmente sui Comuni, che si ritrovano le strade piene. Dal punto di vista economico, la nuova legge di bilancio prevede una spesa pubblica inferiore alle tasse, drenando sempre più denaro dall’economia e quindi, anche dai Comuni. Andiamo a vedere i mille problemi che hanno i Comuni, che non ricevono più i fondi adeguati da anni, dato che, essendo l’Italia serva e schiava dell’Europa, non può più coniare moneta e ogni anno ci ritroviamo sempre meno denaro circolante nell’economia reale. Però rinunciamo al gas russo e compriamo quello assai più costoso americano. E diamo miliardi di euro all’Ucraina. Invece di dare soldi all’Ucraina perché, cara Meloni, non giri quel denaro ai Comuni, alla sanità, alle infrastrutture, agli italiani? Queste passerelle riempite di parole vuote, quando poi nei fatti si fa l’esatto contrario, sono ormai diventate disgustose. Da una parte Meloni stringe la mano ai Comuni, tante belle parole, e poi li riempie di clandestini e non destina loro denaro che invece viene sperperato in armi e munizioni. Avanti, facciamoci incantare da questi teatrini, da queste messe in scena, da queste caverne di Platone, incantati a osservare le ombre e le figure che ci fanno vedere per tenerci incatenati alle loro finzioni.

    • ALDO il 17 Novembre 2025 alle 10:35
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    Daniele descrizione fedele di una realta’ inoppugnabile. Purtroppo anche l’opposizione ha prima creato e poi consolidato questo disastro. Ma ti rendi conto? Manifestazioni Propal che devastano le nostre citta’. Sindacati che fanno politica. Magistrati che impediscono al potere legislativo di eliminare qualche pezzo di assurdita’, un clero che vampirizza la nostra economia a favore di gigantesche strutture create per accoglienza e inclusione. Mafia, Ndrangheta, sacra corona unita e camorra che riciclano miliardi di denaro sporco acquistando imprese legali senza pagare tasse… complici Mes, Bankitalia e Istat. Campagne spopolate. Boschi in balia dei piromani e coste cementificate. Denatalità, famiglie inesistenti, consumismo e clima impazzito. E shlein che accusa Meloni di “fascismo”! Ma il punto reale è che agli italiani, al 70% degli italiani tutto questo caos sta bene. Loro si schierano: o leccano i piedi a Giorgia Meloni o appoggiano i Centri sociali e le sfilate dei propal e dei gay pride. Vivono come animali in gabbia e inneggiano alla liberta’. Sono gretti, meschini, ignoranti, falsi e ipocriti oltre ogni limite. Si fanno incantare dall’inno mameli, da Sinner, dal papa americano e da Maria de Filippi. Tifano per la loro squadra di calcio, lavorano con odio per il lavoro e si danno malati tanto c’è l’Inps che paga. Le donne vogliono mariti ricchi e palestrati e i maschi mogli gnocche con la cintura di castita’ al posto delle mutande. E non parliamo di quelli che decidono di avere figli che poi allevano mostriciattoli autistici da parcheggiare ai nonni, negli asili o davanti a un televisore. Io ero orgoglioso di essere italiano. Oggi mi faccio schifo. Meglio una sciamano dei boscimani nudo e con un osso infilato nel naso. Almeno ha una identita’ ed una dignità. Noi non abbiamo piu’ ne l’una ne l’altra

    • ALDO il 18 Novembre 2025 alle 10:29
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    Domanda: Quanto sono pericolosi per gli italiani Mattarella, Crosetto e Meloni in combutta con Francesco Saverio Garofani?
    il Cargo statunitense C-17 Globemaster III, l’aereo preposto per il trasporto di ordigni nucleari, è atterrato presso la base aerea di Ghedi, a Brescia, a Ramstein, in Germania (quartier generale dell’USAFE e del NATO Allied Air Command); a Volkel, nei Paesi Bassi (base che ospita ordigni nucleari), Incirlik (altra base che ospita armi nucleari statunitensi) e, infine, Lakenheath, nel Regno Unito. Le spinte alla guerra della Nato e dell’unione Europea guidata da VDL ci portano fino all’orlo del baratro. Giorgia Meloni sogna una gurra di tutti contro Putin? Bene spero che la prima atomica venga sganciata su Roma cosi almeno la Storia potra’ dire che i cosacchi finalmente hanno abbeverato i loro cavalli alle fontane di san pietro. Che massa di imbecilli!

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